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Il 14 e 15 ottobre due giornate in Ucraina per far trionfare la vita contro la morte

L’Ac con il Mean per la pace in Ucraina

Attivisti del Mean nel municipio di Kiev
Attivisti del Mean nel municipio di Kiev

Il 14 e il 15 ottobre prossimi oltre cento attivisti del Mean – Movimento Europeo di Azione Nonviolenta tra questi una delegazione di Azione Cattolica guidata da Lucio Turra, amministratore nazionale dell’Ac saranno in Ucraina per una due giorni di preghiera interreligiosa e una conferenza sui Corpi Civili di Pace Europei.
«Due azioni che non fermeranno l’aggressore, ma che la società civile ucraina aspetta con grande entusiasmo – scrive Angelo Moretti, portavoce del Mean. L’“Associazione nazionale ucraina dei territori e delle regioni” sta organizzando tutto con grande cura, compreso l’allestimento delle piazze e delle sale dove si svolgeranno gli incontri a Kiev e Leopoli».

Preghiera universale per la fratellanza e per la pace

In particolare il 14 ottobre nelle due città si svolgeranno in contemporanea dei momenti di preghiera interreligiosa per chiedere la pace e la cessazione dell’aggressione. A Leopoli si pregherà nella Basilica Francescana, a Kiev si pregherà in piazza Santa Sofia, davanti alla cattedrale ortodossa, tra i maggiori simboli della religiosità ucraina.
All’iniziativa aderiscono la Conferenza episcopale ucraina, la Nunziatura apostolica di Kiev, il Patriarcato ecumenico della Chiesa ortodossa, le Comunità ebraiche e quelle islamiche. La Conferenza episcopale italiana attraverso il suo presidente, il cardinale Matteo Zuppi, ha assicurato il sostegno dei nostri pastori. Il vicepresidente della Cei, il vescovo Francesco Savino, parteciperà alla giornata di preghiera attraverso un video collegamento dall’Italia.

Mons. Savino: «Mai rassegnarsi alla violenza»

«Ho aderito con profonda convinzione all’iniziativa – ha affermato mons. Francesco Savino – perché riconosciamo che di fronte alla barbarie della violenza in corso non bisogna mai rassegnarsi né smettere di pregare insieme. Il popolo ucraino, ferito ed umiliato, cerca nel profondo del suo cuore la giustizia e non potrà essere solo la forza a far valere questo anelito, l’attesa di giustizia dovrà essere sostenuta nella conservazione di quello spirito religioso popolare di chi, come Maria nel canto del Magnificat, crede fermamente nella presenza di Dio accanto agli ultimi, quel Dio che con la sua umiltà e mitezza promette di rovesciare i troni dei potenti».

Per l’istituzione dei Corpi Civili di Pace di Europei

Il 15 ottobre, dopo la preghiera la riflessione politica. La due giorni prosegue, infatti, con una conferenza dibattito sull’istituzione dei Corpi Civili di Pace Europei. «Il popolo ucraino, con la sua lunga resistenza all’aggressore ed il suo dolore, si è meritato il titolo di primus inter pares nel consesso della Comunità europea, non deve più “elemosinare” l’appartenenza ad essa – afferma Marianella Sclavi portavoce del Mean – per questo abbiamo deciso che proprio da Kiev vogliamo lanciare un appello per la nuova Difesa comune europea. Dotiamoci di una nuova istituzione: i Corpi Civili di Pace, diventiamo leader della risoluzione creativa dei conflitti, investendo risorse e persone come finora non è stato fatto, come si vede tragicamente in questi giorni anche in Nagorno Karabakh».
Il dibattito si svolgerà in un sito istituzionale del Parlamento ucraino e ad esso parteciperanno i parlamentari italiani, i parlamentari ucraini e gli europarlamentari che aderiscono alla missione Mean. È prevista la trasmissione in streaming a Leopoli e anche in altre città ucraine.

Una nuova modalità di Difesa comune europea

Come auspicato da Altiero Spinelli e dal suo Manifesto di Ventotene “Per un’Europa libera e unita”, «la Difesa comune europea non potrà essere semplicemente un esercito condiviso dagli Stati membri, ma è chiamata ad essere un corpo inedito capace di affrontare i conflitti con metodi nuovi e divergenti – piega Angelo Moretti. Sulla tenuta della pace e la risoluzione alternativa dei conflitti bisogna investire proprio come si fa con i corpi armati: con preparazione, finanziamenti, strategie, tempestività. Kiev ha il diritto e l’autorevolezza di parlare al mondo intero di questa nuova istituzione. La società civile europea e gli esperti nelle missioni di difesa civile possono far fare questo salto di qualità, il Mean proverà a provocare questo salto».
Non c’è più tempo da perdere, in un mondo attraversato da una terza guerra mondiale a pezzi l’Unione Europea, deve affrettarsi a diventare leader della pacificazione nel mondo.

Per chi lo desidera è ancora possibile partecipare alla due giorni.
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