Primo piano

A tutti e a ciascuno, auguri di buona Pasqua dalla Presidenza nazionale Ac

Chi cerca l’uomo di fatto cerca Dio

«È ormai diverse settimane – scrive un giovane medico – che sono dedicato a gestire, emotivamente e mentalmente, una situazione davvero pesante in due reparti di terapia sub-intensiva. Basteranno i dispositivi di protezione individuale di fronte a un paziente in ventilazione che nebulizza una carica virale così alta? Mi sono vestito bene, con l’oppressione della mascherina che taglia il naso e gli zigomi? Ho sbagliato procedura e mi sono contaminato? Al tempo stesso, però, c’è l’entusiasmo di buttarsi anima e corpo in trincea per aiutare pazienti dagli occhi terrorizzati; e allora si fa e basta, senza domandarsi nient’altro che questo: come ossigenarli? Mai come ora, nello stringere mani e carezzare volti, mi torna alla mente e mi infiamma il cuore il detto: quaerere nomine, quaerere Deum».
Testimonianze così esemplari tengono viva la speranza e ci aiutano a riconoscere che Dio crea vita dalla morte. La fede pasquale ci invita ad abbracciare la Croce, spes unica. È alla sua ombra luminosa che possiamo intonare il canto della Sequela pasquale: «Morte e vita si sono affrontate in un prodigioso duello. Il Signore della vita era morto, ma ora, vivo, trionfa».

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Focus

Lettera della Presidenza nazionale Ac

Carissimo amico prete

Carissimo amico prete, sentiamo fortemente il desiderio di scriverti per dirti che sei nei nostri pensieri e nella nostra preghiera.
Da quando è iniziata questa pandemia abbiamo sempre pensato di scriverti, di raggiungerti in qualche modo per dirti che sei presente nei nostri cuori, sei presente con la tua comunità e con l’associazione che accompagni. Sono presenti le persone che i tuoi occhi raggiungono, poiché non ci siamo mai sentiti così vicini come in questi giorni al tuo cuore nonostante le assenze e le chiusure dovute alle disposizioni per la salute.
Lo facciamo oggi, nell’approssimarsi della Pasqua e nel giorno in cui diciamo grazie al Signore per il dono del ministero ordinato. (continua)

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Fatti e idee

Decreto scuola: il parere del Movimento Studenti di Azione Cattolica

Ora impegno per non lasciare indietro nessuno

Gli studenti di Azione Cattolica esprimono parere favorevole in merito alle modalità pensate per la conclusione del corrente anno scolastico e per l’Esame di Stato, emanate con il decreto legge n. 22 dell’8 aprile 2020, che accoglie in larga parte le proposte del Forum delle associazioni studentesche in merito ai requisiti di ammissione e alla struttura delle prove d’esame. Per ciò che riguarda il recupero e l’inizio delle lezioni per il nuovo anno scolastico, gli studenti di Ac considerano appropriata la scelta di tornare il primo settembre tra i banchi di scuola, se le condizioni sanitarie lo consentiranno. Nell’immediato, due le questioni sulle quali il Msac chiede di porre l’attenzione: come considerare le assenze e come valutare gli studenti.

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Leggere la storia e coltivare la speranza

Costruire nuove alleanze

di Matteo Truffelli - articolo pubblicato su «L’Osservatore Romano» del 6-7 aprile 2020 - La generazione che il virus si sta portando via dentro il silenzio straziante delle nostre città è fatta, in larga parte, di coloro che hanno visto la guerra e vissuto la difficile fase della ricostruzione. Gli ultrasettantacinquenni, quelli nati prima del 1945. Ci hanno parlato a lungo, nei loro ricordi, della povertà e semplicità della loro infanzia, della normalità del coraggio che occorreva per attendere la fine del conflitto, dell’angoscia con cui si partiva mettendo tutte le proprie cose dentro una valigia per andare a cercare fortuna al Nord, oppure all’estero. Della passione con cui ci si schierava politicamente di qua o di là, per tutta la vita, con un mondo diviso in due e con l’incubo della bomba atomica. (continua)

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La scuola e l’università al tempo del coronavirus

Oltre l’e-learning, una riflessione pedagogica

di Andrea Dessardo* - L’emergenza coronavirus, oltre che per i suoi aspetti sanitari ed epidemiologici e per le sue pesanti conseguenze economiche, sarà probabilmente ricordata anche come il più grande esperimento di e-learning della storia, un caso che sarà certamente studiato dai pedagogisti e dagli storici dell’educazione. Alcune considerazioni, che possono essere fatte fin da ora sulla base dell’esperienza diretta di questi giorni, saranno senz’altro riprese quando l’emergenza sarà cessata e con esse dovrà necessariamente confrontarsi il mondo dell’istruzione anche quando le scuole finalmente riapriranno. Quando torneremo fra i banchi o dietro le nostre cattedre non potremo fingere che questo periodo non ci sia mai stato, ma su di esso dovremo fondare una più ampia riflessione pedagogica.

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Definire nuove priorità e scegliere la direzione in cui dirigerci

Ricominciare, con un altro sguardo

di Giacomo Costa* - L’Italia vive un tempo di sospensione, che indica come sia necessario cambiare sguardo: rinunciare all’illusione di controllare tutto e rinforzare il senso di affidamento alla base di ogni scelta di impegno. In dialogo con i concittadini, i cristiani hanno un contributo specifico da offrire. Sarebbe contraddittorio se non fossimo i primi a nutrire quella fiducia, a riconoscerne i segni, interpretarli e approfondirli, mettendo a disposizione della società di cui facciamo parte il nostro patrimonio: la tradizione della Chiesa, a partire dalle Scritture, e l’esperienza di formare una comunità che è tanto locale quanto globale.

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Sui social Ac, spunti di riflessione della Presidenza nazionale

Parole per (R)Esistere

“La tempesta smaschera la nostra vulnerabilità e lascia scoperte quelle false e superflue sicurezze con cui abbiamo costruito le nostre agende, i nostri progetti, le nostre abitudini e priorità. Ci dimostra come abbiamo lasciato addormentato e abbandonato ciò che alimenta, sostiene e dà forza alla nostra vita e alla nostra comunità.”
Le parole ricche di paressia di Papa Francesco nella preghiera dello scorso 27 marzo in una piazza San Pietro vuota hanno dato voce ai nostri pensieri, alle nostre paure e al nostro desiderio di sentire la presenza del Signore in questo momento straordinario della storia del mondo. È proprio vero: ci sentiamo smascherati delle nostre certezze e presunzioni e la tentazione di fuggire nella tristezza e nella disperazione sembra essere sempre dietro l’angolo. In questi giorni stiamo ascoltando parole accantonate da tempo, stiamo utilizzando un vocabolario dalle tinte oscure e paurose. Forse in questo strano tempo che stiamo vivendo ci rendiamo conto che abbiamo bisogno di parole nuove, capaci di aprire una breccia, di farci tornare a coniugare i verbi al futuro e di tornare a sperare. Ecco perché in ogni angolo del nostro Paese l’Azione cattolica è impegnata a raccontare la possibilità di essere comunità nonostante l’isolamento, di essere fratelli nonostante la solitudine e di essere credenti nonostante la paura. Stiamo ammirando la grande creatività di responsabili associativi, educatori e assistenti che provano ad accorciare le distanze e ad alzare lo sguardo. Ecco perché anche la Presidenza Nazionale ha pensato di offrire all’associazione e al Paese un proprio semplice contributo. Dal 5 aprile, domenica delle Palme, al 19 aprile, domenica “in Albis”, ogni giorno un membro della Presidenza nazionale, tramite i nostri social, offrirà un breve spunto di riflessione sul Vangelo del giorno soffermandosi, in particolare, su una parola che possa aiutarci a resistere (o meglio esistere). Il mistero di passione, morte e resurrezione che celebreremo ci aiuterà a cambiare il nostro vocabolario e a convertire il nostro sguardo. Dopotutto, nonostante il Covid 19, sarà Pasqua… e la vita trionferà!

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L’emergenza come possibilità di cambiamento, di rinunce, di riformulazione

Oltre il Covid-19. Verso “uno straripamento interno”

di Rocco Gumina* - Qualche mese prima del crollo del muro di Berlino, Jorge Mario Bergoglio – da arcivescovo di Buenos Aires – affermava che per affrontare la crisi internazionale non occorreva un riferimento al passato bensì: «uno straripamento interno» cioè assumere totalmente le difficoltà, senza restare intrappolati in queste, e trascendere tutto «verso l’interiorità». Un’opera del genere è possibile soltanto attraverso uno sguardo contemplativo – cioè spirituale – sul mondo piegato dall’emergenza in atto. Uno sguardo capace sia di accogliere integralmente la difficoltà – con tutti i dolori e le limitazioni connesse – sia di rilanciare verso il futuro poiché questa crisi passerà e l’umanità sarà chiamata a trarne una lezione.

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Editrice AVE – Un “cesto” di proposte tutte da leggere e tutte gratuite

#leggiamoacasa

L’Editrice AVE, in questi giorni in cui siamo costretti a rallentare, propone gratuitamente alcuni materiali da con-dividere. Per sentirci più uniti, più presenti, più vicini. Per i bambini e per le loro famiglie tante sono le idee sul sito lagiostra.biz. Si prosegue con i sussidi di preghiera per la Quaresima e la Pasqua per i giovani e giovanissimi. Trovate poi Abitare la vita, uno strumento da sfogliare quando c’è bisogno di un momento di sosta per riprendere fiato e coraggio. E riscoprire nei gesti quotidiani la sorgente della preghiera. Una proposta di spiritualità arriva anche con le parole di monsignor Gualtiero Sigismondi, con gli estratti dai suoi ultimi libri L’alfabeto della preghiera è quello dell’amore e il recente Segni di Vangelo. Ogni domenica, prosegue l’appuntamento con la rubrica Leggi e medita dove trovate un commento al Vangelo della domenica. Infine, continuano ad essere online le riviste dell’Azione cattolica, pagine per tutti, per fare compagnia e scambiare pensieri e riflessioni: Segno nel mondo aggiornato costantemente rispetto alla rivista cartacea e Dialoghi: è appena uscito il primo numero del 2020 ed è scaricabile gratuitamente anche dai non abbonati. Infine, l’Editrice AVE mette a disposizione decine di estratti dei suoi libri: da questa sezione potrete leggere alcune pagine dei libri che più vi interessano o vi incuriosiscono e, perché no, acquistarli.

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Le radici, la memoria, la fratellanza e la speranza

I pilastri della ricostruzione

di Alberto Ratti* - Qualche giorno fa, in un’intervista al quotidiano La Stampa, papa Francesco indicava quattro pilastri portanti su cui ricostruire il futuro dopo questa emergenza sanitaria: le radici, la memoria, la fratellanza e la speranza. Le radici sono i nostri “nonni”, le persone più anziane e più fragili. Senza radici si inaridisce e si muore. La memoria è il dovere di non dimenticare queste settimane e di questi mesi per non ripetere gli errori compiuti. Setacciare e tenere ciò che è umano e gettare via quello che umano non è. La fratellanza è riscoprire come siano belle e uniche le relazioni umane. Chiede e promuove solidarietà, che cambia il mondo e il cuore delle persone. La speranza è una delle tre virtù teologali. Anche nei frangenti più bui e oscuri della storia, chi ha speranza sa che tutto ha un senso indipendentemente da come andrà a finire.

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Aiutiamo le persone in difficoltà e in condizioni sempre più precarie

Dona anche tu. L’Ac sostiene il Fondo Caritas “Emergenza coronavirus”

L’Azione cattolica italiana sostiene e invita a sostenere il fondo “Emergenza coronavirus” attivato dalla Caritas Italiana e aperto alla generosità di tutti gli italiani. Sull'esempio di Francesco e dei nostri vescovi, e dei tanti uomini e donne di buona volonta, diamo un aiuto concreto alle persone in difficoltà e in condizioni sempre più precarie a causa dell’emergenza sanitaria.
Conto corrente postale n. 347013 di Caritas Italiana (Via Aurelia 796-00165 Roma)
Donazione online tramite il sito www.caritas.it
Bonifico bancario (causale “Emergenza Coronavirus):
-Banca Popolare Etica, via Parigi 17, Roma –Iban: IT24 C050 1803 2000 0001 3331 111
-Banca Intesa Sanpaolo, Fil. Accentrata Ter S, Roma – Iban: IT66 W030 6909 6061 0000 0012 474
-Banco Posta, viale Europa 175, Roma – Iban: IT91 P076 0103 2000 0000 0347 013
-UniCredit, via Taranto 49, Roma – Iban: IT 88 U 02008 05206 000011063119

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Su TV2000. Per continuare il catechismo in famiglia

Caro Gesù. Insieme ai bambini

Su Tv2000, alle ore 12.20 dopo il telegiornale e nel corso del programma “Il diario di Papa Francesco” alle ore 17.30, una striscia quotidiana che si rivolge ai bambini, per stare vicini anche a loro in questo tempo di emergenza, con le risposte che alle loro domande può offrire Gesù. Bambini e ragazzi dagli 8 ai 12 anni, partecipare realizzando delle brevissime clip con domande e pensieri che costituiscono il punto di partenza per la catechista Cecilia Falcetti. In ogni incontro, della durata di dodici minuti, si affronta un tema centrato su una parola chiave: la noia, la tristezza, la paura, l’amicizia, il tempo… All’interno le modalità di partecipazione e di invio delle clip.

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