Primo piano

4 luglio, festa liturgica del Beato Pier Giorgio Frassati

La montagna, il gruppo, la strada

di Luisa Alfarano, Michele Tridente e don Gianluca Zurra* - La memoria del beato Pier Giorgio Frassati è l’occasione per riflettere su come la sua testimonianza di giovane credente continui ad essere illuminante anche per l’oggi, soprattutto per le giovani generazioni. In tempi in cui è più facile rintanarsi nell’individualismo e fare della dimensione religiosa un puro anelito disincarnato un po’ alla moda, la figura di Pier Giorgio torna improvvisamente attuale, nella sua capacità di fare della fede non una fuga, ma criterio reale di vita vissuta. “Vivere, non vivacchiare”, appunto! La montagna (ovvero la tensione verso l’alto), il gruppo (ovvero la fraternità come cuore dell’esistenza), la strada (ovvero il coinvolgimento nella responsabilità sociale) possono diventare tre “luoghi” significativi della vita di Pier Giorgio luminosi anche per l’oggi.

Sabato 4 luglio, dalle ore 9.30, DIRETTA FACEBOOK con i Sentieri Frassati di Campania, Marche e Trentino. Collegamento con Carmen Maria Tancredi e Olga Manolio (Campania), con don Francesco Pierpaoli (Marche) e con Fabiola Andrighettoni (Trentino). Un appuntamento da non perdere con la spiritualità frassatiana a cui tutti siamo invitati. Un “pellegrinaggio on line” al cuore del nostro essere Azione Cattolica.

Condividi

Focus

Pubblicato «Dialoghi» n. 2- 2020, il trimestrale culturale dell’Azione cattolica italiana

Cristiani ed ebrei

Di fronte al riemergere di atteggiamenti antisemiti, il Dossier proposto da «Dialoghi» (n. 2 – 2020) “Cristiani ed ebrei”, curato da G. Canobbio e P. Grassi, dà conto del cammino compiuto nelle relazioni tra le due religioni. Conoscere la storia serve a purificare la memoria e a elaborare antidoti nei confronti di risorgenti contrapposizioni. I contributi proposti sono di: F. Capretti, B. Salvarani, R. Penna, M. Giuliani, P. Stefani, con interviste a R. Di Segni e mons. P. Pizzaballa. Nella rubrica Primo Piano segnaliamo gli articoli di E. Letta, ex presidente del Consiglio dei ministri, sull’Europa “potenza di valori” e del card. M. M. Zuppi sul dopo pandemia, come nuovo giorno per far crescere la presenza di Dio nel mondo. Come sempre, la rivista volge lo sguardo all’attualità nazionale, internazionale ed ecclesiale, non dimenticando una ricca sezione dedicata ai libri. Testi di: P. De Simone, A. Iacobelli, G. Marcello, S. Marotta, S. Pierosara, F. Soddu, P. Trionfini.

Condividi

Fatti e idee

Il Consiglio Nazionale dei Giovani (CNG) incontra il Presidente Conte in occasione degli Stati Generali dell’Economia.

Da protagonisti per la ripresa

di Michele Tridente* - Tre sono i campi di intervento principali posti dal Consiglio Nazionale dei Giovani (CNG) all’attenzione del Consiglio dei Ministri in occasione dell’incontro con il Presidente Giuseppe Conte a Villa Doria Pamphilij per gli Stati Generali dell’Economia: scuola e università; lavoro e impresa; la valutazione dell’impatto generazionale e la costruzione di un piano strategico nazionale per i giovani. Se è vero che l’emergenza che abbiamo vissuto ha avuto ricadute anzitutto sugli anziani, è altrettanto vero che i costi socio-economici saranno sofferti anzitutto dalle giovani generazioni sia nell’immediato che in prospettiva per l’ulteriore e inevitabile aumento del debito pubblico. La richiesta di un tavolo permanente di lavoro per garantire la rappresentanza e la partecipazione dei più giovani ai processi decisionali.

Condividi
Presentato il Bilancio di sostenibilità 2020 dell’Azione Cattolica Italiana

Capitale umano e capitale sociale da salvaguardare e far generare

Presentato con un incontro on line sulla pagina Facebook dell’associazione il Bilancio di sostenibilità 2020 dell’Azione Cattolica Italiana. Seconda edizione di uno strumento che rappresenta uno sguardo a tutto tondo attraverso il quale riconoscere il profilo dell’Ac di oggi: una realtà capace di abitare il nostro tempo ma non sempre facile da raccontare e conoscere. Ma anche il frutto di una scelta di trasparenza, che nasce dalla volontà dell’associazione di rendere conto dell’utilizzo delle risorse messe a disposizione dal contributo dei soci e dalla generosità di tante altre persone. Una scelta di responsabilità che mira a spronare l’Azione Cattolica tutta a interrogarsi sul suo impatto sociale, culturale, economico e ambientale sulle realtà che abita e anima in Italia e non solo. Introdotti da Matteo Truffelli, presidente nazionale Ac, e coordinati dal giornalista Paolo Seghedoni, sono intervenuti Enrico Giovannini, portavoce ASviS; Elisabetta Soglio, direttrice di «Buone Notizie» settimanale del «Corriere della Sera»; Paola Ducci e Andrea Cavallini di mediamo.net, la società che ha curato la realizzazione del Bilancio. Numerosi coloro che hanno seguito il webinar da casa, partecipando attraverso le tante domande giunte via social e poste ai presenti. Centrali i riferimenti al momento storico che viviamo a seguito della pandemia. A partire dalla preoccupazione che quanto accaduto possa pesare sino a distruggere in maniera irreversibile parti importanti del capitale umano e sociale del nostro Paese. Il Terzo settore in particolare - di cui l’Ac è parte integrante - e il “sistema Paese” nel suo complesso occorre che reagiscano alla crisi post Covid-19 impegnandosi a costruire un nuovo modello di sviluppo economico; un modello di sviluppo più “generativo”, capace di mettere sempre più al centro le persone: facendone allo stesso tempo le protagoniste e le destinatarie del cambiamento, per realizzare una società più giusta e solidale e un’economia più sostenibile, più verde e più tecnologicamente avanzata.
Bilancio di sostenibilità 2020 dell'Azione Cattolica Italiana: Testo integrale e Sintesi
Spot di Presentazione - Registrazione del webinar di presentazione del 26-06-2020

Condividi
Valori etici e concretezza dell’essere umano

L’etica non è etica, se non è concreta e condivisa

di Paolo Nepi* - Alla forte contrapposizione ideologica del dopoguerra, che aveva nel corso del tempo trovato una sorta di civile compromesso, si è sostituito negli ultimi tempi un indistinto clima di apparente rispetto, che però si tramuta immediatamente in facili rancori. Sul bisogno di etica e di valori morali condivisi sembrano tutti d’accordo. Sembra tuttavia sottovalutata la questione cruciale, ovvero che non esiste un’etica in generale, ma l’etica rimanda, a meno che non la scambiano per un semplice manuale di buone maniere, a un quadro normativo omogeneo che ne rappresenti il fondamento. L’etica si occupa di realtà concrete, a partire dalla concretezza dell’essere umano, dotato di una dimensione corporea e spirituale, e continuamente bisognoso del soccorso della comunità in cui vive.

Condividi
Il prossimo 4 ottobre, a Spello il decennale dell’apertura. Nel ricordo di fratel Carlo Carretto

Casa San Girolamo: un luogo dove poter sognare

Dal 2 ottobre 2010 l’Azione Cattolica Italiana ha scelto un luogo in cui rallentare il passo e abbassare la voce, dove nella semplicità aprire il cuore e la mente e riassaporare la fraternità: Casa San Girolamo a Spello. Un luogo che in questi dieci anni è diventato il cuore spirituale della vita associativa, anche grazie al lavoro silenzioso di tanti. Un decennale che vivremo, il prossimo 4 ottobre, ricordando fratel Carlo Carretto e con il desiderio grande di dedicare un intero anno per rileggere e, soprattutto, rilanciare la proposta di Spello. Un tempo per dirci quanto bene ha fatto Casa San Girolamo e quanto ancora ne farà.

Condividi
Pubblicata una traduzione inedita per l’Italia del testo del filosofo e sociologo francese. Prefazione di don Luigi Ciotti

Edgar Morin: pensieri sulla fraternità

Fraternità perché? E quale fraternità? Queste le domande che Edgar Morin, intellettuale francese tra i maggiori del nostro tempo – e che il prossimo 8 luglio compie 99 anni –, pone in un appassionato pamphlet, tradotto per la prima volta in italiano dall’Editrice Ave con il titolo La fraternità perché? Resistere alla crudeltà del mondo. Domande rese urgenti dalla drammatica crisi di civiltà, insieme ecologica, sociale, politica e spirituale nella quale siamo immersi su scala locale e planetaria. Condensando in poche pagine decenni di ampi studi transdisciplinari, Morin evidenzia come nella triade democratica libertà-uguaglianza-fraternità sia l’ultimo termine a dover oggi prevalere, pena l’aggravarsi ulteriore della crisi in atto.

Condividi
Riflettere sulla ripresa in una prospettiva di genere

La pandemia e il lavoro delle donne

di Katia Furlotti*- Le donne, soprattutto le più giovani, rischiano di essere penalizzate sia nel breve che nel medio e lungo periodo dall’attuale crisi legata all’epidemia da coronavirus. Mettendo ulteriormente in risalto un vulnus preesistente della nostra società: le disuguaglianze di genere, in particolare nel mondo del lavoro. Inoltre, nelle fasi successive di ripresa complessiva delle attività, in ipotesi di convivenza, almeno temporanea, con le misure restrittive e di distanziamento, si renderà probabilmente necessario, in molte famiglie con entrambi i genitori lavoratori, dividere i compiti e, in alcuni casi, decidere chi dei due continuerà a lavorare e chi si occuperà della cura di figli, anziani e malati. In questo senso variabili economiche e organizzative inducono a pensare che molte donne non rientreranno o rientreranno a fatica, o con alcune rinunce, nel mondo del lavoro. Qui, alcune proposte per cambiare lo stato delle cose e puntare a un corretto bilanciamento di genere in ambito lavorativo.

Condividi
Dopo la didattica a distanza, cosa va ripensato

Tempo di esami, anche per la scuola

di Tommaso Marino* - Dopo la didattica a distanza (Dad), finalmente è tempo di esami. In questi giorni, migliaia di studenti affrontano l’esame di Stato per chiudere un importante ciclo della loro formazione. Lo fanno in presenza - finalmente. Davanti ai docenti con cui hanno condiviso il percorso di studio, compreso l’ultimo periodo di didattica a distanza. È un primo passo verso il ritorno alla normalità, una ripresa delle relazioni fisiche, personali, dopo circa cento giorni di contatto mediato da uno schermo e da una piattaforma. Mentre sappiamo bene che la dimensione educativa è tanto più piena quanto più è diretta e passa (certamente) attraverso lo sguardo, i gesti, lo scambio di parole immediato, concreto. Gli esami di questi giorni rappresentano, seppur con molte limitazioni, la ripresa e il ritorno a questa dimensione di base (se pur in senso inverso - diciamo - visto che parleranno di più gli studenti che i prof).

Condividi
Il Messaggio di Francesco per la IV Giornata Mondiale dei Poveri

Tutti in prima linea e senza alibi

Il grido dei poveri, quelli di ieri e quelli di oggi, quelli che a causa della malattia e la solitudine da pandemia si sono aggiunti ai troppi poveri di sempre «deve trovare il popolo di Dio in prima linea, sempre e dovunque, per dare loro voce, per difenderli e solidarizzare con essi davanti a tanta ipocrisia e tante promesse disattese, e per invitarli a partecipare alla vita della comunità». Il quotidiano delle nostre vite e dei nostri lavori o impegni, delle nostre case ed anche delle nostre chiese, non deve mai lasciarci indifferenti, farci sentire «“a posto” quando un membro della famiglia umana è relegato nelle retrovie e diventa un’ombra». Così papa Francesco nel suo Messaggio per la IV Giornata Mondiale dei Poveri che si celebrerà il prossimo 15 novembre 2020, pubblicato oggi e con a tema “Tendi la tua mano al povero (Sir 7,32)”.

Condividi
Il cigno nero del coronavirus e i cigni bianchi della ricostruzione

La fine di un mondo?

di Alberto Ratti* - Il caso e l’imprevedibilità sono due variabili che possono avere un forte impatto sulla vita delle persone, dei popoli, delle nazioni, spesso cieche e vulnerabili rispetto ad eventi totalmente inaspettati. È indubbio che il “cigno nero del coronavirus” ci abbia trovati del tutto impreparati. Ora però è il tempo dei “cigni bianchi”. Ma quali? Come ripartire? Coinvolgere i “corpi intermedi” e le “formazioni sociali” (sindacati, associazioni di cittadini, associazioni professionali, cooperative, autonomie funzionali, organizzazioni non governative, fondazioni, etc…) è il compito che spetta a breve alla politica, affinché le soluzioni ai problemi siano trovate insieme e non ciascuno per conto suo. Occorre guardare al futuro, sebbene appaia molto incerto, con la speranza che la situazione possa migliorare e che questa sia un’occasione unica per il nostro Paese.

Condividi
Caporalato e responsabilità della grande distribuzione

Mai più schiavi nei campi

Il 4 novembre 2016 entrava in vigore la 199/16 conosciuta come “legge sul caporalato in agricoltura”. Pene più dure per i caporali, responsabilità penale per le aziende che sfruttano sono alcune delle misure previste in un testo che si occupa sia di chi mette in atto il crimine sia delle vittime dell’illegalità, fino alle aziende virtuose e per questo incentivate. In questi quarantaquattro mesi di strada ne è stata fatta. Gli arresti di vere e proprie bande di caporali effettuati in questi ultimi giorni lo stanno a dimostrare. Sono schiaffi all’illegalità e, in un certo qual modo, segni di una nuova considerazione del bracciante agricolo che è cresciuta, di certo nell’opinione pubblica, che ha compreso ancor di più in questo tempo di pandemia quanto sia importante il lavoro di chi contribuisce a mettere il nostro cibo in tavola.

Condividi