Primo piano

Discorso del Capo dello Stato, Sergio Mattarella, per la Festa della Repubblica

2 giugno, emblema della ripartenza

Stretti tra il dolore per la tragedia che improvvisamente ci è toccato vivere e la volontà di un nuovo inizio, come alla nascita della Repubblica, nel 1946, serve superare le divisioni e convergere nella condivisione di valori e principi su cui è fondata la nostra democrazia. «Sarebbe inaccettabile e imperdonabile disperdere questo patrimonio, fatto del sacrificio, del dolore, della speranza e del bisogno di fiducia che c’è nella nostra gente. Ce lo chiede, anzitutto, il ricordo dei medici, degli infermieri, degli operatori caduti vittime del virus nelle settimane passate», così il Presidente Mattarella rivolgendosi al Paese in occasione del concerto dedicato alle vittime del coronavirus, nei giardini del Quirinale. «C’è qualcosa che viene prima della politica e che segna il suo limite. Qualcosa che non è disponibile per nessuna maggioranza e per nessuna opposizione: l’unità morale, la condivisione di un unico destino, il sentirsi responsabili l’uno dell’altro. Una generazione con l’altra. Un territorio con l’altro. Un ambiente sociale con l’altro. Tutti parte di una stessa storia. Di uno stesso popolo».

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Focus

Lettera della Presidenza nazionale Ac alle Associazioni diocesane

A proposito del percorso assembleare

Carissimi, come abbiamo avuto di dirci più volte in questo tempo, i mesi appena trascorsi hanno segnato in modi diversi il percorso assembleare: a causa dell’emergenza sanitaria, infatti, alcune associazioni non hanno potuto celebrare l’assemblea diocesana e altre hanno visto interrotto il percorso di rinnovo dei presidenti e delle presidenze diocesane.
Anche i livelli regionali e nazionale hanno dovuto modificare il calendario previsto: come sapete, nella riunione del 14 marzo il Consiglio nazionale aveva disposto di rimandare la XVII assemblea nazionale e i Consigli regionali elettivi.
Molte sono state le iniziative che in questi mesi avete messo in campo per far sentire a ciascun aderente e alla comunità ecclesiale e civile la vicinanza dell’Ac, facendo così sperimentare a ciascuno la capacità dell’associazione di essere “con tutti e per tutti”, di non lasciare mai indietro nessuno. (continua)

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Fatti e idee

Le proposte di Banca Etica per una ripresa economica sana

Per un nuovo paradigma di sviluppo

di Antonio Martino* - «Nulla sarà più come prima»: a ricordarcelo è Banca Etica che invita a ragionare su che futuro vogliamo (ri)costruire, rispondendo ai bisogni di imprese e persone, senza danneggiare l’ambiente e favorendo maggiori livelli di benessere per tutti e tutte. Il gruppo che opera da più di venti anni per un sistema finanziario diverso ha elaborato un documento che analizza gli strumenti già attivati in Europa e in Italia per rispondere all’emergenza economica innescata dall’epidemia e le ulteriori opzioni attualmente in discussione. C’è molto che si può e si potrà fare con provvedimenti di finanza pubblica e moltissimo altro che si potrebbe fare se la finanza privata abbandonasse le logiche puramente speculative.

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Dona il tuo 5x1000 alla Fondazione Apostolicam Actuositatem

Firma per noi. Fai un’Azione Cattolica

Sono settimane complicate per ciascuno di noi, per i nostri affetti, il nostro lavoro e anche per la vita associativa, che però ha trovato modi nuovi di esprimersi e continua così ad alimentare il suo vivere. Il lento rientro alla normalità ci interpella anche come cittadini e ci ricorda di esprimere, nella Dichiarazione dei redditi o sulla Certificazione unica, la nostra scelta. Attraverso la Fondazione Apostolicam Actuositatem (inserisci il CF 96306220581 nel riquadro riservato al sostegno del volontariato) puoi aiutare l’Azione Cattolica a realizzare i suoi progetti di formazione, fraternità, accompagnamento, missionarietà e spiritualità, in particolare sostenendo La Progettazione Sociale, impegnata a incentivare occasioni di lavoro specie per giovani, Al vedere la stella e i bambini e le famiglie con disabilità della casa Hogar Niño Dios di Betlemme, “Casa San Girolamo” a Spello, il «polmone spirituale» che l’associazione mette a disposizione di chiunque sia alla ricerca di un’esperienza di contemplazione e discernimento.

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Perché la crisi diventi opportunità

Riabitare l’Italia

di Nadia Matarazzo* - La pandemia sembra aver cambiato brutalmente la nostra socialità, le nostre abitudini, il nostro modo di pensare l’altro. Ma, oltre gli interrogativi circa le conseguenze che essa comporterà per la vita delle comunità umane, è doveroso impegnarsi a leggere questa contingenza come una eccezionale opportunità affinché tutto ciò che sarà abbia il volto di un mondo che non si è lasciato schiacciare dalle macerie, ma che ha, invece, saputo ricostruirsi mettendo in campo le sue energie migliori.

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Ripensare la distanza nelle relazioni di prossimità

Sulle orme di Agostino

di Donatella Pagliacci* - Rilanciamo l’idea della giusta distanza come la forma calda dell’essere insieme, il modo di abitare lo spazio che separa me da te, evitando la riduzione dell’uno all’altro, lo sconfinamento e l’impossessamento. Riscopriamo la ricchezza e la bellezza di un io che non teme l’altro e che anzi si misura con lo sguardo del prossimo, un io che tiene l’altro a distanza ma solo per potergli manifestare più rispetto, più accoglienza, più condivisione, più amore. Saper stare alla giusta distanza dall’altro significa saper accogliere senza fagocitare, amare senza invadere lo spazio vitale dell’altro, donargli un sorriso, sapersi accorgere di dove abitano i suoi sogni ed incoraggiarlo, senza sostituirsi a lui, a realizzare il suo bene nei modi e nelle forme del suo e non del nostro desiderio.

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Il messaggio all’Ac del Direttore generale della Fondazione Telethon

La ricerca scientifica non deve fermarsi

di Francesca Pasinelli* - Con grande piacere colgo l’opportunità di lasciare un messaggio nei vostri canali. È un modo per sentirci più vicini in questo momento di lontananza forzata e per me è anche l’occasione per ringraziarvi per aver scelto di affiancarci nella lotta alle malattie genetiche rare. Abbiamo dato vita ad una collaborazione che è fatta prima di tutto di valori condivisi e che mi auguro possa consolidarsi e durare nel tempo.
Oggi più che mai sappiamo quanto la ricerca scientifica, finalmente tornata ad avere nel dibattito collettivo il ruolo centrale che le compete, sia fondamentale per la comunità umana.
E sappiamo anche quanto sia importante che i malati rari, che sono i più fragili tra i fragili, non siano lasciati soli. Quel senso di smarrimento che noi tutti viviamo da pochi mesi, è per queste famiglie una presenza costante della vita. (continua)

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Scuola e didattica a distanza

Una sfida (e qualche dubbio) da vincere

di Tommaso Marino* - Ci voleva un virus Rna a filamento positivo, un organismo seicento volte più piccolo di un capello umano, per fornire alla scuola una brusca accelerazione nell’introduzione e nell’uso di (ex nuove) tecnologie. In pochi giorni abbiamo tutti ubbidito ad un grande “papà” che ci ha consigliato e costretto ad usare la didattica a distanza. Si sono installate piattaforme, app, software e tanti altri strumenti atti a sostituire la didattica in presenza, resa pericolosa dal possibile contagio del virus in aula. Adesso, a distanza di mesi, la situazione si è sufficientemente stabilizzata per poter avviare una serena riflessione sulla sua efficacia.

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Il Forum internazionale di Ac alla Settimana della Laudato Si’

Iniziativa di preghiera sulle orme del Beato Frassati

Buenos Aires, Roma, Madrid, Manila: quattro città in quattro Paesi diversi, ma tutte unite dalla preghiera per la salvaguardia del Creato. Questa l’iniziativa del Fiac (Forum Internazionale Azione Cattolica) promossa nei giorni scorsi. L’evento, che si è svolto on line secondo i diversi fusi orari delle città, ha offerto un momento di preghiera e riflessione, guidato da monsignor Eduardo Garcia, vescovo di San Justo, assistente nazionale dell’Azione cattolica argentina e assistente del Fiac, in occasione della “Settimana della Laudato Si’”. Qui vi proponiamo l’intervista realizzata da Radio Vaticana a Michele Tridente, vicepresidente nazionale Ac per il Settore giovani e responsabile del coordinamento giovani del Fiac.
La presentazione dell' eventoTutto è connesso Dal 16 al 24 maggio, i cattolici di ogni angolo della Terra sono invitati da papa Francesco (il video) a partecipare alla Settimana Laudato Si’, unendosi in solidarietà per un futuro più giusto e sostenibile.

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Disuguaglianze. La campagna «Chiudiamo la forbice»

Un impegno comune contro le iniquità

di Andrea Michieli* - Cinque anni fa, con la pubblicazione dell’enciclica Laudato si’, Papa Francesco, rivolse un invito a ripensare i fondamenti del modello dominante di economia di mercato, invitando a ripensare i rapporti economici a partire dalle persone e dall’ambiente in cui esse vivono. Da questo appello è nata la campagna «Chiudiamo la forbice». Alcune associazioni e realtà di ispirazione cristiana - tra queste l’Azione Cattolica - hanno voluto fare squadra dinnanzi alle crisi socio-ambientali e ai segnali sempre più preoccupanti che la nostra Terra manifesta e che la forsennata corsa alla produzione ha per molto tempo sottovalutato. Il cuore dell’impegno è la riduzione della forbice delle disuguaglianze che, insita nell’attuale modello globale di sviluppo economico, si è sempre più allargata e che la rapida crisi legata alla diffusione del Covid-19 rischia di far nuovamente esplodere.

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A Palermo, una serata per la legalità nel ricordo dei martiri di Capaci

Contro le mafie, l’impegno di ciascuno

di Giuseppe Bellanti*- Anche quest’anno l’Ac di Palermo ha voluto offrire il suo contributo alla crescita della “cultura della giustizia e della legalità”. L’ha fatto alla vigilia della giornata del 23 maggio in cui ricordiamo la strage di Capaci del 1992, nella quale persero la vita il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo, anche lei magistrato, e gli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro. Nella serata di venerdì 22 maggio si è tenuto un incontro online per riflettere sull’agire concreto richiesto ad ogni individuo così da offrire il proprio contributo alla costruzione della “città giusta”, partendo dall’esempio e dalla testimonianza lasciataci in eredità da grandi uomini che hanno lottato con tutte le loro forze per sconfiggere la criminalità, la “malavita” e favorire percorsi sani di bene comune.

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Presto Venerabile il sacerdote bergamasco don Antonio Seghezzi

Morto a Dachau per i “suoi” ragazzi dell’Azione cattolica

di Alberto Campoleoni per Agensir* - Il 21 maggio 1945 moriva a Dachau don Antonio Seghezzi, figura esemplare di sacerdote bergamasco, capace di donare l’intera sua vita alla testimonianza del Vangelo, in particolare alla cura dei giovani di cui fu instancabile educatore, anche come assistente dell’Azione cattolica. Quando, nell’ottobre del 1943, si consegna spontaneamente ai tedeschi che minacciavano rappresaglie, è ben consapevole del destino che lo aspetta e lo fa con un’intenzione precisa: «Il pensiero che possa andarne di mezzo l’Azione cattolica e che magari qualche dirigente finisca a pagare per me, non mi dà pace. Farò il mio dovere». In riconoscimento dell’eroicità delle sue virtù, è atteso a breve il Decreto in cui sarà riconosciuto Venerabile.

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