Primo piano
Mons. Gualtiero Sigismondi nominato vescovo della Diocesi di Orvieto-Todi
L’Azione Cattolica Italiana gioisce insieme a mons. Gualtiero Sigismondi, suo Assistente ecclesiastico generale, per la sua nomina a vescovo della Diocesi di Orvieto-Todi.
Ci stringiamo a lui nella preghiera, assicurandogli il nostro sostegno e la nostra collaborazione. Conosciamo bene mons. Sigismondi, la sua saggezza e la sua mitezza, la sua fede e la sua preparazione, la sua passione per la Chiesa e per gli uomini. Siamo perciò certi che saprà vivere nel miglior modo possibile questo nuovo ministero che Papa Francesco gli ha voluto affidare, segno di stima, affetto e gratitudine. Stima, affetto e gratitudine che riempiono anche il cuore di tutti gli aderenti dell’Azione Cattolica Italiana.
Focus
Il Presidente Mattarella ha ricevuto in udienza una delegazione dell'Azione Cattolica Italiana
Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricevuto questa mattina al Quirinale una delegazione dell'Azione Cattolica Italiana, guidata dal Presidente nazionale Matteo Truffelli e dall’Assistente generale, mons. Gualtiero Sigismondi.
Nel corso dell’udienza, concessa in vista della XVII Assemblea nazionale, il presidente Truffelli ha donato al Capo dello Stato una raccolta di distintivi storici dell’Azione Cattolica Italiana.
Il Presidente nazionale dell’Ac ha assicurato al Capo dello Stato l’impegno della più grande associazione di laici cattolici italiani a stare nei territori accanto a quanti vivono le difficoltà e le speranze del nostro Paese, manifestando l’apprezzamento e la vicinanza di tutta l’Azione Cattolica per l’opera che il Presidente Mattarella svolge in difesa delle istituzioni democratiche e repubblicane, e per il suo autorevole e prezioso invito alla condivisione, alla concordia e all’unità nazionale, specie in un momento cosi delicato per il tutto il Paese, qual è quello causato dalla vicenda Coronavirus.
Fatti e idee
Vita di Ac ed emergenza Coronavirus
Carissime e carissimi, in queste ore molti di voi, a seguito del diffondersi del Coronavirus Covid-19, ci stanno contattando per sapere come comportarsi in merito agli appuntamenti associativi in calendario nelle prossime settimane e i prossimi mesi. Nelle settimane scorse alcune associazioni diocesane hanno già dovuto rinviare le assemblee elettive. Altre lo dovranno fare in questi giorni. Comprendiamo bene i tanti disagi che questo può comportare, e le tante difficoltà e timori imprevisti che ne possono derivare. Desideriamo innanzitutto dirvi grazie, anche in questa occasione, per il vostro prezioso servizio e per il senso di responsabilità e di passione per il bene comune con cui state affrontando questa fase difficile.
Un pensiero particolare va alle associazioni diocesane e parrocchiali dei territori maggiormente coinvolti dalla diffusione del virus, a partire da quelle delle cosiddette “zone rosse” (continua)
La vita sospesa tra Milano e la “zona rossa”
di Gioele Anni* - Sono giorni sospesi a mezz’aria, surreali, in cui sentiamo la mancanza delle piccole cose che danno senso al nostro vivere. Incontrarsi, stringersi la mano o abbracciarsi, guardare una partita di calcio in compagnia, fare visita a un parente anziano o a una persona cara.
Nelle ultime due settimane, l’emergenza coronavirus ha ridisegnato le vite di chi vive in Lombardia. Una nuova quotidianità comincia a prendere forma. Non sappiamo quanto a lungo durerà l’emergenza e questo alimenta il senso di stallo...
DICHIARAZIONE DEL PRESIDENTE MATTARELLA:
"SERVONO CONDIVISIONE, CONCORDIA E UNITA' DI INTENTI"
CORONAVIRUS: LA POSIZIONE DELLA CEI
Su quel puntino blu: COVID 19 senza false frontiere
di Sandro Calvani* - Un forte senso di vulnerabilità personale e collettiva è quello che vivo al leggere ed ascoltare le notizie di questi giorni sul nuovo coronavirus influenzale, che l’OMS ha chiamato COVID 19. La stessa percezione di insicurezza e incertezza la esprimono tanti amici e colleghi con i quali nei passati decenni abbiamo affrontato guerre, epidemie e disastri immensi in ogni parte del mondo. Molti mi chiedono un’opinione da biologo quale ero prima di occuparmi di politica internazionale, sociologia e risoluzione di crisi. Il cuore della questione sono i provvedimenti presi dalle autorità per il contenimento dell’epidemia COVID 19 all’interno di una famiglia, di una scuola, di una città, di molte nazioni che vogliono limitare o eliminare le probabilità che il virus arrivi nel corpo di ognuno di noi.
Quando la fragilità diventa globale
di Luigi Alici* - «Ciò che è comune alla massima quantità di individui riceve la minima cura»: quando il buon vecchio Aristotele affidava al II° libro della sua Politica questo pensiero, non avrebbe mai immaginato che, dopo circa 23 secoli, saremmo stati ancora lì: la minima cura per ciò che è comune. Quanto sta accadendo in questi giorni è un’occasione per tornare a meditare quelle parole: alla cura della comune fragilità si preferisce il possesso del proprio immediato tornaconto. E non è vero che le criticità ci rendono in automatico più buoni e collaborativi: il più delle volte sono semplicemente il detonatore di attitudini e atteggiamenti profondi.
Quale futuro per la democrazia?
di Matteo Truffelli* - Interrogarsi sul futuro delle odierne democrazie, in effetti, sembra contenere in sé innanzitutto la domanda più radicale, cioè se la democrazia abbia un futuro. Può apparire una provocazione estrema, ma non una domanda retorica: sappiamo infatti che proprio quando iniziamo a dare per scontata la democrazia, a considerarla una conquista ottenuta una volta per tutte, ne mettiamo in discussione la sopravvivenza o, quantomeno, il corretto funzionamento, al di là del mantenimento formale dei suoi istituti. La democrazia invece ha bisogno di essere costantemente difesa e promossa, perché è un meccanismo delicato e complesso, che ha bisogno di essere costantemente custodito e sempre nuovamente rafforzato: ogni stagione politica e ogni generazione di protagonisti politici e di cittadini, potremmo dire, dovrebbero avvertire il dovere di far “rinascere” la democrazia, ridarle nuova energia, nuovo vigore e, al contempo, radicarla nuovamente nel cuore di chi l’ha ricevuta in dono dalle stagioni e dalle generazioni precedenti.
La festa, il dono, l’incontro
Con queste parole il trimestrale Segno nel mondo “firma” la copertina del numero 1/2020 - già disponibile on line sul sito della rivista e su tablet e smartphone attraverso l’app dedicata, mentre la versione cartacea arriverà nelle case degli associati nel mese di marzo. All’interno, un dossier interamente dedicato alla XVII Assemblea nazionale dell'Azione cattolica italiana, che si terrà nei giorni che vanno dal 30 di aprile al 3 maggio prossimi. Un percorso democratico che si rinnova ogni tre anni, ma anche l’occasione per una riflessione su quale sia oggi la mission dell’Ac in un mondo che cambia. Sulla strada indicata da papa Francesco, l’Ac vuole essere sempre più un’associazione di fedeli laici in uscita. Senza aver paura della “nuova frontiera” che ci attende.
Al Quirinale festeggiati i 30 anni di Telethon
«Oggi di fronte alla comparsa di un nuovo insidioso virus, si apprezza meglio il valore della scienza, la dedizione degli uomini e delle donne che portano aventi nuove ricerche e l’impegno sul campo di chi ne applica i risultati»: così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che oggi ha ricevuto al Quirinale la Fondazione Telethon per i festeggiare i suoi 30 anni di impegno a sostegno della ricerca sulle malattie genetiche rare, di cui domani ricorre la Giornata mondiale. All’incontro hanno partecipato il presidente nazionale dell’Ac, Matteo Truffelli, e il direttore generale Claudio di Perna. Che hanno voluto portare gli auguri di tutta l’associazione e significare con la loro presenza l’inteso legame di impegno e amicizia tra Azione cattolica e Telethon, insieme in una grande alleanza per costruire il bene comune e dare speranza a tante famiglie. Al presidente Mattarella sono stati consegnati in dono una moneta e un francobollo commemorativi «quale segno di un impegno nella ricerca sulle malattie genetiche rare, che ha portato la Fondazione a diventare pioniere nella terapia genica». Il video dell'intervento del presidente Mattarella
Il comunicato stampa di Telethon
“Una santità vissuta nel quotidiano”
Non una stagione di crisi di cui aver paura, ma un tempo favorevole per una Chiesa missionaria, con i laici protagonisti. È la scommessa dell’Azione cattolica italiana, ospite di Gennaro Ferrara a Il diario di Papa Francesco su TV2000. Sono intervenuti il presidente Matteo Truffelli, il vicepresidente per il Settore giovani, Michele Tridente, il vicesegretario Msac, Lorenzo Zardi e l’assistente centrale Acr, don Marco Ghiazza. Spunto della discussione il libro Una nuova frontiera. Sentieri per una Chiesa in uscita, fresco di stampa. Un ricco quanto agile testo, con il quale Matteo Truffelli prova a dire in che modo i credenti possano contribuire, concretamente, a lasciare nel mondo l’impronta evangelica della fraternità. In cerca dei sentieri lungo cui inoltrarsi per essere, tutti insieme, “Chiesa in uscita”. L’opportunità per il presidente nazionale Ac di un primo bilancio dei suoi sei anni alla guida dell’associazione, in vista della XVII Assemblea nazionale elettiva, ormai prossima.
Laica di Ac, donna del Concilio
La Presidenza nazionale e l’associazione tutta salutano con la preghiera e l’affettuoso ricordo il ritorno alla casa del Padre di una grande donna di Azione cattolica, Maria Dutto. Straordinario esempio di laica cattolica e di intelligenza fedele alla Chiesa, nutrita da una fede profonda, coltivata nell’amore del Cristo salvatore e sempre rigenerata dall’impegno per il bene del prossimo. Già presidente dell’Opera Impiegate, realtà fondata da padre Agostino Gemelli nel 1912 per assistere donne in difficoltà che arrivavano a Milano per lavoro, dal 1976 al 1983 guidò come presidente diocesano l’Azione cattolica ambrosiana. Fu amica e preziosa collaboratrice del card. Carlo Maria Martini. Anche in tempi recentissimi, nonostante la fatica degli anni, non fece mai mancare il suo sostegno, la sua testimonianza di fede e di passione associativa, il suo bellissimo sorriso pieno di speranza per il futuro. Nell’ultimo incontro con i giovani dell’Ac ambrosiana, lo scorso 26 maggio, così diceva loro: «Sessant’anni fa cantavamo: la mano all’opra, gli occhi e il cuor lassù, avanti, avanti, avanti per Gesù. Se lo cantavo allora, vale ancora oggi: la mano all’opra, cioè quello che la sorte mi riserva ancora, per le mani che posso ancora mettere nel fango della vita, però con gli occhi e il cuore lassù, non contro, non per tacitare le paure e… avanti!». Qui la ricordiamo proponendovi un suo scritto: Ricordi, emozioni, insegnamenti degli anni del Concilio
LA VITA INTERA AL SERVIZIO DI UN GRANDE IDEALE (di Ernesto Preziosi)
Un tempo prezioso per abitare la vita
Appuntamento tradizionale della Quaresima per l’Ac sono i weekend di Casa San Girolamo a Spello. Anche quest’anno, sei opportunità offerte ai giovani e agli adulti dell’associazione per vivere un momento di raccoglimento e di riflessione in preparazione alla Pasqua, in un luogo suggestivo per tutta l’associazione. Convinti che Spello possa rappresentare per tutti i soci un luogo significativo in cui far brillare la propria vita. Questo il calendario: 28 Febbraio-01 Marzo Per abitare la città giusta, animato da don Marco Ghiazza; 06 - 08 Marzo Riscoprirsi diversi e restare insieme (weekend per giovani sposi ), animato da don Tony Drazza; 13-15 Marzo Alla riscoperta dello Spirito, animato da don Ugo Ughi; 20-22 Marzo Percorso tra Bibbia e arte da meditare e contemplare animato da don Fabrizio De Toni; 27-29 Marzo Riscoprirsi fratelli accomunati da grandi sogni e piccole paure, animato da don Mario Diana; 03-05 Aprile Le icone della Passione di Gesù (weekend spirituale con la presidenza nazionale Ac), animato da don Mario Diana. Per informazioni: tel. 06.66132421 - info.spello@azionecattolica.it Per iscrizioni ai singoli eventi: tel. 06.66132324 – e.mail iscrizioni.spello@azionecattolica.it; oppure accedendo alla pagina web https://eventi.azionecattolica.it/spello



























