Primo piano

La solidarietà del Msac alla professoressa Rosa Maria Dell’Aria

Per una scuola che insegni a pensare

Quando un fatto di cronaca viene pubblicato scatena le reazioni più diverse: c’è chi si indigna, c’è chi approva, c’è chi tace. E poi ci sono notizie, come la sospensione della docente di Palermo, che dobbiamo leggere almeno due volte per riuscire a crederci. Sembra impensabile, ma la prof.ssa Rosa Maria Dell’Aria per 15 giorni non potrà insegnare perché dei suoi studenti hanno confrontato Leggi razziali e Decreto Sicurezza.
Come associazione studentesca ci chiediamo cosa rimane del senso dell’istituzione scolastica se si puniscono gli insegnanti quando permettono ai propri alunni di ragionare. Ci chiediamo cosa rimane di formativo in una scuola in cui gli studenti non possono azzardare delle riflessioni personali. Ci chiediamo cosa rimane di educativo in una scuola in cui si decide arbitrariamente ciò di cui si può parlare e ciò che bisogna censurare. (continua)

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Focus

Domenica 26 maggio, gli italiani al voto per il nuovo Parlamento europeo

Taccuino per il seggio elettorale

Tra pochi giorni saremo chiamati ad eleggere il nuovo Parlamento europeo nell’ambito di una vasta “prova di democrazia” che coinvolgerà i cittadini di tutti gli Stati membri dell’Unione. Agli elettori che si recheranno ai seggi - e speriamo siano in tanti - il consiglio di portare con sé - oltre alla tessera elettorale e un documento valido - un piccolo promemoria di ciò che era e di ciò che è l’Europa, nel senso di Ue, che tanti, troppi, oggi dipingono come foriera d’ogni sventura, sia essa sociale o economica, che affliggerebbe i destini degli Stati membri.
Per quanti non l'avessero ancora fatto, il consiglio a "navigare" i contenuti del sito iovoto.eu che l'Azione cattolica ha dedicato a coloro che desiderano informarsi, riflettere, discutere, scegliere, partecipare in vista del voto.

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Fatti e idee

Il 29 maggio a Roma con Francesco gli adultissimi di Azione Cattolica

Di generazione in generazione

di Maria Grazia Vergari* - Con la consegna a Papa Francesco dell’Icona di Maria Immacolata della Domus Mariae, all’udienza di mercoledì 29 maggio per l’Incontro nazionale degli adultissimi di Ac, troverà il suo compimento la “staffetta mariana” che da dicembre 2018 ha accompagnato, in molte diocesi italiane - all’interno dei percorsi ordinari di Ac - i molti e ricchi momenti in cui le generazioni, bambini e ragazzi, giovanissimi e giovani, adulti e adultissimi, hanno dialogato e si sono confrontate su temi importanti della vita spirituale, della vita associativa e della vita del Paese. Con l’icona di Maria, a Papa Francesco saranno donati idealmente i frutti di questo “pellegrinaggio del dialogo” e della nostra tradizione associativa: una “passione cattolica” che si trasmette “di generazione in generazione”. Dopo il Regina Coeli, l’incontro proseguirà con l’ingresso in Basilica dei partecipanti, il saluto dei vice presidenti e dell’assistente nazionali per il Settore Adulti, Giuseppe Notarstefano, Maria Grazia Vergari e don Fabrizio De Toni, la liturgia presieduta dal card. Angelo Comastri, gli interventi del presidente Matteo Truffelli e dell’assistente nazionale mons. Gualtiero Sigismondi, il pellegrinaggio sulla tomba di San Paolo VI.
Il programma dell’Incontro nazionale adultissimi

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Dal 26-28 marzo 2020, Papa Francesco ad Assisi per ri-animare l'economia a partire dai giovani

“Economy of Francesco”. Patto comune per una nuova economia

In molti si apprestano a raccogliere l’invito, lanciato lo scorso 1 maggio da Papa Bergoglio con una Lettera, per l’evento “Economy of Francesco”  rivolto «ai giovani economisti, imprenditori e imprenditrici di tutto il mondo», e che - come anticipato dallo stesso Francesco - «ci conduca a fare un “patto” per cambiare l’attuale economia e dare un’anima all’economia di domani». L’appuntamento è ad Assisi dal 26 al 28 marzo 2020. Apertura delle iscrizioni, il prossimo 1 giugno. Snodo centrale e convincimento di Francesco, a partire dal richiamo all’encliclica Laudato si’, è che la salvaguardia dell’ambiente, della casa comune, non può essere disgiunta dalla giustizia verso i poveri e dalla soluzione dei problemi strutturali dell’economia mondiale. Occorre pertanto per il Papa «correggere i modelli di crescita incapaci di garantire il rispetto dell’ambiente, l’accoglienza della vita, la cura della famiglia, l’equità sociale, la dignità dei lavoratori, i diritti delle generazioni future». Anche l'Ac sara presente, con il suo patrimonio di alleanze, reti di solidarietà e impegno quotidino dei soci per il bene comune di cui si dà conto nel Bilancio di sostenibilità.

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Per le giovani coppie e i fidanzati, torna “Disegni di Affettività”

«Spiegami l'amore, Ciccio!»

Il programma, le note di partecipazione e la modalità di iscrizione per “Disegni di Affettività”: l'incontro nazionale che l’Azione cattolica realizza con il Settore Giovani e l’Area Famiglia e Vita dell’associazione e rivolge a tutti i fidanzati e le giovani coppie d’Italia. L’appuntamento è ad Assisi, a Casa Leonori, dal 31 maggio al 2 giugno. «Spiegami l’amore, Ciccio!» è lo slogan - preso a prestito da un famoso fumetto di Charles M. Schulz - che accompagnerà i partecipanti nella ricerca di una grammatica e di un lessico dell’amore, consapevoli che insieme «abbiamo bisogno di trovare le parole, le motivazioni e le testimonianze che ci aiutino a toccare le fibre più intime dei giovani, là dove sono più capaci di generosità, di impegno, di amore e anche di eroismo, per invitarli ad accettare con entusiasmo e coraggio la sfida del matrimonio» (Amoris Laetitia, 40). Gli ingredienti che fanno di “Disegni di Affettività” un evento cult da più di dieci anni sono come sempre le tante testimonianze, la ricca riflessione spirituale e - quest’anno - il confronto con Gigi De Palo, presidente del Forum delle Associazioni Familiari. Per iscriversi basta collegarsi a eventi.azionecattolica.it, effettuare la propria registrazione al sito (per chi non l’avesse già fatto) e compilare il modulo online.

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Tra ambizioni e fragilità. I dati del «Rapporto Giovani 2019» dell’Istituto Giuseppe Toniolo

Povertà educativa e traiettorie di vita

La chiave di lettura della sesta edizione del Rapporto Giovani, è quella del presente, nelle sue molteplici sfaccettature: tempo di attesa passiva, di svago e interazione con gli altri, di scelte utili per il futuro personale e collettivo. Fra i temi centrali, l’uscita precoce di molti giovani dal sistema formativo, con particolare interesse per l’impatto sul lavoro e sulla partecipazione sociale. Un paese prospera se mette le nuove generazioni nella condizione di essere efficacemente inserite nel mondo del lavoro: l’analisi del Rapporto fa emergere i fattori predittivi dell’entrata e della permanenza nella condizione di Neet e, soprattutto, conferma che scivolano in tale condizione i giovani con basse credenziali formative e che vivono in contesto poveri di opportunità.

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Una foto, un video, un disegno per raccontare i temi della campagna

Partecipa ai concorsi di «Chiudiamo la forbice»

L’Azione cattolica e le altre associazioni/organismi/enti promotori della campagna «Chiudiamo la forbice. Dalle diseguaglianze al bene comune: una sola famiglia umana» indicono tre concorsi, per l’elaborazione di un video, una foto e un disegno che esprima il titolo e il tema della campagna e che verrà utilizzato per la promozione su tutti i canali e i supporti di comunicazione. Tutti possono partecipare: giovani e adulti, religiosi e laici, individui o gruppi (classi scolastiche o famiglie, gruppi parrocchiali, sportivi, sociali, ecc…). Il concorso per il disegno è riservato ai bambini fino ai 12 anni. Come esplicitato dal Manifesto della campagna, “chiudere la forbice” è l’obiettivo che anche l’Ac assume come priorità per garantire ad ogni donna e ogni uomo che vive su questo pianeta, di questa generazione e delle generazioni future, la possibilità di vivere una vita dignitosa e piena, libera dalla paura e dal bisogno. Leggi il regolamento e la scheda di partecipazione al concorso. La scadenza è il 30 giugno 2019.

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Intervista a don Mattia Ferrari, assistente Acr e della missione di soccorso “Mediterranea”

Don Mattia, dall’Ac alla Mare Jonio

di Paolo Seghedoni* - Tertulliano è il primo a fare della barca un simbolo esplicito della Chiesa, identificando nella nave in tempesta la Chiesa delle origini, travagliata dalle persecuzioni. Ma su una barca la Chiesa non c’era, mentre ora c’è grazie a un giovane prete modenese. Don Mattia Ferrari, appena 25 anni originario di Formigine e ora cappellano a Nonantola (nella diocesi di Modena-Nonantola), è salpato sulla Mar Jonio all’interno della missione Mediterranea. La nave, dopo una sosta a Lampedusa a causa del mare grosso, torna a salpare e almeno fino a giovedì 9 o venerdì 10 maggio sarà in Mediterraneo.
Don Mattia è anche assistente diocesano di Azione Cattolica e in particolare è assistente Acr dall’ordinazione avvenuta nel giugno del 2018. Qui il racconto della sua scelta di imbarcarsi con i volontari impegnati a salvare vite umane nel Mare nostrum.

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È online il sito di «Dialoghi», il trimestrale culturale promosso dall’Azione Cattolica

Benvenuto, rivistadialoghi.it

Tutto da navigare il neonato sito di «Dialoghi», il trimestrale di approfondimento culturale promosso dall’Ac e diretto da Pina De Simone. www.rivistadialoghi.it si presenta agile nella fruizione dei contenuti e con una grafica fresca e moderna, ispirata alla versione cartacea della rivista da poco rinnovata. Spazio in homepage all’ultimo numero pubblicato, ma anche l’offerta di molti contenuti in chiaro, a partire dalla presentazione del ricco Dossier che caratterizza ciascuna uscita. Da oggi, oltre alla versione digitale di ogni numero, gli abbonati alla rivista potranno contare gratuitamente sul ricco archivio delle annate precedenti. E per quanti lo desiderino, è possibile acquistare anche un singolo numero. «Dialoghi» e il suo giovane sito sono una lettura imprescindibile per chi coltiva la passione per la ricchezza di senso e di valore che è dentro la concretezza del tempo che viviamo.

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Convegno delle Presidenze diocesane di Azione cattolica. Sintesi delle conclusioni del presidente Truffelli

L’AC per una città fraterna

L'intervento di Matteo Truffelli ha concluso i lavori del Convegno nazionale delle Presidenze diocesane di Azione cattolica dal titolo Un popolo per tutti. Riscoprirsi fratelli nella città, a Chianciano Terme (SI) dal 3 al 5 maggio, presso il Grand Hotel Excelsior. Hanno partecipato, tra gli altri: mons. Matteo Maria Zuppi, arcivescovo di Bologna, Claudia Fiaschi, portavoce del Forum del Terzo Settore, Giuseppina Paterniti, direttrice del TG3- Rai, Matteo Truffelli, presidente nazionale Ac, mons. Gualtiero Sigismondi, assistente generale Ac e vescovo di Foligno, mons. Stefano Manetti, vescovo di Montepulciano-Chiusi-Chianciano, Carlo Fornari, responsabile relazioni Fond. Telethon, Massimo Pallotino, campagna “Chiudiamo la forbice”, Nunzia De Capite, Alleanza contro la povertà, don Armando Zappolini, campana “Mettiamoci in gioco”, Laila Simoncelli, campagna “Ministero della Pace”. Dopo la riflessione teologica e pastorale del convegno del 2018, ci si è soffermeti sul tema della fraternità come categoria unificante, attraverso la quale l’Ac intende declinare il tema del popolo “civile”, poiché “il primo nome di cristiani è fratelli”. Per l'Azione cattolica, il nostro è un tempo che ha molto bisogno di recuperare il valore e il significato del sentirsi popolo e prendersi cura, assieme a tutti gli uomini di buona volontà, dei problemi e delle sfide dei nostri territori e delle nostre comunità.

La playlist completa dello streaming e dei video dei mini-convegni 

L'Omelia di mons. Gualtiero Sigismondi 
Il gusto di una nuova stagione di Pentecoste
Suggestioni dall'intervento di mons. Matteo Zuppi
Fiaschi: “L’inclusione è per tutti”; mons. Manetti: “Il coraggio della croce”
Truffelli: dobbiamo riscoprirci popolo per sconfiggere i populismi (per Avvenire, Matteo Marcelli)
Scelra strategica: la costruzione di alleanzeper il bene comune.
Alla ricerca del bene comune (spesso dimenticato)
La tavola rotonda con gli amministratori locali
«Come in Galilea: “con tutti e per tutti”, incontro agli uomini e alle donne del nostro tempo».
La relazione introduttiva ai lavori del Presidente M.Truffelli
Chiamati a farsi storia
La lezione di Martini. Umanizzare la città è il compito proprio del laicato
Ac di popolo lungo le strade delle città
La sfida è costruire una città globale, connessa e multicultirale

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Presentato il programma del Festival dello Sviluppo Sostenibile 2019

Mettiamo mano al nostro futuro

Dal 21 maggio al 6 giugno, la terza edizione del Festival dello Sviluppo Sostenibile, organizzata dall’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS), la più grande rete di organizzazioni della società civile mai creata in Italia con oltre 200 aderenti, tra i quali l’Azione Cattolica. L’edizione 2019 del Festival, che si svolge nell’arco di 17 giorni, tanti quanti sono gli Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030, sottoscritta dall'Italia e da altri 192 Paesi dell’Onu nel settembre del 2015, si preannuncia ancora più ricca della precedente per numero, varietà e contenuti degli eventi: centinaia di appuntamenti su tutto il territorio nazionale tra convegni, seminari, workshop, mostre, spettacoli, eventi sportivi e molto altro ancora con l’obiettivo di coinvolgere, includere e dare voce alla società italiana. “Mettiamo mano al nostro futuro” è il claim: la chiamata all’azione individuale e collettiva, dal mondo economico e imprenditoriale a quello della politica e delle istituzioni, dalle scuole alle università, dai cittadini agli operatori della cultura e dell’informazione. Tutti siamo invitati a mobilitarci per contribuire a cambiare passo verso uno sviluppo sostenibile che non lasci nessuno indietro, come ricorda l’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, sottoscritta anche dall’Italia.

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Festa del 1° Maggio. Oltre le celebrazioni, diritti e sicurezza

Per un lavoro dignitoso e generativo

di Tommaso Marino*- Vivere per lavorare o lavorare per vivere. Così recitava una popolare canzone di qualche anno fa. Il rapporto tra il lavoro e la vita è sempre stato un tema importante, affrontato anche da importanti encicliche papali. Di lavoro si deve vivere e non morire. Eppure, ancora oggi, come troppe volte accade, il lavoro può causare morte. Morire sui luoghi di lavoro è una cosa inaccettabile. Occorre che i luoghi di lavoro, dove noi trascorriamo gran parte della nostra vita, siano sempre più sicuri. Sempre che il lavoro ci sia, per tutti. Le ultime statistiche ci indicano, infatti, che il numero di disoccupati e/o inoccupati è ancora drammaticamente alto. Dentro questo insieme si trovano ancora giovani che non studiano, non lavorano e non cercano una occupazione, i cosiddetti Neet. A loro va una particolare attenzione di speranza per il futuro, la costruzione di una possibilità di ri-attivarsi, di rientrare nei percorsi sociali di vita lavorativa, e non solo.

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