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Il programma del Convegno nazionale degli Assistenti di Ac - Roma, 16-19 gennaio

Sulla stessa barca

Appuntamento a Roma, da lunedì 16 a giovedì 19 gennaio, per un centinaio di preti, provenienti dalle varie regioni italiane. Rifletteranno sulla figura dell’assistente di Azione cattolica, chiamato a svolgere il proprio ministero in stile fraterno e generativo. Tanti gli interventi da seguire

Si terrà presso il TH Roma Domus Mariae, da lunedì 16 a giovedì 19 gennaio, il Convegno nazionale per Assistenti di Ac: un centinaio di preti, provenienti dalle varie regioni italiane, si ritroveranno insieme per riflettere sulla figura dell’assistente, chiamato a svolgere il proprio ministero in stile fraterno e generativo.

Il convegno Sulla stessa barca conclude e rilancia un percorso che all’inizio del triennio associativo gli assistenti nazionali hanno realizzato facendosi accanto alle varie realtà locali e mettendosi in ascolto degli assistenti regionali, diocesani e parrocchiali. 

Il tema della fraternità in ambito ecclesiale e associativo è la grande scommessa che oggi viene affidata all’umanità del presbitero perché il suo ministero promuova una vera pastorale delle relazioni che genera alla fede autentici discepoli di Cristo, chiamati a portare in avanti il messaggio evangelico nella società attuale. L’umanità del prete necessariamente deve incarnarsi sulla radice della libertà per poter costruire relazioni appassionate e liberanti e promuovere la bellezza dell’originalità di ogni vocazione.

Superare il clericalismo

L’unica e originaria vocazione battesimale permette a laici e presbiteri di riconoscersi in una identica missione che permetta di superare tentazioni come il clericalismo o la scelta di delegare, per rimettere in circolo occasioni di annuncio evangelico per questo tempo; la prossimità e l’accoglienza, spesso richiamati dal magistero di papa Francesco, diventano lo stile vincente all’interno della comunità ecclesiale e in uscita verso l’esistenza di ogni uomo.

Aprirsi a nuovi orizzonti ecclesiali

L’ascolto delle tante narrazioni provenienti dal territorio, espressione dei segni di grazia che il Signore semina nel vissuto pastorale talvolta segnato anche da fatiche e debolezze, aiuterà a rilanciare le prospettive offerte dai vescovi presenti, dai relatori e da ciascun partecipante per consegnare all’Associazione e alla Chiesa italiana uno sguardo di speranza che apra a nuovi orizzonti ecclesiali, creativi e sinodali.

Carlo Maria Martini, nel libro Il vescovo (Rosenberg & Sellier, 2011), terminava il ritratto del ministero episcopale con queste parole: «la buona educazione, la dolcezza del tratto, la fermezza paterna, l’amore per il bello e le sue forme. Questo perché non si abbia l’impressione di parlare con un automa, troppo rigido e troppo sicuro delle proprie proposte. Un uomo simile, che vince le durezze con la propria dolcezza, che sa essere discreto, che sa ridere di sé e delle proprie fragilità. Che sa rimettersi in discussione, che sa riconoscere i propri errori senza troppe autogiustificazioni. Dunque, anzitutto un uomo vero. Ma tutto questo non si potrà ottenere se non mettendo al centro di tutto l’Evangelo di Gesù Cristo, Parola del Padre attuata dallo Spirito Santo, dal quale è sceso e scende ogni bene sulla terra, ora e nei secoli futuri». Se l’episcopato è un ministero, allora un simile ritratto è da allargare a ogni ministero. 

Questo percorso di accompagnamento può essere un semplice aiuto per spronarci, come Assistenti presbiteri, a camminare in questa direzione, grazie al contributo che la vita associativa può dare alla forma di esercizio ministeriale nella Chiesa e nel mondo di oggi.

Il programma.

Scorrendo tra le note del programma: una celebrazione eucaristica con mons. Baturi, arcivescovo di Cagliari e segretario generale della Cei (martedì 17 gennaio), e, sempre nello stesso giorno, una tavola rotonda con don Andrea Peruffo, responsabile Istituto superiore per formatori, Valentina Soncini, dirigente scolastica, più un confronto dopo cena sul pensiero ecclesiologico di don Primo Mazzolari con mons. Gualtiero Sigismondi, assistente generale di Ac, don Bruno Bignami, postulatore della causa di beatificazione di Mazzolari e Paola Bignardi, presidente della Fondazione don Primo Mazzolari. Mercoledì 18, inoltre, dopo la concelebrazione eucaristica presieduta da mons. Stefano Manetti, vescovo di Fiesole e presidente della Commissione episcopale per il clero e la vita consacrata, prevista una tavola rotonda con il teologo don Giuliano Zanchi. I lavori si concludono giovedì 19 con una tavola rotonda con Giuseppe Notarstefano, presidente di Ac e mons. Gualtiero Sigismondi.