Sarà che tutto è #connesso

Settimana sociale/3. Una ventata di novità si respira nei gruppi di lavoro, nelle tematiche affrontate, persino nei volti dei delegati che, almeno questa volta, danno il senso di un ricambio generazionale atteso.

Sarà che tutto è #connesso. Vero. Ma forse qui a Taranto tutto è #connesso un po’ di più. Una ventata di novità si respira nei gruppi di lavoro, nelle tematiche affrontate, persino nei volti dei delegati che, almeno questa volta, danno il senso di un ricambio generazionale atteso, voluto, condiviso. Nuovi sono i sorrisi, nuove sono le “buone pratiche” di ecologia integrale, nuovi sono i titoletti degli incontri. Domina il verde, il colore dell’ambiente, e si capisce quanto la Laudato si’ di papa Francesco sia stata recepita dalla comunità ecclesiale e civile. Più che agli uffici e alle commissioni, a Taranto si guarda un po’ più in là. Dove la vita delle persone fa i conti ogni giorno con il lavoro che non c’è o è precario, con le buone pratiche di ecologia integrale, con la convinzione che la “vita buona” oggi fa i conti con l’ambiente da curare e da preservare, insomma con la strada.

Nuovo non perché ci sia per forza ansia di novità, ma nuovo perché il nuovo lessico del bene comune che si respira a Taranto si aggrappa ai sentimenti di un’umanità ferita che vuole esserci, contare, partecipare al grande cambiamento sociale di questo nuovo millennio.

Si parla di Pnrr, del Piano nazionale di ripresa e resilienza, di nuovo modelli sociali, di ecologia integrale, di ambiente e creato, di Foresta Amazzonica e Terra dei Fuochi, di Pianura Padana e di transizione ecologica. Si parla dell’oggi, insomma.

Nella città dei due mari, per la 49ª Settimana sociale si ritrovano oltre 80 Vescovi, 670 delegate e delegati provenienti da 208 diocesi, ma ci sono molti giovani in rappresentanza delle comunità ecclesiali che nei mesi hanno riflettuto a livello locale, a partire da un Documento comune. E, tante donne. Ben un terzo dei partecipanti, infatti, è costituito da donne, la cui fascia di età più rappresentata è quella fino ai 35 anni. Novità nelle sessioni tematiche: In ascolto della realtà; Il pianeta che speriamo. Visioni di futuro e L’approfondimento e l’incontro; Le conversioni e l’alleanza e Le proposte e il confronto istituzionale; La missione. Prospettive, responsabilità, impegni.

E poi le “buone pratiche”, diffuse sul territorio regionale, che i partecipanti alla Settimana Sociale visiteranno nel pomeriggio di venerdì: Ecomuseo del Mar Piccolo (Taranto), Masseria Frutti Rossi/Lome (Massafra); Quartiere Montetullio/Masseria Mangiato (Martina Franca); Centro Educazione Ambientale/Progeva (Laterza); In Masseria (Grottaglie); Torre Guaceto (Brindisi).

Cinquanta saranno i platani che verranno piantumati nel rione Salinella e in zona Lama-Tramontone quale espressione concreta dell’attenzione della Chiesa per le persone e per il Creato, all’insegna di una sostenibilità che deve essere sia ambientale sia sociale. La seconda opera-segno sarà l’avvio del progetto “Prendi il largo” per la trasformazione degli scarti dell’allevamento di molluschi in materiali per la bioedilizia.

Insomma, si parte. Perché tutto è #connesso. Perché il pianeta che speriamo non è un’idea campata per aria, ma una necessità di organizzazione economica delle società e dei popoli.

E perché, in fondo, il futuro è qui e adesso. Impariamo a sorriderne.

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Autore articolo

Gianni Di Santo