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La pagina speciale di Avvenire dedicata alla Festa dell’adesione all’Azione cattolica italiana. Il saluto di papa Francesco all'Angelus

Un «sì» che è scelta di fraternità

Dal presidente nazionale dell’Ac, l’invito ai soci a impegnarsi per i più piccoli, poveri e fragili. Così da offrire a tutti una possibilità di vita buona
Fototeca Azione cattolica italiana/ Alessia Giuliani
Fototeca Azione cattolica italiana/ Alessia Giuliani

Oggi all’Angelus, il saluto e l’augurio di papa Francesco a tutta l’Ac, presente in piazza San Pietro con la Presidenza nazionale: “In questa festa dell’Immacolata, nelle parrocchie italiane si rinnova l’adesione all’Azione cattolica. Incoraggio tutti i soci, dai ragazzi agli anziani, ad essere pietre vive nella Chiesa e buon lievito nella società. Buon cammino”.

Sotto lo sguardo benevolo di Maria quest’oggi in tutto il Paese si rinnova il «sì» all’Azione cattolica. Donne e uomini, ragazzi, giovani, adulti liberamente scelgono di condividere lo splendido viaggio dall’«Io» al «Noi», a partire dal proprio «sì» a Gesù e dalla propria appartenenza alla Chiesa di Dio; scelgono di impegnarsi insieme per la vita della Chiesa e della società, crescendo nella fede e in umanità. Una scelta di fraternità di fronte alla comunità e per la comunità. Una fraternità che accoglie i doni ricevuti e desidera metterli a disposizione di tutti, in particolare dei più piccoli, dei poveri e dei fragili.
Persone che sanno che ogni dono ricevuto non può essere custodito tenendolo nascosto ma, al contrario, custodire un dono vuol dire metterlo in circolo, farlo conoscere, farlo crescere. Così è per il dono dell’Azione cattolica: cresce se lo facciamo conoscere e apprezzare anche da altri, se la nostra fraternità sa interpellare la libertà degli altri, la vita di ciascuno sino ad abbracciarla.

… che è scelta di condivisione

Il nostro «sì» all’Azione cattolica è una scelta di condivisione. È la scelta di persone che avendo avvertito un invito, una chiamata del Signore, si sforzano di rispondere, si lasciano provocare, non sono indifferenti alle domande che provengono dall’intimo del cuore e a quelle che la vita e i fratelli ogni giorno ci pongono dinanzi.
Donne e uomini che vivono l’annuncio del Vangelo e sentono la gioia di continuare oggi a raccontare, con la vita, la grandezza e la misericordia di Dio. La consapevolezza di continuare a offrire alle persone, alla vita della Chiesa, al nostro Paese un luogo di formazione globale che sappia incoraggiare e sostenere testimonianze cristiane autentiche.

Condividere la vita quotidiana delle nostre comunità parrocchiali, dei nostri paesi e delle nostre città è il modo di stare dell’Ac dentro la Storia, dentro i luoghi in cui siamo chiamati a vivere ma con lo sguardo e il cuore aperti al mondo intero, solleciti per la vicenda di ogni fratello e sorella. Con gratitudine per questa nostra Associazione, alla quale portiamo la sconfinata riconoscenza di chi sa di essere stato accompagnato e sorretto nella sua crescita umana e spirituale e, proprio per questo, sa che non può far mancare a tante altre persone questa stessa grande opportunità di vita buona.

… che è scelta di speranza

Il «sì» all’Azione cattolica è una scelta di speranza. La speranza di chi mettendosi alla sequela del Signore e affidandosi a Lui, esce da se stesso, dalle proprie angustie e dalle proprie chiusure, per vivere esperienze ricche di dedizione agli altri. È un «sì» per continuare a offrire, sulla scia della nostra antichissima tradizione e nella novità di questo tempo, alla Chiesa e al Paese, persone generose e disinteressate che si mettono a disposizione dei fratelli per far crescere formazione, impegno di carità, cultura, fede, vita secondo il Vangelo.
Persone che non vogliono camminare da sole, ma scelgono di farlo insieme agli altri e imparano questo associandosi, sperimentando costantemente e tangibilmente il senso vivo dell’essere insieme che una vera esperienza di Ac sa trasmettere. Persone che sanno che la vera speranza non può essere qualcosa di esclusivamente individuale, ma anzi si distingue perché è speranza per tutti.

… che è sceltà di sinodalità

Dire «sì» all’Ac è una scelta di sinodalità. Significa prendere sul serio la nostra vocazione di laici cattolici e farsi corresponsabili della vita e della missione della Chiesa. Significa non aspettare convocazioni, tavoli di concertazione, ma da subito impegnarsi a vivere la bellezza del Battesimo e a mostrare che il Vangelo è una gioia, che Gesù è la pienezza della vita. Significa impegnarsi a far crescere e maturare le coscienze, e non c’è modo migliore di questo per prenderci cura della nostra democrazia.
Significa, infine, coltivare l’amore per la pace, impegnarsi perché questa, dall’Ucraina alla Terra Santa, torni ad essere l’orizzonte di questo nostro tempo e diventi il fine stesso della politica e della vita civile. Poiché con la guerra e con ogni forma di violenza tutto è perduto, mentre è proprio la contemplazione di questo meraviglioso dono del Risorto che permette di aprire strade nuove, di pensare l’impensato, di sperare sempre che c’è una trasformazione possibile quando si riprende il dialogo e si promuove l’incontro.

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