Il Manifesto dell’Alleanza. Dalle parole all’azione

Settimana sociale/9. L’offerta (da sottoscrivere) di un modello di condivisione, di cooperazione e discernimento collettivo. Un esperimento politico di comunità che si costruisce giorno per giorno.

“Un pensiero particolare e un incoraggiamento vorrei rivolgere ai giovani che sono ben rappresentati a questo evento”. Così papa Francesco in un video-messaggio inviato alla Settimana sociale dei cattolici italiani lo scorso giovedì, nel giorno di apertura. “Insegnateci a custodire il creato, siete il presente, l’oggi del pianeta”, ha detto loro papa Bergoglio, “non sentitevi mai al margine dei progetti o delle riflessioni. I vostri sogni devono essere i sogni di tutti e sull’ambiente avete tanto da insegnare”. “In queste giornate”, ha aggiunto, “riflettete su un tema moto importante che riguarda il futuro nostro e delle generazioni future: il pianeta che speriamo. Questo pianeta che speriamo esige soprattutto una conversione che apra alla speranza, chiede al tempo stesso audacia e voglia di riscatto, grida già sin d’ora stili di vita rinnovati in cui ambiente, lavoro e futuro non siano in contrapposizione tra loro ma in piena armonia, non bisogna mai dimenticare che tutto è connesso”.

Il processo di transizione verso il pianeta che speriamo ha dunque bisogno di adottare un nuovo modello che sia capace di superare i paradigmi di sviluppo odierno e di porre al centro del cambiamento i giovani. A chiederlo non è solo Francesco ma i tanti giovani presenti alla Settimana sociale, giunti qui non solo per offrire idee a dibattito, ma – come ripetono a più voci – proposte e strumenti concreti frutto delle esperienze di transizione delle proprie comunità di origine. Spesso in collaborazione generativa tra le generazioni. Come sottolinea Lorenzo Pellegrino, Segretario nazionale del Movimento Studenti di Ac: “Il ruolo di noi giovani non può essere solo di coinvolgimento, tantomeno può essere esclusivo. Noi giovani desideriamo metterci al servizio del bene comune insieme con i più adulti e insieme con i ragazzi. Desideriamo assumerci impegni condivisi e auspichiamo che, dalle nostre proposte, si possano aprire dei percorsi insieme. Se #tuttoèconnesso, come possiamo pensare di costruire il futuro, se non con un reale dialogo intergenerazionale?”.

Parole che riassumono bene lo spirito del “Manifesto dell’Alleanza” proposto dai giovani qui a Taranto. Nella sua essenzialità l’offerta (da sottoscrivere) di un modello di condivisione, di cooperazione e discernimento collettivo che ci permetta insieme di rigenerare e condividere i rischi della transizione in atto. Come si legge nella presentazione: non un documento statico, ma un “esperimento politico di comunità” che si costruisce giorno per giorno. Perché – evidenzia il gesuita Francesco Occhetta, membro del Comitato scientifico delle Settimane sociali – “l’alleanza è il frutto concreto della ‘conversione’. Il nostro punto di riferimento è l’alleanza del creato di Noè, di Abramo e di Gesù; per questo ci sentiamo aperti a camminare con tutte le persone di buona volontà”.

Gli fa eco Emanuela Gitto, Vicepresidente nazionale Ac per il Settore giovani, che con Lorenzo Pellegrino ha collaborato alla stesura del Manifesto (frutto del lavoro di una ventina di giovani provenienti dalle realtà più disparate: Coldiretti, Confcommercio, Agesci, Azione cattolica, progetto Policoro, Economy of Francesco e altri): “Il Manifesto presentato questa mattina a Taranto rappresenta una sintesi efficace dei contributi delle giornate di questa 49a Settimana sociale dei cattolici italiani; i punti di cui si compone ci offrono numerose piste di impegno e di partecipazione. In particolare, come giovani delegati ci sentiamo ora responsabili della traduzione di questi punti da parole ad azioni, da impegni messi nero su bianco a gesti concreti. Vogliamo impegnarci attivamente sui nostri territori, a servizio del nostro Paese e della Chiesa, consapevoli che quello dell’alleanza sia lo stile per eccellenza per vivere il nostro tempo, dove #tuttoèconnesso”.

L’alleanza è dunque un “cammino” e come tutti i cammini ha le sue tappe che vanno oltre le giornate di Taranto. In particolare, attraverso quattro “voci”, verbi dell’alleanza: seminare (e dare testimonianza, continuando a lavorare sulle alleanze create -progetti piloti); accompagnare (e moltiplicare le nuove alleanze); incontrare (accogliere ed ascoltare continuando a mantenere viva la rete di giovani); annunciare (promuovendo la partecipazione di altri giovani tramite iniziative capaci di coinvolgere ed entusiasmare).

Un cammino che parte da sette punti cardine, lievito “impastato con la realtà e la concretezza di ogni territorio per crescere cento volte tanto”: Far fiorire l’ambiente; Imparare e contribuire insieme, L’imprenditoria dinamica e sostenibile; Tradizione e inclusione nelle Comunità locali; Protagonismo e Coinvolgimento per continuare a viaggiare; Corresponsabilità condivisa, per non pesare a nessuno; Generare per Vivere.

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Autore articolo

Antonio Martino