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I baci del Cantico dei Cantici

Cosa ci appassiona?

«Mi baci». Così si apre il Cantico dei Cantici. Entrano in scena i corpi, le carezze, i profumi, il suono del nome, e con i corpi la domanda tra le domande: cosa ci appassiona? Tutta la Scrittura è una grammatica che ci educa a discernere i desideri. La passione serve a sollevarci dalle cose che ci tengono prigionieri ogni giorno, la politica, a volte l’organizzazione della Chiesa: cosa ci appassiona, allora? Cosa muove il nostro desiderio?

Le parole di Lidia Maggi

A introdurre il desiderio di Dio è Lidia Maggi, teologa e pastora della Chiesa evangelica battista (tra le sue pubblicazioni più recenti: Le donne di Dio. Pagine bibliche al femminile e Giobbe. Il dolore del mondo; Lidia Maggi è stata destinata dalle Chiese battiste a un progetto di pastorato itinerante. Gira per chiese e centri culturali occupandosi di formazione biblica ed evangelizzazione. In particolare ora vive a Dumenza, in una casa grande dove, con suo marito si occupa di piccole ospitalità per persone in crisi o in ricerca o semplicemente desiderose di un confronto. Una casa, non un monastero o una chiesa, solo una casa, un luogo laico dove poter sentire il respiro di Dio).

Un desiderio e una passione per Dio e per l’uomo che scombina la realtà in cui viviamo, che va oltre, perché l’uomo e la donna sono (dovrebbero essere) degli appassionati di Dio. Questo è il Cantico dei Cantici.

La Chiesa torna a sognare

La Chiesa con il Cantico torna a sognare. Un libro che riaccende la passione, che ci libera dalla tentazione delle fughe dell’anima che dimentica il corpo, la concretezza, l’incarnazione. Che passa le passioni.  La Chiesa che sogniamo è la proposta indecente della passione della ragazza che nel Cantico fa proposte al suo ragazzo.

Dal punto di vista ecumenico, fa presagire alle sorelle e ai fratelli di confessioni diverse la voglia di tornare a cercarsi con la stessa voglia del Cantico. Una stagione ci ha insegnato la grammatica dei conflitti e invocare la riconciliazione. La Chiesa che sogniamo, una Chiesa ecumenica dove le diverse confessioni non sono più in antagonismo ma sorelle che convivono insieme.

Partiamo da noi. Perché noi siamo il corpo della Chiesa. Se un membro è appassionato, non può succedere che tutte le membra sentano passioni con lui? E’ la domanda di Lidia Maggi, che fa all’uditorio del popolo di Ac.

Dio desidera i baci della sua umanità

Ci piace Dio. Ci piace un Dio che desidera i baci della sua umanità, e non perché noi siamo fragili e abbiamo bisogno di pentirci, ma semplicemente perché siamo desiderabili, perché portiamo nel nostro imprinting il sigillo di Dio. Anche di questo ci parla il Cantico dei Cantici, mettendo in relazioni questo tipo di incontro totalmente nella gratuità. È la grazia diversa, è la grazia trasfigurante  di chi riceve l’imprinting iniziale: tu sei bello, tu sei bella. Mi baci dei baci della tua bocca.

Possiamo allora trasformare questa Chiesa di questo tempo in una nuova opportunità?

Il Cantico dei Cantici ci presenta un giardino che non è libero da conflitti, una struttura gerarchica, patriarcale, e un ragazzo e una ragazza devono fare i conti con tutti i limiti sociali di quella struttura. Un ragazzo e una ragazzo con astuzia si sottraggono al controllo, a strutture non liberanti per vivere una passione liberante. Non bisogna aspettare il patriarcato, la fine di un regime, dell’egoismo, di domini dell’io, per vivere una fede liberante, per vivere una fede appassionata. 

Importante che il bisogno del sogno non si traduca in una fuga dalla realtà. La realtà è abitata dai conflitti, dal male e dal bene, ma qui si sviluppa il sogno di Dio, usando anche strategie, le furbizie.

Un’astuzia per pungolare un modello gerarchico di potere, mettendo sottosopra il mondo, i generi.

La liberazione del Cantico è una liberazione che passa per la felicità. Giustizia e felicità possono convivere insieme. Una ragazza fa proposte indecenti a un ragazzo. È così difficile?

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