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Dall’omelia di mons. Giuseppe Baturi, segretario della Cei

Ac “scuola di sinodalità” per tutta la Chiesa

“Vi ringrazio per la vostra azione di amore verso la Chiesa e il nostro paese. L’amore non è solo espressione di un pensiero, di una volontà. Amare è testimonianza, capacità profetica di essere dentro la quotidianità della vita dei nostri fratelli e delle nostre sorelle, abbracciando e condividendo le loro ansie e le loro preoccupazioni: per il lavoro, per la salute, per il futuro dei figli. Voi ben sapete che un vero abbraccio di amore è un abbraccio che sa comprendere il mondo”: così mons. Giuseppe Baturi, arcivescovo di Cagliari e Segretario generale della Cei nell’omelia per la Celebrazione eucaristica all’Incontro nazionale delle presidenze diocesane di Azione cattolica.

Baturi: “Insegnateci ad essere sinodali”

“Questa stagione sinodale è per l’Azione cattolica una straordinaria opportunità, perché già il vostro agire, il vostro essere Azione Cattolica è un agire e un essere sinodale. Questo significa che avete l’opportunità di insegnarci, di testimoniare alla Chiesa tutta come testimoniare l’amore di Cristo, come essere scuola di sinodalità, stando nel presente delle nostre comunità, delle nostre parrocchie.
Come ci dice Francesco nell’esortazione Christus vivit, citando Romano Guardini: «Nell’esperienza di un grande amore tutto ciò che accade diventa un avvenimento nel suo ambito». La vita diventa più bella e più lieta se una grande amore sa abbracciarti e farsi comunione. Un’esperienza che voi di Azione Cattolica vi fate portatori ogni giorno e per la quale la Chiesa vi è grata”.

Una Chiesa che sa abbracciare il mondo

Mons. Baturi sottolinea come di fatto sia la fraternità cristiana – in cui ciascun uomo può essere chiamato per nome e abbracciato dentro la ricchezza della sua diversità di lingua, di popolo, di nazione, soprattutto i più poveri, quelli che più hanno bisogno – che rende il volto della Chiesa un vero volto di madre, come augurò alla Chiesa italiana proprio papa Francesco a Verona: la Chiesa lieta, inquieta, e con il volto di madre.
Questa fraternità in Azione cattolica “è anche una profezia per il cambiamento del mondo, perché nella misura in cui ciascun uomo, soprattutto chi più ha bisogno, viene amato e chiamato per nome, allora anche il mondo potrà essere così trasformato e ciascuno potrà sentirsi a casa”.

Una casa in cui ci si può incontrare

Il segretario della Cei ci dice come la Chiesa stia nel suo cammino sinodale riacquisendo consapevolezza di essere prima di tutto una casa in cui ci si può incontrare. E una casa è l’Ac.
Ne è convinto l’arcivescovo di Cagliari, che prima della messa ribadisce ai giornalisti presenti, a proposito di sinodo: “L’ascolto diventi discernimento e individuazione di strade di cambiamento. La partecipazione così numerosa chiede un’urgenza di cambiamento. E la direzione, come dice il Papa, deve partire dal basso. È necessario che la Chiesa diventi una casa accogliente per tutti. E che si metta in atto un nuovo annuncio del Vangelo”.

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