Alziamo la guardia (e l’impegno)

Femminicidio. Vigilanza, denuncia e percorsi formativi con al centro il rispetto della persona.

Il fenomeno della violenza di genere è ormai da tempo un’emergenza sociale. Nel 2020 le chiamate al 1522, il numero di pubblica utilità contro la violenza e lo stalking, sono aumentate del 79,5% rispetto all’anno precedente, sia per telefono, sia via chat (+71%). Con un boom da fine marzo, in corrispondenza del lockdown scattato per la pandemia. Guardando più indietro, il 2018 si è chiuso con 141 donne vittime di omicidio volontario, e il 2019 con 111, l’88,3% delle quali uccise da una persona conosciuta: quasi metà dal partner, l’11,7%, da un uomo con cui erano state in passato, il 22,5% da un familiare (inclusi i figli e i genitori) e il 4,5% da un conoscente, un amico o un collega. Con una Nota della Presidenza diocesana dell’Ac di Vicenza ricorda tre delle più recenti vittime Chiara Ugolini, 27 anni, di Calmasino (Bardolino). Rita Amenze, 31 anni, di Villaga. Alessandra Zorzin, 21 anni, di Montecchio Maggiore. Tre donne del vicentino il cui assassinio conferma, se ce ne fosse bisogno, la necessità di un maggiore impegno da parte di tutti contro la violenza di genere e di una maggiore vigilanza specie da parte delle istituzioni nei confronti di un fenomeno che giorno dopo giorno assume connotati sempre più drammatici.

È di due giorni fa l’approvazione da parte del Parlamento europeo della relazione che invita ad inserire i reati contro le donne tra gli eurocrimini. Ora si aspetta che venga avviata la procedura per la modifica del Trattato dell’Ue, in merito. È un passo avanti fondamentale per la battaglia di tanti paesi per sradicare la violenza e il femminicidio dalla vita delle donne. La risoluzione europea in pratica chiede una legge e delle politiche mirate per affrontare tutte le forme di violenza e discriminazione basate sul genere. Sottolineando – anch’essa – che la violenza di genere si è amplificata per effetto della pandemia e del lockdown che ha costretto entro le mura domestiche le famiglie. Allarmante l’assenza di denuncia in molti casi: le vittime di violenza rinunciano a denunciare non per vergogna ma per una mancanza di fiducia verso le autorità di polizia e del sistema giudiziario.

Qui di seguito la Nota della Presidenza diocesana dell’Ac di Vicenza.

Chiara Ugolini, 27 anni, di Calmasino (Bardolino).
Rita Amenze, 31 anni, di Villaga.
Alessandra Zorzin, 21 anni, di Montecchio Maggiore.

In pochi giorni tre femminicidi “vicino a noi”, ma che non fanno altro che confermare quanto le statistiche tendono a ribadire da anni: basti pensare che i dati Istat mostrano come in Italia il 31,5% delle donne subisce nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale.

Di fronte alla violenza perpetrata in modo cosi brutale contro queste giovani, non possiamo come comunità civile, cristiana e associativa non interrogarci su come affrontare questa emergenza che è anche fondamentalmente educativa e affettiva.

Come Azione Cattolica sentiamo forte l’esigenza, unitamente alla preghiera per le persone coinvolte, di rimettere a tema nei nostri percorsi formativi il rispetto dell’altro/a nella sua unicità, e il valore autentico della relazione quale criterio fondante il vivere civile.

In queste ore sono diverse le manifestazioni che, da parti diverse, cercano anche solo simbolicamente di non far passare l’accaduto come, appunto, “un passato prossimo”. Invitiamo tutti, ciascuno nei modi e nei tempi possibili, a partecipare o accompagnare queste occasioni nelle quali, a partire dalla sofferenza condivisa, possiamo testimoniare la nostra dignità e umanità piena. “Ogni violenza inferta alla donna è una profanazione di Dio, nato da donna. Dal corpo di una donna

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Autore articolo

Redazione

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