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Il frutto del lavoro dei bambini e dei ragazzi a “SuPer. Piccoli capaci di grandi cose con Te” è ora patrimonio per tutta l’associazione

Agenda dei ragazzi: la Chiesa in uscita è già qui!

In questa giornata molto speciale nella quale l’Azione Cattolica dei Ragazzi festeggia il suo compleanno nella solennità di Tutti i Santi, pubblichiamo l’Agenda dei Ragazzi, frutto del grande lavoro fatto da centinaia di bambini e ragazzi riuniti a Silvi Marina all’inizio di ottobre per “SuPer – Piccoli capaci di grandi cose, con Te”, l’Incontro nazionale dei ragazzi.

Si tratta di un documento sintetico, ma molto denso, che davvero ci racconta come sia la Chiesa in uscita immaginata dai ragazzi: quella “comunità di discepoli missionari”, per dirla con le parole dell’Evangelii Gaudium, “che prendono l’iniziativa, che si coinvolgono, che accompagnano, che fruttificano e festeggiano”.

Un’Agenda che in 7 obiettivi sintetizza gli impegni e le richieste dei bambini e dei ragazzi dell’Acr, nei quali, anche giovani e adulti sono pienamente chiamati a coinvolgersi. Si tratta di scelte coraggiose attraverso le quali si impegnano a prendersi cura delle proprie comunità per renderle più gentili ed inclusive, a misura dei desideri dei più piccoli. 

È un invito/appello alla Chiesa, perché sia capace di ascoltare il loro cuore con pazienza e dia loro la possibilità di mettersi realmente in gioco.

È un invito/appello alla Scuola, perché li renda sempre più cittadini consapevoli, valorizzando il loro pensiero e le loro scelte. 

È un invito/appello al mondo dello Sport, perché offra delle occasioni in cui conoscersi reciprocamente, migliorare se stessi e fare squadra con gli altri.

È un invito/appello a tutta la Società civile, perché realizzi vie concrete di accoglienza e sostegno per i più poveri e responsabilizzi tutti nella custodia del creato.

Queste sette pagine ci raccontano come bambini e ragazzi abbiano una precisa consapevolezza e un’alta considerazione di ciò che possono fare e di ciò che possono essere per le nostre comunità. Una presa di responsabilità per niente scontata tradotta in impegni concreti e ordinari, che dicono di una visione chiara del mondo intorno a loro e dei bisogni che esprime. Dall’impegno a tenere pulite le proprie città a quello per contrastare ogni forma di pregiudizio e ingiustizia tra le mura scolastiche; dall’impegno a vivere pienamente la propria fede a quello per l’inclusività e l’ascolto della storia di ciascuna persona incontrata sulla propria strada.

In maniera alquanto sorprendente, i ragazzi ci restituiscono il vissuto della loro esperienza ecclesiale e associativa, definendola “una comunità gentile, accogliente, inclusiva, attenta al prossimo, che si mette in ascolto e che non volta mai le spalle agli altri”.

Da ciascun obiettivo scaturiscono tre impegni, che i ragazzi hanno assunto anche a nome dei loro coetanei, e tre richieste rivolte ai giovani e agli adulti perché si impegnino ad essere accompagnatori autentici in questo percorso di crescita e di rinnovamento.

Richieste che in modo diverso chiedono due cose a tutti noi.

La prima è una richiesta di ascolto, di fiducia e di coinvolgimento nella corresponsabilità. “Agli adulti – scrivono i ragazzi – chiediamo di ascoltare e non sottovalutare i problemi dei piccoli, di collaborare e di non trattarci con superficialità […] di darci fiducia e incoraggiarci […] dandoci più spazio e di consultarci prima di prendere decisioni che ci riguardano. […] Agli educatori, ai parroci, ai professori, ai catechisti chiediamo di ascoltarci senza essere interrotti e di metterci di più in gioco senza far sempre tutto loro”.

La seconda è una richiesta di aiuto: bambini e ragazzi non aspirano all’autosufficienza, ma anzi sanno bene di poter fare grandi cose, anche grazie alla presenza discreta e preziosa dei più grandi, che sia capacità di stare e non soltanto disponibilità, pure preziosa e indispensabile, ad accompagnare. I bambini e i ragazzi immaginano giovani e adulti disposti a condividere con loro l’ordinario delle proprie vite e delle piccole grandi sfide che la quotidianità porta con sé nel loro cammino di crescita.

Condividiamo dunque con ciascuno di voi questo dono importante che i ragazzi ci hanno affidato, per continuare ad essere insieme nella Chiesa e nel Paese “supereroi per tutti”, attenti e disponibili a condividere i propri doni e talenti, con il coraggio di metterli in campo per “aiutare l’altro a stare bene e a farlo sentire a casa”.

Annamaria Bongio, Responsabile Nazionale dell’ACR

Maurizio Tibaldi, Vice Responsabile Nazionale dell’ACR

don Francesco Marrapodi, Assistente Centrale dell’ACR

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