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Il prossimo appuntamento del settore Giovani di Ac, Msac e Fuci

Giovani per il bene comune

"Orizzonte comune. Tracciare rotte coraggiose" è il titolo del “cantiere di bene comune” aperto dal Settore giovani e il Msac per la prima volta insieme alla Fuci. Adolescenti, giovani, studenti con gli amministratori locali si impegnano per la comunità civile con uno sguardo all’Europa. A Frascati, dal 10 al 12 novembre

«La pace mondiale non potrà essere salvaguardata se non con sforzi creativi, proporzionali ai pericoli che la minacciano». Queste parole aprivano, il 9 maggio 1950, la celeberrima Dichiarazione Schumann, il testo dell’allora ministro degli Esteri francese che sta alla base della costruzione europea. Queste stesse parole hanno ispirato anche Orizzonte comune. Tracciare rotte coraggiose, il “cantiere di bene comune” che vede insieme per la prima volta il Settore giovani di Azione cattolica, il Msac e la Fuci e mette al centro il punto di contatto tra l’impegno quotidiano sul territorio e il cammino dell’Unione europea a pochi mesi dal voto del prossimo mese di giugno. 

Architrave dell’appuntamento (10-12 novembre, Centro Giovanni XXIII, Frascati) è la tavola rotonda di sabato 11 e i “cantieri” veri e propri del pomeriggio che si rifanno ai cinque pilastri di Next Generation Eu (la strategia post-pandemica voluta dalla Commissione europea da cui deriva il Pnrr italiano) per comunità più sane, più forti, più digitali e più verdi.

All’appuntamento sono quindi presenti giovani, giovanissimi e studenti delle scuole superiori e dell’università che hanno a cuore il bene comune, la vita del Paese o della città che abitano, e per questo a Frascati partecipano anche gli amministratori locali, aderenti all’Ac o meno, che vogliono mettersi in dialogo con le nuove generazioni sulle questioni concrete come su quell’Europa che ha permesso di abbattere confini che tendono però a tornare a ogni crisi e che molto influisce la vita quotidiana di paesi e città, in cammino verso una comunità più attenta e aperta al cambiamento.

Lorenzo Zardi: guardiamo alla comunità civile

«Per il Settore giovani si tratta di un cerchio che si chiude – racconta il vicepresidente nazionale Lorenzo Zardi –. Lungo il triennio abbiamo vissuto momenti come Segni del tempo con i responsabili parrocchiali, in cui abbiamo posto l’attenzione sui contesti di vita, sull’ambito territoriale in chiave giovanile, anche sui problemi che i ragazzi incontrano. Abbiamo proseguito con i campi nazionali seguenti fino a Pensati insieme. Rigenerarsi nella fraternità, il modulo formativo dello scorso aprile in cui abbiamo rilanciato l’idea di fraternità per dare sostanza all’esperienza associativa, ma anche al servizio sul territorio. Oggi guardiamo direttamente alla comunità civile, di cui facciamo parte, i giovani chiedono di essere parte della costruzione di un “noi” più grande, come ci invitava a fare papa Francesco all’udienza un anno dopo la beatificazione di Armida Barelli».

E proprio a papa Francesco si deve il titolo scelto per il “cantiere di bene comune”: Orizzonte comune. Tracciare rotte coraggiose sono due citazioni dal discorso che il Pontefice ha rivolto alle autorità arrivando a Lisbona per la recente Gmg. E se ci sono due luoghi in cui tracciare rotte, oggi, è possibile, questi sono proprio la scuola e l’università.

Lorenzo Pellegrino: la scuola sia rivolta al bene comune

«Come studenti, ci siamo resi conto di sognare una scuola inclusiva, ecologica e giusta – riflette il segretario nazionale del Msac, Lorenzo Pellegrino – e ne abbiamo parlato all’ultima Sfs, ma anche alla Scuola di bene comune dello scorso triennio. Ora però comprendiamo che non si può fare se non in dialogo con la società dentro la quale la scuola vive. Con questo “cantiere” indichiamo a tutta l’associazione che occorre guardare i fenomeni nel complesso e non procedere a compartimenti stagni. Il mio augurio per gli studenti partecipanti è che si portino a casa delle buone prassi da riprodurre anche nel loro territorio di provenienza».

Carmen Di Donato e Tommaso Perrucci: l’università come scuola di vita

Carmen Di Donato è la presidente nazionale della Fuci assieme a Tommaso Perrucci: «Questa iniziativa è anzitutto un’alleanza tra giovani per guardare alle realtà che viviamo, i nostri territori, i nostri studi e lavori come luogo in cui costruire con creatività. Ci ricordiamo di appartenere a una comunità e la comunità è quasi sempre la risposta alle necessità del singolo e della società».

«Il nostro obiettivo è che i giovani, nel periodo universitario, maturino uno stile di cura e di ricerca come strumento per vivere pienamente la propria vocazione. Imparare a spendersi, vivere lo studio e la formazione come un servizio per il bene dell’altro».

Il cammino condiviso dall’Azione cattolica (con Settore giovani e Msac) e Fuci sta dando il primo frutto e registra soddisfazione: «Con la Fuci condividiamo valori e visione del mondo – aggiunge Lorenzo Zardi – oggi abbiamo anche esigenze comuni alla base di un impegno che la federazione declina in ambito universitario e noi nelle comunità locali. Da qui il nostro dialogo può solo crescere». Mentre per Carmen Di Donato «l’intrecciarsi di vite, esperienze, carismi è una ricchezza per cui la gratitudine abbonda. il nostro desiderio è proprio di continuare a camminare insieme, capendo passo per passo a cosa siamo chiamati.  Anche questo è un modo per inserirci nel percorso sinodale della Chiesa». 

*intervista a cura di Luca Bortoli

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