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Alcuni giovani di AC al training The Change di Toledo

Ravvivare il primo amore

Un gruppo di giovani di Ac, responsabili del Settore giovani e MSAC, riflettono assieme a giovani di tutta Europa sull’esigenza di una Chiesa in uscita e su nuovi modelli di evangelizzazione

Qual è il senso profondo della nostra appartenenza alla Chiesa e all’AC? Qual è il desiderio che continuamente continua a spronarci ad impegnarci nelle nostre realtà parrochiali, diocesane? Cosa fa ardere il nostro cuore a tal punto da sognare una realtà differente, che accolga, che ami?

Queste sono alcune delle domande su cui si sono interrogati alcuni giovani della nostra associazione partiti alla volta di Toledo, in Spagna, per il training internazionale The Change, dal 12 al 15 Ottobre 2023. Questo training, organizzato nell’ambito del programma Erasmus +, ha coinvolto responsabili dei gruppi giovanili di 5 principali associazioni laicali da tutta Europa (Acción Católica General – Spagna, Żak – Malta, eRko – Slovacchia, Acțiunea Catolică – Romania, Azione Cattolica Italiana) per guardare alle rispettive realtà con le lenti dell’universalità e per stimolare, nella relazione e nell’incontro, il desiderio di nuovi e creativi processi di evangelizzazione. I partecipanti del Settore Giovani e del MSAC hanno avuto la straordinaria opportunità di riscoprirsi fratelli chiamati al dono gratuito, chiamati semplicemente a testimoniare nella carne e nella gioia l’Incontro che salva, che accoglie, che ama.

Le parole programmatiche del Vescovo di Toledo Mons. Francisco Cherro Chaves nell’omelia del 12 Ottobre condensano tutta la profondità di questi giorni.

“Non si può essere Cristiani senza Cristo”, non si è Cristiani senza un incontro sincero con la gioia del Vangelo, senza l’incontro con una Parola Incarnata.

“Non si può essere Cristiani senza Chiesa”, perché l’Incontro avviene nella Chiesa. Da qui la necessità, che è diventata martellante negli ultimi appuntamenti promossi dal Settore Giovani come Segni del Tempo in Ottobre 2022 e il modulo Pensati Insieme in Aprile 2023, di costruire una Chiesa aperta, nuova, che accolga, e che permetta a tutti di essere raggiunti e toccati.

“Non si può essere Cristiani senza Amare e Perdonare”, perché il passaggio dall’intento all’azione non è scontato ma essenziale.

In un’Europa in cui il valore del personalismo sembra non lasciare posto alla fraternità, all’inclusione, alla comunione di intenti e di vissuto, il paradigma di una pastorale ordinaria nelle realtà che viviamo, parrocchiali o diocesane che siano, deve orientarsi verso una pastorale missionaria, che sappia leggere il contesto temporale in cui si muove, che sia all’altezza di una lettura profonda del tessuto sociale in cui si colloca, che si sporchi le mani con gli ultimi e gli emarginati, che sappia dire chiaramente all’altro “Della tua vita mi interessa davvero”. Sotto questo aspetto, siamo chiamati a curare i giovanissimi e i giovani che ci sono affidati, non abbandonando mai l’aspetto missionario. Perché la gioia di una vita spesa attivamente nel mondo come apostoli e figli amati non può essere contenuta, ma ha bisogno di un terreno fertile in cui esprimersi e poter germogliare. Questa esigenza matura, sempre, alla luce dell’azione dello Spirito Santo, che permette di vivere l’impegno missionario nella fiducia che non dipende tutto esclusivamente dalle nostre forze.

Come ci viene costantemente ricordato anche dal Santo Padre Francesco, la conversione pastorale avviene all’interno delle cellule che animano la vita della Chiesa, nelle parrocchie, nelle unità pastorali, nei nostri gruppi associativi, dove abbiamo l’occasione di testimoniare quello che il Signore sta compiendo nella nostra vita, riportando al centro il Kerygma nelle attività che seguiamo nelle nostre realtà. Non cadiamo nell’errore di evangelizzare per un tema sociologico, per difendere battaglie che non ci è richiesto di combattere, ma, semplicemente, perché nella nostra vita siamo testimoni dello Straordinario nell’ordinario.

E avere l’occasione di potere approfondire la propria missione nella Chiesa con giovani di tutta Europa, conoscendo nuovi fratelli in Associazione, è un dono grande di cui fare tesoro tornando nelle realtà dove siamo chiamati ad essere.

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