Inaugurazione del Sinodo

Il 9 e 10 ottobre è stato inaugurato il Sinodo dei vescovi «Per una Chiesa sinodale: comunione, partecipazione e missione» con due momenti molto significativi e intensi che hanno visto entrambi la partecipazione del Santo Padre Francesco.

Sabato 9 è stata convocata l’assemblea sinodale insieme ad una rappresentanza di realtà ecclesiali, tra cui un nutrito gruppo di giovani costituito presso il Dicastero per i laici, la famiglia e la vita, per vivere un momento di riflessione ed ascolto sulla base di una traccia predisposta dalla segreteria del sinodo, che fa riferimento a due preziosi documenti che accompagneranno dal punto vista metodologico il percorso del sinodo: il Vademecum e il documento preparatorio disponibili sul sito https://www.synod.va/it.html. La riflessione è stata preceduta da un momento di preghiera e ascolto della Parola, proprio per ricordare che il sinodo è in primo luogo una convocazione ecclesiale per vivere intensamente l’ascolto dello Spirito. Tutti i momenti, non solo quelli specificatamente dedicata alla preghiera, sono stati attraversati da un intenso e profondo ritmo spirituale, con adeguati spazi di silenzio che sono serviti ad interiorizzare la testimonianza e le relazioni, a nutrire il confronto alla luce di un sincero ascolto reciproco e a organizzare il pensiero prima degli interventi.

Dall’ascolto nasce il desiderio di camminare insieme, non da soli, ma per le strade che intrecciano la vita ordinaria delle persone, carica di interrogativi e sfide che interpellano la vita dalla comunità particolarmente in questa fase così delicata e critica di superamento della fase pandemica a livello globale, ma ancora gravida di tensioni e contrapposizioni che rischiano di incrementare le forme e le espressioni della disuguaglianza nel mondo. La chiesa sinodale vuole rispondere anche ad un desiderio di condivisione, fraternità e unità che proviene da tante persone e che mette alla prova concretamente uno stile di partecipazione e di inclusione nelle diverse situazioni e contesti locali.

In tal senso sono state presentata alcune testimonianze ed esperienze provenienti dai cinque continenti che hanno mostrato come storie di sinodalità sperimentate localmente.

Tanti piccoli pezzi colorati che formano un puzzle, come ha ricordato Il Card. Jean-Claude Hollerich, Relatore Generale del Sinodo, nel suo intervento: “un puzzle enorme dove tutti possono partecipare, soprattutto i più poveri, i senza voce, quelli alla periferia. Se escludiamo dei giocatori, il puzzle non sarà completo”. Ascoltare tutti, dunque, e forse ancora di più convertire tutta la pastorale all’ascolto, perché sappia fare spazio a tutti, particolarmente a chi è in ricerca e a chi pone domande anche scomode alla comunità. Un ascolto dinamico, compiuto sulla strada durante il cammino, capace di esprimersi con i gesti della prossimità come quelli del Samaritano.

“Abbiamo l’opportunità di diventare una Chiesa della vicinanza” ha ricordato papa Francesco nel suo discorso richiamando la necessità di mostrarsi sempre più come una chiesa della vicinanza, della compassione e della tenerezza, secondo lo “stile di Dio”.1

Ascolto anche per i vescovi, che ascoltano il Vangelo, proclamato dal diacono, non lo proclamano essi stessi. Ha sottolineato Il Card. Jean-Claude Hollerich “Non siamo i padroni del Vangelo, siamo i suoi servitori. Il nostro ascolto deve sempre includere la nostra conversione al Vangelo”.

Un’altra parola chiave che attraversato i lavori, particolarmente quelli dei tavoli, è conversione spirituale, pastorale, ecologica… un cambiamento profondo che matura nel desiderio di aderire alla Vangelo in questo tempo per resistere alla tre tentazioni verso le quali il papa ha voluto mettere in guardia l’assemblea: formalismo, intellettualismo e immobilismo. Si tratta di tre rischi di cui il papa aveva già parlato il 30 aprile scorso durante l’udienza con il consiglio nazionale dell’AC quando diceva che il contributo dei laici è proprio quello di aiutare il cammino sinodale ad essere concreto e non astratto ed inclusivo e non autoreferenziale2. La sfida che il papa coglie e rilancia è quella di incamminarsi “non occasionalmente ma strutturalmente verso una Chiesa sinodale”.

Tema che ha ripreso in modo deciso anche durante l’omelia del 10 ottobre durante la celebrazione eucaristica di inizio del Sinodo: incontro, ascolto e discernimento devono essere tre elementi essenziali del percorso sinodale. Partendo dal brano biblico del “giovane ricco” descritto da Marco, il Santo Padre ha evidenziato come il sinodo non dovrà essere né una convention ecclesiale né un convegno di studi o un congresso politico dove si sfidano maggioranze e minoranza ma piuttosto un “un processo di guarigione condotto dallo Spirito” che conduca ad un discernimento vero sulle scelte da compiere, tutti insieme: “in questi giorni Gesù ci chiama, come fece con l’uomo ricco del Vangelo, a svuotarci, a liberarci di ciò che è mondano, e anche delle nostre chiusure e dei nostri modelli pastorali ripetitivi; a interrogarci su cosa ci vuole dire Dio in questo tempo e verso quale direzione vuole condurci”3. Due giorni intensi vissuti nell’ascolto, riconoscendo la bellezza di tanta diversità presente già oggi nella vita della chiesa e sperimentando una sincera nostalgia perché il perimetro dell’ascolto possa allagarsi ed includere, includere per consentire la partecipazione, partecipare tutti per sentire la bellezza dell’essere insieme, “un popolo in cammino” come abbiamo cantato durante la comunione accompagnati dal coro di Roma diretto da Marco Frisina.

Una ricchezza che si vuole tenere insieme e integrare anche nel metodo di lavoro del sinodo e nel modo di arrivare alle decisioni conclusive come ha ricordato il card. Mario Grech provocando già da subito l’assemblea con una domanda impegnativa: “Se invece di terminare l’assemblea consegnando al Santo Padre il documento finale, facessimo un altro passaggio, quello di restituire le conclusioni dell’assemblea sinodale alle Chiese particolari dalle quali è iniziato tutto il processo sinodale?” Emerge il vivo desiderio di immaginare un metodo autenticamente ecclesiale, spiritualmente fondato sulle scritture e sulla tradizione viva della chiesa, come si legge del documento preparatorio che incoraggi tutti pastori ad aver cura di raggiungere tutti “perché nello svolgersi ordinato del cammino sinodale si realizzi quanto l’apostolo Paolo raccomanda alle comunità: «Non spegnete lo Spirito, non disprezzate le profezie. Vagliate ogni cosa e tenete ciò che è buono» (1Ts 5,19-21)”.

Questa tensione all’unità è emersa anche dal vivo desiderio di vivere il cammino sinodale nella prospettiva ecumenica e del dialogo interreligioso così come la grazia di questo momento ecclesiale che – come ricordato più volte dal card. Hollerich – dovrà “condurci dall’Io al Noi” potrà anche divenire ricchezza per un mondo alla ricerca delle ragioni comunitarie che possono rigenerare il vivere civile e porre le basi per una nuova fase istituente che sia capace di intravvedere un nuovo paradigma sociale, economico e politico.

“Una Chiesa sinodale è un segno profetico soprattutto per una comunità delle nazioni incapace di proporre un progetto condiviso, attraverso il quale perseguire il bene di tutti: praticare la sinodalità è oggi per la Chiesa il modo più evidente per essere «sacramento universale di salvezza» (LG, n. 48), «segno e strumento dell’intima unione con Dio e dell’unità di tutto il genere umano» (LG, n. 1)4”.

L’invito a camminare insieme, a “tenere insieme” la complessità e la varietà delle differenze, a “sentire insieme” partendo da una conversione del cuore e dello sguardo verso questo tempo: ecco le coordinate che ci fanno intuire come questo tempo che inizia sia davvero da accogliere come un dono straordinario e una possibilità da vivere con coraggio e senza timore.


1 https://www.vatican.va/content/francesco/it/speeches/2021/october/documents/20211009-aperturacamminosinodale.html
2 https://www.vatican.va/content/francesco/it/speeches/2021/april/documents/papa-francesco_20210430_azionecattolica.html
3 https://www.vatican.va/content/francesco/it/homilies/2021/documents/20211010-omelia-sinodo-vescovi.html
4 https://www.synod.va/it/documents/versione-desktop-del-documento-preparatorio.html

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Autore articolo

Giuseppe Notarstefano

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