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Dio ci accompagna oltre il confine

In viaggio con l’anima

foto: Shutterstock
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Per chi ama viaggiare e si diletta in vie nascoste, mulattiere di mare e percorsi di montagna, il viaggio non è solo un cammino, a volte comodo a volte no, verso una meta prefissata, un luogo geografico delineato. Spesso è anche sogno, possibilità di arrendersi agli improvvisi cambiamenti climatici del vento e dell’acqua, utopia errante racchiusa in un pugno di sabbia e in un mare di stelle. In viaggio con l’anima.

Il vero viaggiatore sa che arriva in un luogo e ha subito voglia di guadare un’altra tappa. Può anche non partire mai, e arrivarci lo stesso in quel luogo. Solo con la fantasia. Scrutando le mappe geografiche, aiutato da un buon libro e cullato da musica di sottofondo. Perché il vero viaggiatore è colui che viaggia con l’anima, che guarda a ovest con i profumi dell’est, che scende a sud con il naso puntato a nord. Il vero viaggiatore sa che il viaggio è il tempio della parola e del silenzio che accorciano le distanze.

Incontrando l’”altro”

Viaggiando, anzi, errando, si incontra l’altro, sempre. Qualche volta anche se stessi, il ché non è male. Ma ciò non basta. Perché l’errante, colui che cammina tante volte senza meta, è alla ricerca di un altrove, un luogo altro, un posto dove l’anima possa ristorarsi, abbeverarsi alle cose belle della vita e anche trovare quella pace e silenzio che i nostri ritmi moderni e tecnocrati hanno allontanato dalla nostra vista. Con il viaggio l’anima non si intenerisce. Semmai apprende esperienza, suoni e colori. È la strada polverosa, la terra che assaporiamo e il cielo che ammiriamo, a indicarci quale blues meticcio stia suonando dentro la nostra anima (alcuni consigli di trekking spirituale nel libro Sentieri per lo spirito. Trekking per tutti nei luoghi della fede, Paoline).

Dove andare? 

Il viaggio, qualsiasi viaggio, non ammette ritardi e ripensamenti. Un piccolo libello torna assai utile nel tracciare le nostre rotte cardinali. Paeninsula – L’Italia da ritrovare (Franco Cassano, Editori Laterza) ci fa da guida. «Nord: freddo, durata, pazienza, laboriosità, ragione, rigore, un mare solo da navigare e lontano dal piacere sensuale, rivincita sull’asprezza dell’ambiente, epos freddo e quotidiano, antiretorico e antidemagogico, l’ordine e la ripetizione che esonerano e liberano, nitidezza, distanza tra i corpi, la luce preziosa e accerchiata». «Ovest: superare il limite, l’andare verso il tramonto, tra e oltre i monti, l’avventura e la partenza, la scoperta, il non accontentarsi, l’amore del nuovo… inseguimento e allargamento del sole, abolizione della notte, sogno di conquista». «Est: il luogo dell’origine, il punto in cui nasce il sole, da cui ci si allontana ma a cui si è destinati a tornare, l’unità materna che ci contiene tutti, il linguaggio cui apparteniamo, la fedeltà che torniamo ad onorare, ma anche la primavera, il sabato della crescita del sole, la promessa, lo sbocciare dei frutti, il ritorno ogni volta nuovo dei colori, quando è lecito attendersi ancora tutto». «Sud: il solstizio d’estate, la scomparsa delle ombre, lentezza, immobilità, sosta, pausa, arresto, attesa, prossimità, sensualità, torpore e sospensione, ma anche ebbrezza e pienezza insostenibile della vita».

Mettiamoci in cammino

La nostra bussola vaga tra i saperi cardinali, adesso ancor di più dopo gli anni della pandemia. Perché riscoprire nel viaggio un grande crocevia dell’incontro tra le genti è la chiave di volta per tornare al futuro.

È il momento di metterci in cammino. A piedi, che preferiamo sempre, in auto, scooter, bicicletta o addirittura a cavallo. E lo zaino, fondamentale. Che pesi poco. L’essenziale. L’inutile lo lasciamo a casa. Via, si parte. Dietro l’ansia di scoprire nuovi cieli e nuove terre si cela quella gioiosa inquietudine, non sempre visibile, di trovarsi erranti dello Spirito. Silenzio, lentezza e pace interiore come unici compagni di viaggio.

Perché ogni viaggio è incontro con l’altro. È scoperta di Dio nelle cose della vita, anche le più banali, come allacciarsi bene gli scarponi prima di partire. E sapere che una borraccia d’acqua, insieme a una penna e un taccuino, non debbano mancare mai nella bisaccia del pellegrino. O aggiornare l’app di viaggio e assicurarsi che il Gps funzioni correttamente sullo smartphone.

Buon viaggio, allora. Buon cammino, per un’estate diversa. Perché il Dio che incontreremo lungo il nostro viaggio è il Dio della porta accanto, della soglia, della città, dei crocevia, degli incroci

Un Dio che ci accompagna oltre il confine.

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