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Presentata la raccolta dei “Discorsi per l’Italia e per l’Europa”

David Sassoli, la saggezza e l’audacia

A poco più un anno dalla morte, Azione Cattollica, Acli, Agesci e Movimento Politico per l’Unità rendono omaggio all’ex presidente del Parlamento europeo. Notarstefano: «Occorre ricercare il bene comune attraverso percorsi di fraternità, come David ci ha testimoniato»

Al Roma Scout Centre, Azione Cattolica, Agesci, Acli e Movimento politico per l’unità (Mppu) si sono dati appuntamento ieri pomeriggio per un incontro di presentazione del volume “La saggezza e l’audacia. Discorsi per l’Italia e per l’Europa”, raccolta dei discorsi di David Sassoli come presidente del Parlamento europeo, curato del giornalista Claudio Sardo, con la prefazione del presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Un cristiano al servizio del bene comune e del sogno europeo, questo era David Sassoli. Uomo profondamente appassionato di Dio e degli esseri umani, specialmente dei più poveri. «La testimonianza che traspare dai suoi scritti – ha sottolineato in apertura Emiliano Manfredonia, presidente nazionale delle Acli – è quella di un cristiano che percorre la propria vita con la speranza. Sperare è avere coraggio, e fare politica significa muovere il cuore, indignarsi davanti alle violenze».

A fare da moderatore, il presidente nazionale dell’Agesci Francesco Scoppola, ex assistente parlamentare di Sassoli, che ha sottolineato come quello curato da Sardo è un libro “di” Sassoli, e non “su” Sassoli, proprio perché composto interamente da suoi scritti. «È un volume che ci fa comprendere in profondità le scelte di David mentre era presidente del Parlamento europeo – ha commentato Silvia Costa, amica del giornalista ed ex parlamentare europea – e anche lo spirito che animava questo impegno. In questi bellissimi interventi emerge proprio il valore che lui attribuiva alla storia, il senso di appartenenza alla comunità».

Un politico, un giornalista, un uomo di fede. Ma anche un visionario e un realista. «Di David resta l’immagine potente di un cristiano al servizio del bene comune, nel giornalismo e nella politica», ha sottolineato Paolo Ruffini, prefetto del Dicastero per la Comunicazione della Santa Sede. «Alla base c’è la convinzione che non possiamo stare a guardare. L’ idea che non possiamo, come Pilato, lavarci le mani davanti a quello che accade».

I messaggi che emergono dai discorsi, secondo il curatore Sardo, sono molteplici. «Nei testi di Sassoli c’è l’idea della politica come processo, e non come competizione tra antagonisti». Al cuore del sogno dell’ex presidente del Parlamento europeo c’è la proposta di una politica intesa come un “percorso”, un processo. L’altra cifra di Sassoli è la «radicalità». Come quella volta che in tempo di pandemia – racconta Sardo – decise di aprire le porte delle istituzioni europee a Bruxelles per dare cibo e riparo a cento donne senza fissa dimora. «Sassoli non è stato solo un testimone, ma ha passato un testimone». Concetto ribadito da Argia Valeria Albanese, presidente nazionale Mppu: «Ci possiamo portare a casa la testimonianza di un uomo che è stato innamorato della democrazia, della libertà, dell’Europa».

Il dialogo di ieri sull’eredità di Sassoli è stato anche un’occasione di incontro tra le associazioni cattoliche che hanno a cuore la politica e il bene comune. In tal senso, il presidente dell’Ac, Giuseppe Notarstefano ha sottolineato: «Abbiamo fortemente voluto questo incontro di presentazione del libro sugli scritti di David Sassoli. Insieme a tutte le Associazione cattoliche abbiamo risposto all’invito della Chiesa che ci esorta ad cammino sinodale. David ci insegna che bisogna prima di tutto ricostruire il senso di comunità». Per Notarstefano: «In questo tempo di cambiamenti radicali, insieme dobbiamo resistere ad ogni forma di deriva individualista. C’è, io credo, una grande voglia di comunità, di fraternità, come questa serata dimostra. È nostro compito far crescere questa fraternità facendola diventare servizio alla vita democratica del paese. È un compito a cui i laici cattolici, in particolare, non possono sottrarsi, per il bene di tutti, specialmente dei più deboli».

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