Dare valore, oltre i numeri

Il 21 maggio, a Napoli, l’Azione cattolica italiana presenterà il suo quarto Bilancio di Sostenibilità. Volti e storie per un impegno che continua a servizio del Paese e della Chiesa

In questi giorni uscirà il quarto Bilancio di Sostenibilità dell’Azione cattolica italiana, uno strumento che racconta e rendiconta non soltanto i dati numerici (i 200mila soci presenti in oltre 5.000 comunità di tutta la penisola, un numero in risalita dopo la battuta d’arresto conseguente alla pandemia; ma anche gli oltre 40mila educatori e animatori che si mettono al servizio della crescita umana e spirituale dei più piccoli, giusto per dare qualche evidenza), ma soprattutto la vivacità e la dinamicità della vita associativa, a tutti i livelli. Non è un caso che l’associazione oggi sia fortemente impegnata nel promuovere iniziative di pace e di accoglienza in alleanza con tanti altri, proprio perché l’Ac vive con e per le persone. L’associazione, infatti, ha saputo negli ultimi anni aprirsi maggiormente alle grandi sfide sociali e ambientali, sfide a cui risponde anche in risposta al magistero di papa Francesco che nelle sue esortazioni apostoliche ed encicliche (in particolare Evangelii GaudiumLaudato Si’ e Fratelli Tutti) ci sprona a essere sempre più promotori di fraternità e amicizia sociale.

Ripensare la vita associativa in modo sostenibile vuol dire orientare la generosità verso il servizio ed educare alla gratuità nella dimensione ordinaria della vita: donarsi agli altri è il modo credente di volgere lo sguardo al futuro.

In tutto questo il percorso avviato ormai alcuni anni fa dall’associazione sul Bilancio di Sostenibilità sta diventando sempre più patrimonio comune non solo del livello nazionale, ma anche di quelli locali, diocesani e parrocchiali. Non a caso già diverse realtà locali dell’associazione hanno intrapreso questo percorso, un percorso che non è, come dicevamo, semplicemente un rendere conto asciutto, ma molto di più: valutare vuol dire in primo luogo “riconoscere e dare valore”, e tale valore è il frutto di uno sguardo contemplativo e condiviso, capace di andare in profondità.

Scommettere sulle persone e sulle esperienze, investire con generosità sui processi e sugli itinerari, custodire la ragione istituente del metodo associativo costituiscono tre elementi che incrociano in modo fecondo la filosofia della valutazione sociale e il paradigma della sostenibilità: consapevolezza e trasparenza, focalizzazione e misurabilità, coinvolgimento e partecipazione diventano criteri preziosi per la progettazione e la promozione associativa.

Il quarto Bilancio di Sostenibilità, che tra pochi giorni andremo a presentare a tutta l’associazione e ai nostri stakeholder, che di fatto sono i soggetti che compongono l’intera comunità, vuole essere un ulteriore passaggio in avanti. Contiene infatti anche una prima valutazione dell’impatto degli effetti della vita associativa su alcuni progetti particolarmente rilevanti per questo tempo. Aiutarci a guardare le cose anche in questo modo potrà aiutare il discernimento e la progettazione di tutta l’Ac. 

*articolo apparso sull’inserto del Corriere della Sera – Buone Notizie – martedì 10 maggio

Autore articolo

Giuseppe Notarstefano