Adolescenti: ascoltare e rimanere!

In che modo il Settore può fare tutto ciò? Con il proprio esempio, con la propria testimonianza; è la nostra vita a mettersi in gioco insieme ai “nostri” giovanissimi, non le nostre parole, non le “prediche” di adulti distanti e burberi. Gli adolescenti sapranno sognare se noi sapremo sognare con loro, se noi viviamo a pieno la nostra vita. Ce ne parla Giuseppe Cutillo, vice di Cerreto Sannita-Telese-S. Agata dei Goti

Cosa significa accompagnare gli adolescenti? Come stare loro vicino in questa fase tanto critica quanto bella? Queste due domande mi hanno accompagnato durante il laboratorio vissuto nel weekend di formazione per i Vicepresidenti giovani a Montesilvano lo scorso dicembre.

La possibilità di poter ascoltare, da parte di giovani come me, le stesse dinamiche che quotidianamente vivo nella mia diocesi, mi ha permesso di tornare a casa con un bagaglio carico di una nuova prospettiva. Condividere il proprio tempo con adolescenti impone un cambio di ottica. Diviene necessario guardare con occhi nuovi, guardare la realtà dal punto di vista di chi ci è accanto non lasciandoci abbagliare dal nostro vissuto, significa guardare con loro il “tempo” nuovo che si apre davanti.

L’adolescente in questa fase è in ricerca di sé stesso, della propria strada e, ancor prima di scovare una mappa, è già in viaggio, ignaro e temerario di ciò che incontrerà. Cosa possiamo fare noi?

Rimanere accanto. Una risposta semplice, forse banale, ma carica di verità. La nostra vicinanza si fa così veicolo discreto di scoperte, tramite per la ricerca delle loro infinite risorse. E se rimaniamo, allora ascoltiamo: diamo valore alle loro parole pregne di sogni, impeti e desideri tante volte ignorate e sottovalutate perché pronunciate da chi è mosso dalla speranza ancor più che dalla realtà.

Accanto: non prima, non dopo ma al passo del loro cuore. Abbastanza vicino da permettere loro di raggiungere la nostra mano, abbastanza lontano da garantire la possibilità di incamminarsi da soli quanto riterranno giunto il momento, quando in loro sarà forte la voglia di sognare in grande, quando vorranno vivere il loro tempo da protagonisti e non in panchina.

Insieme a queste consapevolezze custodisco nel mio cuore l’ardore e l’entusiasmo che i miei compagni di avventura hanno dimostrato, l‘entusiasmo con cui affrontano la propria Responsabilità malgrado le difficoltà di questo tempo, le risorse che mettono in gioco giornalmente affinché la fiammella nel cuore dei ragazzi affidati loro non si spenga.

In che modo il Settore può fare tutto ciò? Con il proprio esempio, con la propria testimonianza; è la nostra vita a mettersi in gioco insieme ai “nostri” giovanissimi, non le nostre parole, non le “prediche” di adulti distanti e burberi. Gli adolescenti sapranno sognare se noi sapremo sognare con loro, se noi viviamo a pieno la nostra vita.

Oggi l’adolescente, come noi tutti, non sa cosa farsene di parole sterili, distaccate e vuote; ne ascolta tante. Ha bisogno, invece, di giovani e adulti, di educatori che vivono in maniera credibile la propria vita. I nostri ragazzi pongono a noi domande di senso, ci interpellano con domande significative sulla loro vita; a noi il compito di accoglierle, di farle nostre, non dando loro una risposta preconfezionata, ma lasciando che si interroghino e scoprano dentro di loro la risposta giusta.

Ecco allora che da Montesilvano mi porto a casa la voglia di investire il mio tempo con loro, con le loro domande, alle quali tante volte non so rispondere. Queste energie, questa voglia rappresentano il bagaglio che il Settore giovani porta con sé dal modulo. 

Autore articolo

Giuseppe Cutillo

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