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Il libro Ave “Viva la parrocchia!” e le parole di papa Francesco

Viva la parrocchia viva

Può capitare che una sera a Roma, in via della Conciliazione presso la Libreria San Paolo, ti ritrovi alla presentazione di Viva la parrocchia!, l’agile quanto ricco volumetto pubblicato dall’editrice AVE e scritto da due penne niente male, Giuseppe Curciarello, di professione medico oncoematologo, insomma uno che conosce la vita e anche il suo confine, ed Enzo Romeo, di professione giornalista vaticanista di lunga data, che di papi e papati ne ha raccontati almeno quattro, per non parlare di vertici Cei e consigli permanenti.
Insomma, due che di strada ne hanno fatta tanta, sia umana sia professionale. Due – dei tanti, anzi tantissimi – che hanno avuto la fortuna di incrociare negli anni di formazione (che vai a capire quando cominciano e se mai finiscano) il “prete giusto”, il parroco giusto, che – con o senza un po’ di filiale esagerazione – ha segnato la loro vita, sino a rinnovare quotidianamente il loro battesimo: l’essere nella Chiesa, con Cristo e per Cristo.

“Giusto” nell’accezione ebraica del termine: un maestro spirituale che sa essere anche guida, e dunque esempio nella verità, di compassione e comprensione. “Prete” nell’accezione che papa Francesco diede di Tonino Bello: il don «intollerante di ogni mondanità», capace di «dismettere le vesti che intralciano il passo per rivestirsi di servizio, per essere Chiesa del grembiule, unico paramento sacerdotale registrato dal Vangelo».

Porte e braccia aperte: la pastorale di una parrocchia

Il ritratto di un prete, di un parroco, che – può capitare – in quegli stessi giorni papa Francesco ha ulteriormente esplicitato, parlando a un gruppo di fedeli provenienti dalle parrocchie di Rho (Milano): «La gente non si stanca di chiedere e di chiamare, e noi non dobbiamo stancarci di aprire le porte e le finestre. Se tu sei prete, è per questo; se tu sei nel circolo della parrocchia, è per questo: per aprire porte, per aprire finestre, per ricevere sempre con un sorriso. E non dire “non è ora”. Apertura totale: braccia e mani aperte, occhi desiderosi di incontro e carichi di affetto. Questa è la pastorale di una parrocchia».

Francesco meglio di chiunque altro sa quanto sia vero quello che hanno sperimentato e scritto Curciarello e Romeo: che la parrocchia «è ancora la principale porta di ingresso (e di uscita) della Chiesa», che «la parrocchia non è un anacronismo, ma il luogo dove ci pone la provvidenza per essere popolo di Dio e testimoniare la “vita buona” agli uomini e alle donne di oggi». Sa che conta la “vocazione” di chi la abita ma anche di quanti laicamente la vivono.

La parrocchia terreno di base della sfida sinodale

E lì che si misura, in parrocchia, la sinodalità. “La sinodalità vissuta dal basso”, come recita il sottotitolo del testo di Curciarello e Romeo. «Una sinodalità che aiuti a ritrovare l’immagine più vera della parrocchia. Là ci si ritrova con tutti: non con chi si sceglie ma anche con chi ci capita accanto: perciò nella parrocchia deve esserci posto per tutti: ciascuno con la propria sensibilità, con le capacità da mettere a disposizione di tutti, con il proprio carisma da riconoscere e valorizzare», come scrive nella prefazione al testo Pina De Simone.
Una sinodalità (in cammino) che si fa metro di una Chiesa che prova oggi con coraggio a misura il suo essere impastata (o meno) di comunione, partecipazione e missione. Coinvolgendo tutto il popolo di Dio in un processo sinodale le cui chiavi sono ascolto e discernimento. Gli stessi ingredienti di impasto e le stesse chiavi che in fondo fanno la differenza tra una parrocchia che sopravvive e una parrocchia viva. Tra un prete e un vescovo che sanno essere “sinodali” e quanti faticano ad esserlo, come ha sottolineato senza sconti nel suo intervento mons. Nunzio Galantino, oggi presidente dell’Apsa e tra i più stretti collaboratori di papa Francesco.

Il volume Viva la parocchia! La sinodalità dal basso (editrice AVE) di Giuseppe Curciarello e Enzo Romeo è stato presentato martedì 28 marzo presso la Libreria San Paolo di via della Conciliazione a Roma. Sono intervenuti Enzo Romeo e Pina De Simone, docente di Filosofia della religione presso la Pontificia Facoltà Teologia dell’Italia Meridionale e direttrice della rivista Dialoghi. Ha moderato l’incontro Chiara Sancin, segretaria diocesana dell’Azione Cattolica di Roma.

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