“Passiamo all’altra riva”

Convegno dei Presidenti e Assistenti unitari diocesani di Azione cattolica. Contemplare, Sperare, Prendersi cura: un altro modo per dire che tutta l’Ac intende rimboccarsi le maniche e ripartire insieme al Paese.

Dal 29 al 31 ottobre 2021, a Roma presso la Domus Mariae (via Aurelia, 481), si terrà il Convegno dei Presidenti e Assistenti unitari diocesani di Azione cattolica. L’appuntamento che di fatto da inizio ai lavori del triennio ha come tema “Passiamo all’altra riva” – Contemplare-Sperare-Prendersi cura riprende il titolo degli Orientamenti per il triennio associativo 2021-2024 (che saranno a breve disponibili), posti al centro della riflessione e del confronto dei responsabili di Ac, che giungeranno nella capitale dalle diocesi di tutta Italia, insieme al percorso che condurrà l’Associazione al Sinodo della Chiesa italiana e all’impegno a trovare nuovi modi per raccontare la bellezza dell’essere cristiani, e a ricominciare pian piano a incrementare le attività in presenza, coinvolgendo nuovi e vecchi amici.

Dopo i mesi più duri della pandemia, il tempo che abbiamo di fronte si apre a una fase di trasformazione della vita sociale ed ecclesiale che richiede una profonda rielaborazione culturale e sociale dei nostri stili di vita e delle prassi quotidiane, così come anche delle forme organizzative e dei meccanismi istituzionali. Tutti e insieme siamo chiamati alla costruzione di un nuovo modello di sviluppo più inclusivo e sostenibile. La pagina del Vangelo di Marco, “Passiamo all’altra riva” (Mc 4,35-41) descrive mirabilmente la traversata verso un tempo nuovo, verso la realizzazione di ciò che papa Francesco chiama “conversione ecologica globale”, “un’autentica ecologia umana”, “un’ecologia integrale, vissuta con gioia e autenticità”, capace di “eliminare le cause strutturali delle disfunzioni dell’economia mondiale e di correggere i modelli di crescita che sembrano incapaci di garantire il rispetto dell’ambiente”. Una traversata da vivere senza facili fughe in avanti, nella convinzione che il nostro oggi è un tempo che domanda di essere assunto e abitato con la consapevolezza di ciò che l’esperienza della pandemia ci ha consegnato.

Contemplare, Sperare, Prendersi cura sono le parole d’ordine del triennio che accompagneranno la vita associativa, ma sono anche un altro modo per dire che tutta l’Ac, con gli occhi fissi su Gesù, intende rimboccarsi le maniche e ripartire insieme al Paese; fortemente incoraggiata a vivere la propria corresponsabilità associativa al servizio della Chiesa e pienamente coinvolta nel cammino sinodale che la vede protagonista nelle Chiese locali di Italia. È nei territori infatti che Ascolto, Ricerca e Proposta, diventano metodo di lavoro e metodo di partecipazione al cammino sinodale, ma anche «antidoto all’autoreferenzialità, all’astrattezza e al clericalismo, perché fare sinodo è camminare insieme dietro al Signore e verso la gente, sotto la guida dello Spirito Santo», come ci ha ricordato papa Francesco incontrando lo scorso 30 aprile il Consiglio nazionale Ac.

Il Convegno dei Presidenti e Assistenti unitari diocesani di Azione cattolica è chiamato a disegnare un’Ac che punta ad essere sempre più una realtà concreta di persone capaci di prendersi cura reciprocamente del bene di ciascuno e di quello di “noi-tutti” e di riconoscere la presenza del Signore in ognuno e soprattutto nei più poveri e negli ultimi. Persone consapevoli che vivere l’esperienza associativa è anche mettere in comune, condividere e sperimentare sempre nuove forme espressive e linguaggi che sviluppino modalità creative di partecipazione. Attente allo stile e ai meccanismi che promuovono e accompagnano la responsabilità associativa, perché essa sia sempre più a misura di tutti e rappresenti un’importante occasione di maturazione umana e cristiana.

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Autore articolo

Antonio Martino

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