Nel corso dei lavori, il Consiglio episcopale permanente ha provveduto alla conferma di Giovanni Battista Milazzo a Presidente nazionale del Movimento di Impegno Educativo di Azione Cattolica (Mieac). A Giovanni Battista gli auguri più affettuosi della Presidenza nazionale Ac e di tutta l’Associazione per un felice e fruttuoso prosieguo di incarico.
All’inizio di un anno giubilare di straordinario significato, il cardinale Matteo Zuppi, Presidente dei vescovi italiani, ha presentato la sua introduzione al Consiglio Permanente della Cei, delineando un quadro ricco di sfide, opportunità e speranza per la Chiesa italiana e la società contemporanea.
Il Giubileo del 2025, definito dal cardinale “un tempo provvidenziale”, rappresenta un’occasione unica per riscoprire i segni di speranza e rinnovare il rapporto tra la Chiesa e il popolo. “È una sete diffusa”, ha dichiarato Zuppi, “quella di speranza, una domanda di senso che emerge con forza in un mondo segnato dalla rassegnazione e dallo scetticismo”. Il riferimento all’omelia natalizia di Papa Francesco sottolinea il cuore del messaggio: “C’è speranza anche per te!”.
Bellezza della liturgia e dei segni. E invito al rinnovamento spirituale
Nel suo intervento, Zuppi ha evidenziato il ruolo centrale della liturgia e dei segni della fede come strumenti capaci di infrangere il muro dell’indifferenza. La riapertura della Basilica di Notre Dame a Parigi, dopo l’incendio devastante, è stata citata come esempio del potere attrattivo della bellezza spirituale. “Se noi non mostriamo la bellezza, la gente non verrà da noi”, ha ricordato il cardinale, citando un monaco russo perseguitato durante il regime sovietico.
La centralità della Parola di Dio è un altro punto chiave. Il cardinale ha esortato a celebrare con solennità la Domenica della Parola di Dio, sottolineando l’importanza di diffondere la Bibbia tra il popolo in modo accessibile e non elitario. La spiritualità popolare deve trasformarsi, abbracciando una dimensione più biblica e profonda.
L’accompagnamento alla preghiera – “un grido di aiuto che risuona ancora oggi” – richiede figure spirituali capaci di guidare le persone nella scoperta della potenza trasformativa della preghiera. “La preghiera è la lingua autentica della speranza”, ha sottolineato.
Lotta alle dipendenze, dialogo sociale e vicinanza ai poveri
Tra le criticità evidenziate, spicca l’allarme sul gioco d’azzardo, che nel 2023 ha registrato una spesa record di quasi 150 miliardi di euro. Il cardinale ha richiamato la necessità di un’azione educativa forte e del coinvolgimento delle istituzioni per contrastare questa “nuova schiavitù”.
Parallelamente, ha ribadito l’importanza del dialogo, sia tra i credenti sia con la società laica. Citando Paolo VI, ha ricordato che la Chiesa “si fa messaggio e colloquio”, sottolineando il ruolo dei laici nel portare il messaggio cristiano nella vita quotidiana.
Un capitolo significativo dell’intervento è stato dedicato alla testimonianza dei poveri, descritti come “il sacramento del povero”. Zuppi ha invitato a superare un approccio puramente istituzionale al servizio ai più bisognosi, promuovendo invece un rapporto diretto e umano con chi soffre. “Il povero è Cristo stesso che parla a chi si avvicina”, ha ricordato, citando Giovanni Crisostomo.
Pace, disarmo e giustizia sociale. La via dell’impegno politico
Il cardinale Zuppi ha inoltre sottolineato l’importanza di una rinnovata presenza dei cattolici italiani nella vita politica, sia a livello nazionale che europeo. “È fondamentale che i cristiani, guidati dai principi della Dottrina sociale della Chiesa, partecipino con responsabilità e passione al dibattito pubblico, contribuendo al bene comune”, ha dichiarato. Questo impegno non deve limitarsi a un’appartenenza ideologica, ma tradursi in azioni concrete per promuovere la giustizia sociale, la solidarietà e la pace. Zuppi ha richiamato in particolare la necessità di una politica capace di affrontare temi cruciali come la povertà, la disuguaglianza e la tutela dei diritti fondamentali.
Un altro aspetto cruciale è il rilancio del progetto europeo. Il cardinale ha sottolineato che i valori fondanti dell’Unione Europea, nati dalle ceneri della Seconda guerra mondiale, devono essere difesi e rilanciati per costruire una pace duratura e affrontare con unità le sfide globali. “Impegnarsi per il bene dell’Europa significa contribuire alla costruzione di un futuro di speranza per tutte le nazioni”, ha concluso. Nel contesto internazionale, il cardinale ha richiamato l’attenzione sulla tragedia della guerra e sull’urgenza del disarmo, definendolo “un dovere morale”. Ha poi rilanciato la proposta di Papa Francesco di creare un fondo per combattere la povertà, destinando risorse oggi utilizzate per gli armamenti.
Un Giubileo per i piccoli e gli ultimi
L’invito a diventare “minori” – ispirato alla spiritualità francescana – è un altro messaggio centrale. “Diventare piccoli per far crescere i piccoli”, ha detto, esortando a mettere al centro dell’attenzione le persone con disabilità, le vittime di abusi, i carcerati e i poveri.
Il Giubileo del 2025, per il cardinale Zuppi, rappresenta l’inizio di un processo di risveglio spirituale che richiede speranza, pazienza e coraggio. “L’inizio è speranza”, ha concluso, auspicando che questo anno giubilare sia un tempo di profondo rinnovamento per la Chiesa e per il mondo. “Come mi piacerebbe dire alla fine di questo Giubileo: si è iniziato un processo di incalcolabile portata: il risveglio della Chiesa nelle anime”.