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Le conclusioni della 78ª Assemblea Cei. Mons. Giuseppe Lorizio nuovo assistente del Meic

Vescovi: “La pace prima di tutto”

Assisi 15–11-2023
Conferenza Episcopale Italiana (cei) 
Santa Maria degli Angeli presso la Domus Pacis, lavori di gruppo, con l’intervento del Cardinale Pierbattista Pizzaballa.
Ph: Cristian Gennari/Siciliani
Assisi 15–11-2023 Conferenza Episcopale Italiana (cei) Santa Maria degli Angeli presso la Domus Pacis, lavori di gruppo, con l’intervento del Cardinale Pierbattista Pizzaballa. Ph: Cristian Gennari/Siciliani

Sono stati il tema della speranza e la Dichiarazione per la pace, preceduta dalla toccante testimonianza del card. Pierbattista Pizzaballa, patriarca di Gerusalemme dei Latini, un momento di grande condivisione e partecipazione al dolore e alla sofferenza di quanti vivono il dramma del conflitto in Terra Santa, ha caratterizzare la 78ª Assemblea generale straordinaria dei vescovi italiani svoltasi ad Assisi dal 13 al 16 novembre.
Aperta dalla tradizionale Introduzione del presidente della Cei, il card. Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna, ha avuto come primo punto all’ordine del giorno la “Ratio formationis sacerdotalis” per i Seminari in Italia. I vescovi sono stati chiamati ad esaminare e approvare il documento che coniuga l’adeguamento alla Ratio Fundamentalis con i contributi dei presuli e dei formatori, offrendo orientamenti comuni e indicazioni condivise perché ogni singola Conferenza episcopale regionale possa costruire il progetto formativo dei propri Seminari.

Sinodo in Italia, Settima sociale e tutela dei minori e degli adulti vulnerabili

L’Assemblea ha fatto anche il punto su il Cammino sinodale delle Chiese in Italia, la 50ª Settimana Sociale dei Cattolici in Italia in programma a Trieste dal 3 al 7 luglio 2024, la tutela dei minori e degli adulti vulnerabili. Alla vigilia della III Giornata nazionale di preghiera per le vittime e i sopravvissuti agli abusi, che si celebrerà il 18 novembre, è stata presentata ai vescovi la Seconda Rilevazione sulla rete territoriale per la tutela dei minori e degli adulti vulnerabili.
Tra gli elementi più significativi del documento, il numero degli incontri formativi che si è triplicato. Si è inoltre dato seguito alle Linee di azione approvate dalla 76ª Assemblea generale (23-27 maggio 2022), in particolare circa la diffusione capillare dei Servizi e dei Centri di ascolto. Intanto, stanno proseguendo le attività che vedono coinvolti l’Istituto degli Innocenti di Firenze e il Centro Interdisciplinare sulla vittimologia e sulla sicurezza dell’Università di Bologna attraverso la predisposizione di una griglia di lettura di dati statistici. Allo studio, altre iniziative per favorire l’ascolto anche a livello nazionale e la preparazione di operatori specializzati nell’ambito penale canonico.

Mons. Giuseppe Lorizio nuovo Assistente del Meic

In seno all’Assemblea, giorno 15 novembre si è riunito il Consiglio episcopale permanente, l’organo direttivo della Cei, che ha provveduto, tra l’altro, alla nomina di mons. Giuseppe Lorizio, della diocesi di Roma, ad Assistente ecclesiastico nazionale del Movimento Ecclesiale di Impegno Culturale (Meic). Docente di Teologia fondamentale alla Pontificia Università Lateranense, dove coordina le specializzazioni in Teologia fondamentale e in Teologia interconfessionale, è membro del Comitato di direzione di Dialoghi, la rivista culturale promossa dall’Azione cattolica. Al caro don Giuseppe, gli auguri più sentiti e affettuosi di tutta l’Ac per questo nuovo e importante incarico pastorale.

È la speranza a costituire la Chiesa nella sua identità

I pastori della Chiesa italiana hanno ribadito che è la speranza a costituire la Chiesa nella sua identità più profonda, missionaria di pace e di riconciliazione nel mondo. Per questo, la Chiesa può a sua volta essere generatrice di speranza. Un messaggio – questo – rivolto anzitutto alle nuove generazioni, portatrici sane di grandi idee e sempre aperte alle novità positive. Preparare questo futuro è per i nostri vescovi responsabilità di ogni persona di buona volontà e la comunità credente si deve sentire in prima linea in questa sfida. «Abitando le periferie e ascoltando il dolore e i desideri della gente, soprattutto dei più poveri, la Chiesa desidera anche farsi voce di chi non ce l’ha. Nell’accoglienza e nella comunione concreta di vita può fiorire la speranza che le cose possano cambiare davvero in meglio», ha ribadito il cardinale presidente Matteo Zuppi a conclusione dei lavori.

La figura del prete è decisiva in una Chiesa di popolo

In merito all’approvazione del documento che coniuga l’adeguamento alla “Ratio Fundamentalis sacerdotalis” per i Seminari in Italia, il testo, emendato secondo le indicazioni dell’Assemblea, sarà ora sottoposto alla conferma da parte del Dicastero per il Clero. «I presuli – si legge nel comunicato finale dell’assemblea – hanno rimarcato l’importanza della formazione permanente per rispondere alle sfide della società attuale e per venire incontro alle mutate condizioni della vita e del ministero dei presbiteri».
Riprendendo le parole dell’Introduzione del cardinale Zuppi, l’Assemblea ha sottolineato che la figura del prete «è decisiva in una Chiesa di popolo, che sia vicina alla gente e che sia fermento nella storia del Paese».
Non a caso, la discussione nei gruppi di studio ha fatto emergere la riflessione sulla distribuzione del clero sul territorio e la necessità di una pastorale declinata in una chiave realmente sinodale. «I lavori – si dice ancora nel comunicato – sono stati occasione per ribadire la gratitudine della Conferenza episcopale italiana ai sacerdoti per il loro ministero in un contesto in continuo mutamento e, al tempo stesso, per la loro dedizione a creare spazi ecclesiali di ascolto cordiale e di serio accompagnamento vocazionale».

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