Non sarà il tempo della fine solo se sapremo trasformarlo nel tempo di un nuovo inizio

Verranno tempi migliori…

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di Luigi Alici* - … e un sole d’estate - non quello luminosamente inquietante di questo finto inverno - tornerà a scaldarci il viso. 
Verranno tempi migliori, e le colline torneranno a dondolare nel giallo sfrontato dei girasoli. 
Verrà il tempo delle rondini con i loro girotondi impazziti, degli orti accesi dal rosso dei pomodori, della frutta che piega i rami degli alberi.
Gli ombrelloni torneranno a regalare un orlo colorato alle nostre spiagge, rianimate da voci bambine dopo un lungo silenzio.
La gente tornerà a stringersi la mano, ad abbracciarsi, a scambiarsi parole buone, persino a ridere per barzellette mediocri. 
Maestri e allievi ritroveranno il giusto equilibrio - sapienza rara e preziosa - tra la distanza educativa e la prossimità fisica.
Torneranno i giorni delle feste, delle luminarie, delle processioni; le notti dei concerti e degli spettacoli.
I credenti ritroveranno il sapore antico della celebrazione. Matrimoni e funerali rimoduleranno il tempo condiviso della festa e del lutto, delle lacrime di gioia e di disperazione, dei regali attesi e dei ricordi straziati.

Eppure…
Eppure nulla sarà come prima. Nulla dovrà essere come prima. 
Guai a noi, 
se non avremo imparato che non c’è libertà senza responsabilità, 
diritto senza dovere,
l’io senza il noi, 
il privato senza il pubblico, 
la competizione senza la cooperazione,
l’utile senza il gratuito,
la fede senza la ragione.
Guai a noi,
se dilapidiamo questo tempo improvvisamente chiuso e vuoto nell’inconcludenza disordinata,
senza riuscire a trasformarlo nel tempo del discernimento, della scelta e della promessa.
Guai a noi,
se non vediamo l’ora di tornare alle nostre abitudini di vita voraci e dissennate; 
se non riusciremo a danzare con leggerezza innamorata sullo spazio e sul tempo che ci verranno restituiti; 
se non torneremo ad assaporare il gusto delle piccole cose e a stupirci del mistero che ci oltrepassa e ci abbraccia. 

Quello che stiamo vivendo non sarà il tempo della fine solo se sapremo trasformarlo nel tempo di un nuovo inizio.

(Testo pubblicato su Dialogando, il blog di Luigi Alici)

*Docente di Filosofia morale all’Università degli Studi di Macerata, dove insegna anche Etica fondamentale e dirige la Scuola di Studi Superiori “Giacomo Leopardi”. Tra le sue opere: InfinitaMente. Lettera a uno studente sull’università, EUM, Macerata 2018; I conflitti di valore nello spazio pubblico. Tra prossimità e distanza, Aracne, Roma 2017 (a cura di); Il fragile e il prezioso. Bioetica in punta di piedi, Morcelliana, Brescia 2016; Ha curato l’edizione de Il libro della pace. La città di Dio, XIX di sant’Agostino, ELS-La Scuola, Brescia 2018. È stato presidente nazionale dell’Azione cattolica italiana dal 2005 al 2008 e dal 2001 al 2005 ha diretto la rivista culturale dell’Ac «Dialoghi».