L’Ac diocesana di Lamezia Terme in servizio volontario all’hub vaccinale

Una staffetta di bene

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Oltre 400 soci giovani e adulti di Azione cattolica si alterneranno sino a tutto il mese di settembre in servizio volontario d’ordine presso l’hub vaccinale di Lamezia Terme. Una «staffetta di bene»: così l’ha definita il presidente diocesano Ac, Luca Torcasio, in una lettera indirizzata al vescovo della diocesi calabrese mons. Giuseppe Schillaci. Ciascuna delle diciassette parrocchie in cui l’associazione è presente ha voluto partecipare con decine di propri iscritti, alimentando un’alleanza di prossimità insieme alla Protezione civile, all’Azienda sanitaria provinciale e alla Regione Calabria «perché dinanzi al bisogno vero l’associazione intende testimoniare concretamente un cristianesimo che sa farsi carico di chiunque, una Chiesa aperta, inclusiva, che sa farsi prossima e mettersi al servizio di ogni uomo».

L’esperienza di servizio che ha preso vita a Lamezia Terme «è il consapevole sbocco di un percorso di riflessione e condivisione - spiega nella lettera il presidente Torcasio -, svoltosi in seno al Consiglio diocesano e al Comitato Presidenti, unitamente al Collegio assistenti, a partire dagli incontri avuti con mons. Schillaci e dalla bella testimonianza di fraternità che il nostro vescovo ci regala quotidianamente». E dalla volontà di rendere l’associazione «un luogo bello, accogliente; una realtà che sa farsi compagna di viaggio dell’uomo di oggi, di ciascun uomo che abita questo nostro amato territorio, perché ognuno possa essere raggiunto dall’amore del Risorto».

Un percorso che ben si riassume in tre parole consegnate all’Azione cattolica lametina dal proprio pastore: «ascoltare, dialogare e discernere», e da subito incarnate nel quotidiano dell’esperienza associativa: «In un tempo così particolare qual è stato l’anno appena trascorso, l’associazione ha inteso basare l’intero anno associativo, rileggendosi alla luce del nuovo progetto formativo, ma facendolo nell’ascolto vivo e vivificante della realtà. Proprio per questa ragione - sottolinea Torcasio - accanto alla ordinaria vita associativa, l’associazione ha inteso tessere relazioni autentiche di dialogo intra-ecclesiali con altre associazioni e movimenti, ma anche mettersi al servizio di chiunque, per dare testimonianza viva e concreta delle esortazioni di Papa Francesco e del suo motto episcopale Miserando atque eligendo, preambolo della reale scelta di servire e non di essere serviti». Nello spirito della Fratelli tutti, «mettendosi al servizio non solo dei propri aderenti o dei membri della comunità ecclesiale, ma proprio di tutti, a prescindere da credo religioso o nazionalità».

A Lamezia Terme si sta scrivendo un’altra bella pagina di Azione cattolica. Una storia vitale fatta di tantissime piccole grandi storie di servizio, spesso poco visibili perché spese nel silenzio dell’impegno quotidiano. Un prossimità ai fratelli che non si è mai fermata, che non è mai venuta meno, anche in questo doloroso tempo di pandemia. Tante alleanze a livello nazionale e locale, con realtà ecclesiali e laiche, hanno continuato a prendere vita e a moltiplicare i loro frutti. Pur nelle difficoltà contingenti, i ragazzi, i giovani e gli adulti di Ac continuano e continueranno a dare tanto sia dentro che fuori l’associazione. A braccia aperte per chiunque incontri o voglia incontrare il cammino dell’Ac, nella Chiesa e nel Paese.