LA STORIA DELL'AC

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La storia del partigiano di Ac Francesco Daveri

Una pietra per “L’Avvocato di Dio”

In questo giorno di Memoria, in cui festeggiamo la liberazione dell’Italia dal nazifascismo, vi proponiamo la testimonianza di fede e di amore per la libertà di Francesco Daveri, avvocato, “partigiano con il rosario” morto nel campo di concentramento di Mauthausen-Gusen

Sabato 22 aprile è stata posta a Piacenza una “pietra d’inciampo” per un partigiano cristiano, Francesco Daveri, che incarnò gli ideali di Azione cattolica “Preghiera, azione e sacrificio” fino in fondo alla sua vita. Presente uno dei suoi primissimi biografi, il giornalista RAI Alessandro Forlani, che scrisse il corposo testo Francesco Daveri – un cristiano per la libertà.
Per conoscere chi fosse Daveri, bastano le sue parole: «Noi lottiamo per la verità, per la giustizia, ossia per la libertà, e siamo perseguitati per questo», «Noi siamo perseguitati per il bene che coll’aiuto di Dio si è fatto, per le idee di Santa libertà che propugniamo, che sono il lievito delle nostre opere […]. Beati voi…». Questo scriveva Francesco Daveri nel 1944 nelle lettere inedite che ho trovato e trascritto.

Un uomo giusto con un’idea “inclusiva” della Resistenza

È passato un anno dall’uscita del mio romanzo storico su questo uomo straordinario, L’Avvocato di Dio (Le Piccole Pagine, 2022), uscito proprio nel giorno della sua morte, il 13 aprile, avvenuta nel campo di concentramento di Gusen nel 1945. Una coincidenza che mi ha fatto sentire ancora più responsabile nel compito che mi accingevo a sostenere, ovvero diffondere la Memoria di questo uomo giusto, che aveva un’idea “inclusiva” della Resistenza e vedeva nella politica uno strumento per avverare i principi cristiani nel mondo.
Ho scelto di scrivere un romanzo storico (pur con un corpus di documenti e lettere inedite) perché credo che la Letteratura, come il Teatro e il Cinema, possano avvicinare e appassionare alla Storia, facendola sentire viva, e raggiungere chi magari non aprirebbe con facilità un saggio specialistico.

Solo con un rosario in tasca…

Francesco Daveri nacque a Piacenza nel 1903; abbandonò il seminario e si laureò in Giurisprudenza. Era un amico e collega di mio nonno. Era membro attivo dell’Ac per la quale organizzava incontri con personaggi del calibro di Giovan Battista Montini (il futuro Paolo VI), Don Mazzolari e Aldo Moro. Da sempre antifascista, ospitava nel suo studio riunioni clandestine in cui accoglieva persone di diverso pensiero politico e professione. Fu il rappresentante del Partito Popolare di Piacenza (futura DC) nei convegni del CLNAI, il Comitato di Liberazione Nazionale dell’Alta Italia. Entrò nel mirino della polizia investigativa fascista e venne processato ingiustamente e condannato; andò in esilio in Svizzera, dove venne in contatto con i servizi segreti britannici e si prestò a missioni in Italia per conto degli Alleati e del CLNAI. Nelle sue missioni, viaggiava solo con un rosario in tasca.

Libertà, giustizia e verità dell’amore e della Misericordia di Dio

A causa di un tradimento su cui ancora gli studiosi stanno indagando, venne catturato a Milano e inviato a San Vittore, dove fu torturato e si adoperò per i suoi compagni di prigionia.
In seguito, fu trasportato al campo di concentramento di Bolzano per poi finire in quelli di Mauthausen e Gusen II, dove teneva, con le poche forze che gli rimanevano, un gruppo di preghiera e pregava per i suoi aguzzini.
Sì, perché, come si evince dalle parole della lettera che ho citato, per l’avvocato Daveri la libertà era un valore per cui lottare solo se la si considerasse basata su una giustizia a sua volta fondata sulla verità dell’amore e della Misericordia di Dio. Una libertà guadagnata con la vendetta non gli interessava.
Morì a 42 anni, a meno di un mese dalla liberazione del campo ad opera degli americani, lasciando una moglie e sei figli, della quale l’ultima mai conosciuta.

La famiglia Daveri-Ronchini oggi

Dalla scuola deve partire l’educazione alla Memoria

Da un anno sto accompagnando questa storia in giro per librerie, circoli culturali, piazze e scuole. Ho raccontato di Daveri alla stampa nazionale e il libro è finito nelle mani di papa Francesco, del presidente della Repubblica Sergio Mattarella e del regista Pupi Avati. Quest’ultimo oltre ad aver apprezzato il libro e soprattutto la persona di Francesco Daveri, ha lamentato il poco spazio che viene concesso ai partigiani cristiani nel panorama culturale nazionale.
Ma lo spazio va creato: è dalla scuola che deve partire l’educazione al valore della Memoria. Anche per questo, per il prossimo anno, è previsto un progetto per le scuole a cui tengo molto, che prevede la redazione di materiali didattici affinché il libro possa essere adottato come libro di narrativa dalla Terza media.

A scuola ricordando Francesco Daveri

La Costituzione è il punto di arrivo, anche per noi

Per i più piccoli della Primaria e delle classi inferiori alla Terza media, con l’illustratore Daniele Rossetti – educatore ACR di Piacenza – abbiamo realizzato un libretto Ti racconto Francesco Daveri, grazie alla sensibilità e al sostegno di ANPC di Piacenza, alla Cooperativa San Martino e all’Azione cattolica di Piacenza.
Mario Spezia, presidente di ANPC, ha voluto che il libretto avesse delle note di Educazione Civica sulla nostra Costituzione. Questo non solo per agevolare i docenti di Storia o Religione nelle ore da dedicare obbligatoriamente a questa disciplina, ma perché è la Costituzione il punto di arrivo del sacrificio di persone come Daveri.
Questo libretto gratuito è a disposizione di tutti coloro che ne volessero ricevere un pdf per stamparlo e diffonderlo in parrocchie e scuole.

Daveri: una pietra viva in cui fare “inciampare” il nostro senso civico e la nostra fede

Quando incontro delle classi, inizio sempre dicendo che la parola comunità ha nella sua etimologia il termine latino “munus”, dono. Così come “co-municazione” e “co-munione”. Ecco: la vita di Daveri va comunicata, va partecipata, ci riguarda perché è un dono per noi. Inter-esse vuol dire sentirsi parte, e questo ai ragazzi arriva fino in fondo al cuore.
In particolare, l’incontro con i più piccoli è stato importante: hanno promesso di parlare di Daveri ai loro compagni e alle loro maestre. Abbiamo regalato solo un libretto, ma in realtà abbiamo piantato una foresta. Questa pietra di Memoria è fondamentale. In essa dobbiamo “inciampare” spesso, perché Daveri non è figura comoda, ma rende vive le coscienze. Ci risveglia da quel torpore in cui spesso s’impantana il nostro senso civico e la nostra fede.

Qui la pagina Facebook de “L’Avvocato di Dio”: https://www.facebook.com/lavvocatodiDio/

Leila Maria Kalamian è socia di Azione cattolica, insegna Italiano e Latino al Liceo scientifico Respighi di Piacenza

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