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Orizzonte Fuorisede

Un podcast per rispondere alle sfide della contemporaneità

foto: Shutterstock
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Tra le priorità che l’Azione cattolica si è data già dallo scorso triennio e che sono state ulteriormente messe a tema negli Orientamenti per il triennio 2021-2024, la valorizzazione e il raccordo della proposta culturale dell’Ac è il modo in cui l’Associazione ha scelto di rispondere alle sfide della contemporaneità.

In questo tentativo di aggiornamento si colloca l’indagine sulla comunicazione associativa che l’Ac ha affidato ad Eumetra – Istituto di ricerche sociali – e che, attraverso la somministrazione di un questionario, ha interrogato tutti i soci e non su come rendere più interessante la proposta formativa dell’Associazione: sono arrivate circa 6500 risposte. Ma in attesa di analizzarne i risultati, ci siamo voluti portare ulteriormente avanti e abbiamo scelto di avviare anche una sperimentazione che si colloca nel contesto degli “strumenti per la ricerca e l’approfondimento culturale” nello spazio digitale.

L’Ac e il mondo digitale

In un’epoca in cui discutere di comunicazione risulta molto impegnativo a causa delle diverse variabili, i molteplici attori sociali e la funzione del contesto socio-culturale oltre che gli strumenti a disposizione, l’Azione cattolica italiana, all’indomani dell’emergenza sanitaria causata dalla pandemia, ha amplificato notevolmente il massiccio utilizzo di strumenti e ambienti digitali, in linea con quanto accaduto nel mondo del lavoro, della cultura, nella società tutta. 

Un tempo, anche per l’Associazione, per continuare a riflettere sulla necessità di una comunicazione che non è soltanto un atto semplice e autoconclusivo ma un vero e proprio processo dinamico che coinvolge esponenzialmente soggetti, situazioni, comunità.

Un processo che ha contribuito a fare emergere una produzione esponenziale di storie e racconti, attraverso l’utilizzo dello strumento mediale che sta contribuendo a costruire una sorta di narrazione universale. Una narrazione che descrive l’esistenza, la quotidianità, la vita che scorre, i sentimenti e le emozioni che suscita, nel perdurare degli eventi sociali, politici e economici che interessano le città, i Paesi, il mondo intero, sempre più connesso.

Il primo podcast dell’Ac: per rispondere alle sfide della contemporaneità

È per questo che, dopo il primo presidente nazionale social, l’Associazione, all’inizio di questo nuovo anno promuove il primo podcast dell’Azione cattolica italiana: Orizzonte Fuorisede (il primo podcast on line martedì 12 settembre)

Perché un podcast? Perché ha la potenza di raggiungere tutti, di accompagnare e scandire i tempi di spostamento e di attività delle quotidianità di ciascuno. Perché “ti parla nelle orecchie” e attraverso la commistione dei suoni, ti racconta il mondo che abiti e speri. E lo ascolti quando e quante volte vuoi. Perché lo porti sempre con te in quello che fai e che vivi: come l’Ac!

L’Azione cattolica italiana, cogliendo il potenziale di diffusione di questa forma di creazione di contenuti, che ha visto crescere esponenzialmente i suoi utilizzatori, attirando sempre più ascoltatori e diventando parte integrante della cultura popolare, ha voluto sfruttarne le caratteristiche principali per continuare a raccontare la vita, l’oggi, le comunità. 

Per questa ragione il podcast, forma di intrattenimento in un contesto digitale, tra gli altri punti di forza, sta giocando un ruolo fondamentale nell’educazione e nell’apprendimento, strumento per acquisire nuove conoscenze e competenze, sia per il tempo libero che per il lavoro, coprendo un’ampia gamma di argomenti e attirando un pubblico sempre più eterogeneo, dagli adolescenti agli adulti. 

I podcast, altresì, rappresentano, tra gli altri, un canale privilegiato per creare comunità. Un’esperienza che fa sentire e interagire gli ascoltatori in uno spazio identitario e comunitario, non dissimile da quello Associativo. 

Orizzonte Fuorisede

Orizzonte Fuorisede ha, in tal senso, l’ambizione di aprire una finestra di approfondimento su un tema che ci interroga molto come Associazione perché attraversa le vite di tutti: studenti, lavoratori, bambini e ragazzi, famiglie. Spostarsi per studio e per lavoro può essere un grande privilegio e al contempo una grande fatica. È un’esperienza che rimette in discussione ciò che è casa, mette alla prova gli affetti, la propria dimensione spirituale. Segna la comunità di partenza e interpella quella di arrivo. 

È una scelta di costruzione tra importanti rinunce e grandi doni. È una decisione che, talvolta, oltre ad aprire a dimensioni nuove e scoperte inaudite, ci fa riscoprire anche il potenziale di essere parte di una grande famiglia, quella dell’Azione Cattolica Italiana. Una casa accogliente, lì nei luoghi dove si approda.

Un’opportunità per entrare in contatto con l’altro

Una novità editoriale, dunque, stimolata dalle tante mutazioni in atto e che necessitano una risposta adeguata attraverso l’elaborazione di una proposta culturale vivace e capace di affrontare con autorevolezza le sfide presenti. Un’esperienza che fa del racconto un’opportunità per entrare in contatto con l’altro, comprenderlo e comprendere i fenomeni sociali, politici e culturali che lo riguardano, e che, in qualche modo, riguardano anche l’ascoltatore. 

Del resto, come ci ricorda papa Francesco «l’uomo è un essere narrante. Fin da piccoli abbiamo fame di storie come abbiamo fame di cibo. Che siano in forma di fiabe, di romanzi, di film, di canzoni, di notizie…, le storie influenzano la nostra vita, anche se non ne siamo consapevoli. Spesso decidiamo che cosa sia giusto o sbagliato in base ai personaggi e alle storie che abbiamo assimilato. I racconti ci segnano, plasmano le nostre convinzioni e i nostri comportamenti, possono aiutarci a capire e a dire chi siamo. (Papa Francesco, 54 Messaggio per la Giornata delle comunicazioni sociali)». 

E allora buon ascolto di Orizzonte Fuorisede. Che sia un’occasione per alzare sguardo e cuore su racconti e storie che parlano di noi, di ciò che siamo e di ciò che possiamo ancora essere. 

*Claudia D’Antoni e Vincenzo Larosa, coordinatori del Centro Studi dell’Azione cattolica italiana

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