Un futuro a rischio o il rischio del futuro?

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Lavoro, mercato e formazione nella prospettiva europea i temi del seminario di studi promosso dall’Istituto “V. Bachelet” e dal Settore Giovani di Azione cattolica. A Roma, venerdì 6 giugno, presso la Domus Mariae. Un’occasione per riflettere insieme sullo snodo che si forma tra la formazione scolastica e universitaria e le prospettive di lavoro per i giovani, gli scenari di mercato del lavoro in Italia e nell’Unione europea.

di Ilaria Vellani (direttore dell’Istituto “V. Bachelet”) - A quasi due settimane dalle elezioni del Parlamento dell’Unione Europea, e ancora immersi nel dibattito che ha animato e anima le opinioni pubbliche dei diversi Paesi sulla sua funzione, la sua necessità e il suo senso, è comunque chiaro a tutti che l’Unione Europea è una realtà di fronte alla quale si può essere scettici, pragmatici, o convinti sostenitori, ma in ogni caso, proprio perché una realtà, è una istituzione rispetto alla quale occorre porsi e confrontarsi. Questo vale tanto più per un Paese come il nostro che è stato uno degli Stati fondatori di quella che oggi è l’UE, e che ne fa parte ricoprendo anche numericamente una parte cospicua di seggi in Parlamento, e che fra pochissimo guiderà per un semestre il Consiglio Europeo.

L’Unione Europea è una cornice nella quale ci muoviamo più o meno consapevolmente, ma in cui il grado di consapevolezza che c’è fra i cittadini dell’Unione, non cambia il peso che in questi vent’anni di UE Bruxelles ha assunto progressivamente per le politiche dei Paesi membri. Oggi su qualunque ambito politico e sociale ci troviamo a riflettere e scegliere non possiamo fare a meno che progettare avendo chiara la cornice europea nella quale ci troviamo e le politiche che l’Unione sta perseguendo.

È all’interno di questa cornice che l’Istituto dell’Azione Cattolica per lo studio dei problemi sociali e politici “V. Bachelet” sta sempre più collocando la sua tradizionale ricerca e attenzione, ed è all’interno di questa prospettiva che insieme con il Settore Giovani di Azione Cattolica ha deciso di dedicare il seminario, solitamente volto ad indagare intorno a questioni che toccano il mondo giovanile, al rapporto tra formazione e lavoro.

I dati diffusi nei giorni scorsi circa la disoccupazione e l’emigrazione giovanile (fino ai 40 anni), insieme ai progetti di rilancio dell’occupazione, di job guarantee, la diffusione di bandi europei, ci hanno indotti a riprendere un tema già affrontato proprio pochi anni fa, ma che ci sembra abbia oggi prospettive nuove proprio perché sempre maggiore è stato in questi anni il contributo che l’Unione Europea ha dato su questo tema.

Non vogliamo semplicemente occuparci del problema del lavoro nella prospettiva europea, ma della connessione che c’è tra formazione e lavoro. Cercheremo di approfondire, in una visuale a un tempo comparativa ed esperienziale, lo snodo che si forma tra la formazione scolastica e universitaria e le prospettive lavorative che si aprono ai giovani, non solo nel mercato del lavoro del nostro paese ma anche in Europa; perché forse oggi proprio il legame formazione e lavoro e lo stesso concetto di “mercato del lavoro” - data anche la facilità degli spostamenti e della comunicazione – non può più essere pensato con lo sguardo corto dei confini nazionali. Si tratta allora di comprendere quali siano attualmente gli scenari, quali siano le possibilità, quali siano i percorsi possibili, tenuto conto che in questa analisi una domanda che naturalmente si formula è non solo sul nuovo significato di “lavoro” nella prospettiva europea, ma anche sul senso stesso della formazione e dei suoi elementi essenziali.

Apre il seminario, il saluto di Matteo Truffelli, Presidente nazionale dell’Ac. Seguono, l’introduzione di Lorenzo Caselli, Università di Genova, e gli interventi di Michele Colasanto, Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, Livio Pescia, già Vicedirettore della European Training Foundation, Andrea Michieli, Condirettore di “Ricerca”-FUCI, Simona Loperte, Segretario nazionale Movimento Lavoratori di Azione Cattolica (Mlac). Coordina i lavori, Gian Candido De Martin, Presidente del Consiglio scientifico dell’Istituto “V. Bachelet”.