Sicilia. Scegliere il bene è possibile

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Santi Palazzolo

Al pasticciere Santi Palazzolo viene chiesta una tangente per rinnovare il contratto del suo punto vendita presso l’aeroporto di Palermo. E lui denuncia il fatto. In questa intervista Giovanna Parrino, presidente diocesano di Ac dell’arcidiocesi di Monreale, spiega le ragioni che stanno dietro il gesto con le parole di Caterina, la figlia di Palazzolo, presidente parrocchiale dell’Ecce Homo di Cinisi.

intervista a Giovanna Parrino di Gianni Di Santo

Puoi raccontarci cosa è successo al “vostro” pasticciere?

Una concessione da rinnovare. Nasce da qui per il “nostro” pasticciere la volontà di continuare a offrire un servizio per milioni di turisti in partenza verso casa, dopo aver visitato la Sicilia, mentre transitano di fretta dall’aeroporto internazionale “Falcone e Borsellino” di Palermo. Significativo che proprio questo luogo, intitolato ai due magistrati uccisi dalla mafia, dia ancora testimonianza di legalità. C’è chi sceglie ancora il bene. C’è chi crede ancora nella giustizia e nelle istituzioni dello Stato. Ecco perché Santi Palazzolo ha deciso di denunciare Roberto Helg, al quale si era rivolto per avere chiarimenti sulla proroga del contratto di affitto del suo punto vendita presso l’aeroporto. Alla richiesta del pasticciere, Helg ha avanzato la pretesa di una tangente per sbloccare la pratica.

Prima del suo arresto, Roberto Helg ricopriva le cariche di vicepresidente della Gesap, la società che gestisce i servizi dell’aeroporto di Palermo, nonché di Presidente della Camera di Commercio di Palermo e della Confcommercio.

A Santi Palazzolo ci lega soprattutto la figlia Caterina, presidente parrocchiale dell’Ecce homo di Cinisi, consigliere diocesano e in passato vicepresidente giovani.

Una scelta etica che si fonda sulla fede...

Sì, è proprio così. Per la famiglia Palazzolo la fede non sta fuori dalla vita quotidiana, ed anche in questo caso ha guidato la scelta di denunciare: per alcuni ritenuta straordinaria e coraggiosa, per loro, invece, l’unica alternativa. Ce lo confermano le parole con le quali il sig. Palazzolo commenta l’accaduto: «Non si è avuto mai alcun dubbio sulla strada da percorrere; non si è mai avuta esitazione nel denunciare… e non si dimenticherà mai il senso di libertà provato nel farlo». È proprio così: «La verità vi farà liberi!».

Quella di Santi Palazzolo è una scelta che mette insieme più persone, perché nel senso del dovere tutela i propri dipendenti e ricorda che scegliere il bene è possibile.

Come ha preso la comunità locale questo gesto?

I cittadini velocemente e spontaneamente hanno manifestato in vario modo gratitudine e solidarietà, quella che tanti anni fa sarebbe stata soltanto utopia in Sicilia. Non sono mancate le attestazioni di stima e incoraggiamento da parte della Chiesa diocesana, delle autorità locali, dell’associazionismo laico. In tantissimi, dopo aver appreso la notizia, hanno affollato la pasticceria di Cinisi per esprimere personalmente la propria approvazione e il sostegno. Ciò è significativo perché esprime il volto onesto della comunità, che chiede serietà e senso del dovere nelle istituzioni, e rivendica la dignità del lavoro.

Per l’Ac di Monreale è importante questa sfida? e quanto può fare l’associazionismo nel campo della formazione delle coscienze?

L’impegno per la promozione di una cultura della legalità non è una sfida nuova per la nostra arcidiocesi. Servire la nostra Chiesa diocesana attraverso l’Azione cattolica vuol dire per noi non rinunciare a un tempo e uno spazio in cui insieme si sogna, si progetta, si costruisce, si cresce, si spera da laici credenti e innamorati del proprio territorio.

Questa formazione “normale”, costante e appassionata in Ac la risento nelle parole della nostra Caterina: «In questi giorni tutto il nostro linguaggio associativo mi è tornato utile. L’Azione Cattolica ha dato un orientamento determinante alla mia vita». Mi ha rincuorato tanto come Presidente diocesano constatare la concretezza di un vocabolario associativo che non è teoria, ma che impasta il Vangelo con la vita e le scelte da compiere, e dà un grande contributo alla formazione di coscienze libere e responsabili. Davvero, il servizio in associazione non è mai tempo sprecato. Questa vicenda continua a testimoniarlo con forza.