Azione Cattolica Siciliana

Un’avventura relazionale

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Azione Cattolica italiana

di Ninni Salerno* - Sicilia: 5.306.069 abitanti, 18 diocesi, 1737 parrocchie. Azione Cattolica Siciliana: 18 diocesi, 488 parrocchie, 25.488 aderenti, cioè lo 0,48% della popolazione siciliana è socio di Ac e nel 28,09% del totale delle parrocchie c’è almeno un gruppo di Azione Cattolica (dati 30/09/2014 elaborati dal sapiente e paziente Sebastiano Distefano, segretario regionale).

Questi i numeri per presentare una realtà associativa come la Sicilia, caratterizzata dalle multi sfaccettature e dalle varie contraddizioni di una terra, che nel testo del suo inno ufficiale viene definita “Madre terra di uomini e dei”. La terra del dolce e dell’amaro. Dolce perché esprime sentimenti, culture, tradizioni diversi tra di loro. Una voglia incredibile di riscatto sociale. Il calore immenso dei suoi abitanti. Amara perché è ancora rinchiusa in se stessa, solitaria, ancorata ad un passato che ha lasciato ferite insanabili. La Sicilia è molte cose tra loro in contrasto. E l’Ac Siciliana, essendo Associazione popolare, rispecchia nel suo piccolo le stesse contraddizioni e dicotomie nelle 18 diocesi in cui è divisa questa regione ecclesiastica. Si passa, per esempio, dal quasi 48% delle parrocchie presenti in una data diocesi al 12% di ATB in un’altra diocesi, dal 1,46% della popolazione di una diocesi aderente all’Ac allo 0,17% di un’altra (sempre dati elaborati dal sapiente e paziente segretario regionale).

È fuor di dubbio che non si vuole assolutamente levare il lavoro all’Istat con tutti questi dati e percentuali, ma è sicuramente certo che dietro la popolazione degli aderenti, di cui il 49% adulti, il 17% giovani e giovanissimi e il 34% Acr, ci stanno il 100% di uomini donne e ragazzi con un nome, un volto e una personalità. E proprio sui quei nomi su quei volti e su quelle personalità l’Ac Siciliana con i suoi Presidenti Diocesani e la Delegazione sta fortemente scommettendo.

Fin dal Documento dell’Assemblea Regionale, dal titolo “Laici corresponsabili della Chiesa nel Mondo”, l’Ac isolana vuole sottolineare come solo mettendo al centro la persona, aderente o no, si potranno sperimentare quei legami di vita buona, che attimo dopo attimo e millimetro dopo millimetro costruiranno in ognuno le radici del tanto agognato “nuovo umanesimo”.

Ecco perché nel Documento assembleare il percorso è stato volutamente sottolineato dal concetto dell’“avventura”, intesa come impresa rischiosa ma attraente e piena di fascino per ciò che vi è in essa d’ignoto o d’inaspettato. Pertanto, se come Ac Siciliana stiamo sperimentando l’avventura associativa, così come quella unitaria, ecclesiale e sociale, più di tutte vogliamo conoscere ed approfondire “l’avventura relazionale”.

Il compito fondamentale che il collegamento regionale si è dato è quello di fare incontrare le Presidenze diocesane, perché esercitino fino in fondo quel ruolo di corresponsabilità e perché crescano nella conoscenza reciproca, nell’amicizia, nel servizio. Per raggiungere tale scopo, stiamo lavorando per essere sempre di più capaci di relazione, di attenzione nei confronti della vita delle Presidenze diocesane, e dunque delle persone che le compongono.

La nostra “avventura relazionale” vuole essere un percorso ricco di incontri e di esperienze, in cui poter intessere legami di vita buona con tutti. Viviamo un tempo favorevole, da coltivare e da raccontare, perché abbiamo una grande storia e un ricchissimo presente, un patrimonio da narrare e trasmettere a tutti con entusiasmo e passione, dai più piccoli ai più grandi, dagli associati ai simpatizzanti, fino a chi non ha una particolare appartenenza ecclesiale: è un esercizio che ci aiuta a perseverare nell’essere collaboratori della Gioia, in un territorio, la Sicilia, sempre più centro, non solo geografico, di un complesso sistema di relazioni euro-mediterranee.

Questa “impresa rischiosa e attraente” la vogliamo condurre anche a misura di ragazzi e di giovanissimi. Infatti all’Assemblea regionale si è voluto fortemente la partecipazione dei rappresentanti dell’ACR e dei Giovanissimi delle Diocesi, che hanno partecipato alla stesura finale del documento.

Questa strada piena di fascino per ciò che vi è in essa d’ignoto o d’inaspettato la stiamo percorrendo con tutti i vescovi delle nostre 18 Diocesi. Abbiamo chiesto loro di poterli incontrare uno ad uno nelle loro Chiese locali, per ascoltarli e farci ascoltare e sperimentare la corresponsabilità. Solo mediante l’incontro, infatti, è possibile far comprendere efficacemente il servizio svolto dall’Azione Cattolica. Il collegamento regionale, attraverso la sua volontà di “incontrare”, vuole aiutare e sostenere le associazioni diocesane e i vescovi nel loro servizio alla comunione. È un’avventura assolutamente arricchente!

Un’“avventura relazionale” che ovviamente sperimentiamo anche oltre i confini associativi ed ecclesiali. Non è un caso che il coordinamento regionale siciliano dell’iniziativa nazionale “Mettiamoci in gioco” è stato affidato all’AC (Gino Gandolfo, l’incaricato regionale adulti), riconoscendo alla nostra Associazione la capacità di saper costruire una rete interpersonale funzionale tra le diverse anime che compongono il gruppo di lavoro.

Ci ritroviamo “nel mezzo di cammin di nostra vita” come “avventura relazionale” di questo triennio. Non sappiamo come finirà il viaggio. Quello che è sicuro è che nel lungo viaggiare da una costa all’altra del nostro triangolo di luce in mezzo al mare, la Delegazione sta sperimentando di non essere un semplice gruppo di lavoro, ma un magnifico gruppo di amici.

In questa avventura ci sostengono le parole di don Tonino Bello:

 

Chi spera cammina,

non fugge!

Si incarna nella storia!

Costruisce il futuro,

non lo attende soltanto!

Ha la grinta del lottatore,

non la rassegnazione

di chi disarma!

Ha la passione

del veggente,

non l'aria avvilita di chi

si lascia andare.

Cambia la storia,

non la subisce!

 

*Delegato regionale Ac Sicilia