LA STORIA DELL'AC

Home » Articoli » Unitari » A Trieste i cattolici italiani diranno la loro

Domani inizia la 50ma Settimana sociale

A Trieste i cattolici italiani diranno la loro

Piazza Unità a Trieste mentre stanno montando il palco (foto: giadis)
Piazza Unità a Trieste mentre stanno montando il palco (foto: giadis)

Pronti, via. Si parte. La 50ma Settimana sociale dei cattolici italiani apre i battenti ufficialmente domani con la cerimonia inaugurale alla quale partecipa il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Al cuore della democrazia (Partecipare tra storia e futuro), questo il tema scelto, va davvero “al cuore” delle questioni, politiche, sociali ed ecclesiali che stiamo tutti vivendo in questi anni di “transizione” e che riguardano il lavoro, il precariato, la guerra e la pace, la crisi economica e le difficoltà delle democrazie. E forse non è un caso che sia proprio Trieste, città di frontiera, di confini e sconfini, a ospitare un evento che si presta a diventare uno degli appuntamenti più importanti a livello mediatico, non solo ecclesiali, degli anni duemila. A Trieste i cattolici italiani diranno la loro.

Al cuore della democrazia

Al cuore della democrazia non è solo un facile slogan da declinare nei convegni e nelle riflessioni. È in realtà democrazia sostanziale, voglia di solidarietà diffusa, partecipazione politica e inclusione sociale. A livello più ecclesiale la prova del nove per una sinodalità che è il volto, oggi, di una Chiesa che vuole aprire un confronto con tutto il popolo di Dio su come annunciare il Vangelo in un mondo sfilacciato, perennemente in guerra, diviso tra democrazie di facciata e povertà evidenti.

Trieste si prepara ad accogliere tutto questo. Con la riflessione certo. Ma anche e soprattutto con le piazze della democrazia e i villaggi delle buone pratiche, a cui partecipa anche l’Azione cattolica italiana e l’Editrice Ave. Un momento per riflettere sui temi più ecclesiali con i delegati in arrivo da tutta Italia, e un altro momento, ancor più importante, per far incontrare, discutere e partecipare nelle agorà pubbliche e quindi nella città, con la città e attraverso la città, anche chi non è delegato alla Settimana sociale. La democrazia si fa insieme.

Trieste centro dell’Europa e del Mediterraneo

Trieste al centro del rinnovamento delle buone pratiche di democrazia e partecipazione. La Trieste di Franco Basaglia e della “liberazione” della malattia mentale, la città della scienza e della tecnologia, in un incrocio di abbracci che avvolgono la rotta balcanica e l’immigrazione dell’est Europa, i suoi caffè storici e la sua propensione del tutto particolare a guardare la mitteleuropa e il sud del Mediterraneo.

È un percorso, nota Elena Granata, vicepresidente del Comitato scientifico e organizzatore della Settimana sociale, dove donne e uomini si riconoscono nei valori della pace, della fratellanza, dell’accoglienza degli stranieri, nell’attenzione ai giovani e ai più fragili, vogliono proteggere l’ambiente e la natura, e che per questi ideali sono disposti a spendersi e a dare la vita. E, allo stesso tempo, un percorso dove «ci sono spinte populiste che vogliono convincere i cittadini che sia meglio affidarsi al potere di uno o di pochi, piuttosto che coltivare la fatica di condividere, negoziare, discutere, democraticamente intorno ai grandi problemi del Paese. Ci sono spinte a separare, il nord dal sud, i più ricchi dai più poveri, gli abili dai disabili, i cittadini dagli stranieri, gli uomini dalle donne». 

I cattolici vogliono contare

La Settimana sociale di Trieste è un’opportunità storica per tutti i cattolici italiani e per la Chiesa italiana. I cattolici, le associazioni, i movimenti, il vasto mondo del volontariato e delle parrocchie, ci sono. Desiderano dire la loro nella grande famiglia ecclesiale e ancor di più nelle scelte politiche, vedi le critiche espresse anche dalla Cei al progetto di riforma voluto dal Governo sull’autonomia differenziata. Nel suo complesso per ridefinire obiettivi e pratiche della sinodalità, ma anche per essere cristiani credibili nei conflitti del mondo di oggi.

Domenica 7 luglio papa Francesco concluderà l’evento con una solenne celebrazione eucaristica a Piazza Unità, una delle più belle piazze europee che guarda al Mediterraneo.

La speranza è che questa vigilanza critica e rinnovata disponibilità e spendersi per la “buona politica” dei cattolici italiani non si fermi a Trieste. La Chiesa, ma soprattutto il Paese, ne ha bisogno.

Autore

Articolo precedente