Trasformazione ecologica: da Taranto nuovo sguardo

G. Notarstefano. "Futuro" è la parola chiave della prossima Settimana sociale dei cattolici: si declina in termini di sostenibilità e generatività sociale, come indica il Papa.

Ricominciamo dal futuro. È questo il monito che ha animato tutto l’itinerario preparatorio della 49a Settimana sociale dei cattolici italiani che si svolgerà a Taranto dal 21 al 24 di ottobre. 

Pensiamo di poter dire, con quella postura umile ma carica di Speranza che il papa ci invita ad avere quando offriamo il nostro contributo di credenti nella spazio pubblico (FT 6), che ciò che vivremo a Taranto potrà rafforzare  e incoraggiare un percorso significativo che è maturato in questi anni nelle chiese locali, nelle nostre aggregazioni laicali, nelle reti inter-associative costruite con tenacia e pazienza nei diversi territori del nostro Paese.  Il periodo faticoso e drammatico da cui proveniamo e in cui per molti aspetti siamo ancora, è stato per molti versi una straordinaria possibilità per rivedere e ripensare i modi e le forme della nostra vita comunitaria. Una preziosa occasione per comprendere a fondo le ragioni profonde del nostro vivere insieme, “costretti” a ritrovare le buone ragioni del nostro vivere insieme declinandole aldilà del corto respiro del presente.

È pur vero che la pandemia ha forse soltanto svelato una crisi già da tempo in atto. Lo shock subìto somiglia ad uno scossone della storia, una spinta a scrollarci dai timori e dalle inerzie che spesso ci hanno visto sotterrare i talenti creativi e innovativi di cui il nostro Paese è capace.

Ci aiuta in questo la visione e la prospettiva dell’ecologia integrale, che papa Francesco ci ha descritto e mostrato essere una via per ripensare la convivenza civile, l’organizzazione sociale ed economica e le istituzioni che le governano. Un percorso che chiede a ciascuno di fare la propria parte, scegliendo con coraggio una conversione ecologica, autentica e profonda, che coinvolge gli stili di vita personali e comunitari propone la via di una prosperità più sobria ed inclusiva.

Un processo che articola una nuova dinamica politica, capace di elaborare pensieri “lunghi” cercando di lavorare sulle ragioni che ci “rimettono insieme”, che costruiscono comunità, che immaginano le azioni del presente nella prospettiva del futuro. La Politica con la P maiuscola che quella che pensa all’impatto sul futuro del pianeta e sulle generazioni che verranno.

Anche l’Azione cattolica percepisce la rilevanza di tale processo: sono molte le associazioni territoriali che nel periodo pandemico hanno avuto modo di lasciarsi provocare dal percorso suggerito dalla Settimana Sociale: ci pare di poter dire che è in atto un corale e appassionato ripensamento del modo di fare ed “essere” associazione rileggendo tutta la vita associativa nella prospettiva del servizio alle comunità e ai territori. L’ ecologia integrale ha animato e sempre di più guiderà le scelte e le priorità dell’associazione. Il nostro Bilancio di sostenibilità 2021 apre una finestra per cominciare a guardare da vicino tali esperienza. Tante esperienze che si uniscono alle centinaia di Buone Pratiche mappate dal Comitato scientifico e organizzativo della Settimana Sociale: una rete che occorrerà alimentare nella fiducia e accompagnare con competenza e perseveranza. È certamente anche questa una sfida che dovrà essere affrontata durante le giornate tarantine.

Ecologia integrale, sinodalità e alleanza: sono le tre parole della Settimana sociale. Parole che si mettono in relazione tra loro, inserendosi in una complessità che è, oggi, una chiave interpretativa importante. In questa complessità bisogna starci con uno sguardo capace di penetrare in profondità tutte le dimensioni della realtà, a partire da quella, che come credenti ci sta più a cuore: la dimensione interiore e spirituale che anima la vita sociale, un nuovo sguardo contemplativo sulla realtà. Siamo consapevoli di vivere un’epoca di cambiamenti, che è in qualche maniera metaforicamente anche rappresentata da questa stagione di transizione. Un’espressione non inedita, dunque, ma che oggi appare ancora più urgente. Sia perché alla parola transizione abbiamo aggiunto l’impegnativo aggettivo di ecologica, sia perché la transizione riguarda più livelli e più dimensioni della vita sociale

A partire dalla ricerca di un nuovo modello di sviluppo, un nuovo modo di rapportarsi tra di noi e tra di noi rispetto alle risorse naturali. Papa Francesco ci sprona, in tal senso, a ripartire dalla cura della nostra casa comune, pertanto la sostenibilità diventa un tema “che ci accomuna”, ci stimola a cercare e trovare delle strade, degli itinerari che si giocano su diverse prospettive: quello “macro” delle politiche e quello “micro” degli stili di vita personali e familiari, ma anche quello “meso” del cambiamento delle organizzazioni e delle istituzioni. Non si tratta di una semplice transizione ma una vera è propria trasformazione; alla ricerca dell’integrazione e dell’interconnessione sia nell’approccio alla risoluzione di problemi complessi che nell’integrazione a livello di responsabilità di percorsi di azione, nel riconoscimento che il dialogo, a tutti i livelli, come scrive il Papa sia nella Laudato si’ ma ancora di più nella Fratelli tutti, diventa un elemento importante per ridefinire, rigenerare le prassi politiche concrete.  La parola futuro è una parola chiave della prossima Settimana sociale: si declina come sostenibilità e generatività sociale. Ricominciare a pensare al futuro impone di dare immediatamente la parola ai giovani. Come ci ha mostrato il papa convocando la rete globale di Economy of Francis. Il coinvolgimento dei giovani, la mobilitazione delle loro competenze e l’ascolto della loro sensibilità, è stata un’attenzione fortemente voluta da tutto il Comitato e che si è espressa in diversi modi: dal coinvolgimento nell’itinerario preparatorio sino alla scelta qualificante di avere tanti giovani presenti come delegati alla Settimana. Un contributo che si è rivelato da subito prezioso ed efficace, nella individuazione dei temi e nella elaborazione di un metodo di lavoro.

Attraverso le “agorà digitali” è stata promossa un’ampia e articolata discussione su temi rilevanti come la rigenerazione urbana e il riutilizzo dei beni comuni e dei beni confiscati, il ripensamento dei modelli di organizzazione aziendale e imprenditoriale, il rilancio della partecipazione attraverso il metodo e la visione dello “sviluppo di comunità”, un nuovo patto educativo per il Bene Comune.

Su tali temi si confronteranno tutti i delegati per elaborare una piattaforma di impegni e proposte, sia per continuare l’interlocuzione con i policy makers sia per lanciare un dialogo con tutto il Paese attraverso la comunità ecclesiale. Un’Alleanza per il Bene Comune che i giovani proporranno proprio a partire dalla Settimana Sociale. Un percorso che possiamo interpretare come una concreta espressione di sinodalità.  Abbiamo bisogno di pensare ed elaborare insieme ma anche di immaginare percorsi e linee comune di azione e di impegno. Il Vangelo ha una prospettiva e “un contenuto ineludibilmente sociale” (EG177) e il cambiamento che la Parola ci invita a fare è una conversione che ha capacità di esprimersi con creatività nelle trasformazioni che abitano la convivenza civile, innovando le forme economiche, le forme sociali, le istituzioni, la politica. Ci auguriamo che le giornate di Taranto possano aiutarci ad entrare in una nuova fase istituente del cattolicesimo italiano, aiutando il nostro Paese a vivere questo tempo con Speranza verso il futuro che ci attende e ritrovando la fiducia nella pratica di relazioni di cura spirituale e educativa e di animazione culturale e sociale che rigenerano la vita della comunità.

Il percorso sinodale della Chiesa italiana è un grande dono dello Spirito e una grande opportunità di conversione pastorale e non dovrà essere né astratto né autoreferenziale – come ha ricordato il Santo Padre all’AC il 30 aprile scorso – e le Settimane sociali ne sono un’espressione concreta e inclusiva per concorre, ricercando legami di “buona volontà” ad un nuovo modello del “Ben-vivere”, più generativo e più fraterno, che siamo certi interpella tantissime italiane ed italiani anche oggi.

Presidente dell’Azione cattolica italiana e membro del Comitato scientifico e organizzativo delle Settimane sociali. Pubblichiamo il contributo apparso oggi, domenica 17 ottobre, sul quotidiano Avvenire

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Autore articolo

Giuseppe Notarstefano