Istituto Giuseppe Toniolo. Istituto di Diritto internazionale della pace

Una nuova devozione popolare per il venerabile Toniolo a Vittorio Veneto

Versione stampabileVersione stampabile

Dopo la recente nomina da parte del Vescovo di Vittorio Veneto, monsignor Alfredo Magarotto, di monsignor Massimo Magagnin, direttore del Collegio Vescovile “Dante Alighieri” di Vittorio Veneto, quale vice postulatore della causa di beatificazione del Servo di Dio Giuseppe Toniolo, anche nella Chiesa di San Tiziano è stato costituito un comitato diocesano che verrà presentato ufficialmente nelle prossime settimane e opererà con la proposta di una serie di iniziative mirate in questo ambito in stretto collegamento con il Comitato nazionale. Lo ha confermato lo stesso monsignor Magagnin durante il suo intervento all’assemblea degli operatori pastorali della diocesi vittoriese svoltasi lunedì 25 giugno nel Seminario vescovile, durante il quale egli ha messo in luce «l’attualità della figura e dell’opera del Servo di Dio, autentico esempio di santità laicale, di cristiano impegnato con fede profonda negli ambiti della famiglia, della professione, della cultura, dell’animazione delle realtà temporali, nella duplice fedeltà a Dio e all’uomo».

«Come il Venerabile Toniolo ha scelto quale patria adottiva Pieve di Soligo, la città natale della moglie Maria Schiratti, così la comunità cristiana di Pieve deve comprendere e “adottare” con sempre maggiore convinzione e fervore la figura di un “santo” laico così grande anche nella sua esemplare vita quotidiana di sposo e padre». Monsignor Guerrino Pagotto, vicario generale della diocesi di Vittorio Veneto e fino a pochi giorni fa arciprete pievigino, ribadisce un messaggio che ha ripetuto spesso nella parrocchia che ospita in chiesa le spoglie mortali del Servo di Dio: «Toniolo va conosciuto e pregato, servono segnali e gesti concreti di una rinnovata devozione popolare, occorre capire che anche e soprattutto un laico come il grande sociologo cattolico può essere maestro autentico di spiritualità e dispensatore di grazie per quanti si avvicinano a Lui con sentimenti sinceri di fede e di pietà cristiana». È proprio qui il nodo da sciogliere, la questione che si pone alla radice di questo Toniolo “ritrovato” anche nell’impegno dell’Azione Cattolica Italiana, delle varie diocesi e delle istituzioni coinvolte nel percorso del Comitato per la beatificazione e delle iniziative orientate a promuovere la sua figura di cristiano laico, il suo pensiero economico e sociale e l’opera svolta alla guida del movimento cattolico italiano ed europeo tra fine ‘800 e inizi ‘900. Giuseppe Toniolo – come affermano in molti, anche nella nostra diocesi – continua ad essere infatti un “illustre” sconosciuto, spesso citato erroneamente come nativo di Pieve (e non di Treviso, come giusto), il più delle volte collegato a vicende ottocentesche di teorie e insegnamenti ormai irrimediabilmente superati. «E invece rimane un “maestro”, un faro luminoso nella storia del movimento cattolico, una sorgente di pensiero che va riscoperta con grande attenzione e riproposta con coraggio ed entusiasmo alle giovani generazioni», spiega l’onorevole Lino Innocenti, che proprio all’attualità del contributo tonioliano allo sviluppo della dottrina sociale cristiana ha dedicato di recente un incontro alla libreria Canova Zoppelli di Conegliano del nuovo circolo di cultura politica, da lui stesso animato, sorto di recente in città. Ne è convinto anche Antonio Tomasi, presidente del Centro Studi Sociali, con sede a Pieve di Soligo, intitolato al grande sociologo cattolico, che al Collegio Balbi Valier ha promosso qualche tempo fa un apprezzato convegno sui temi della cooperazione e della mutualità così come rappresentati nell’opera del Toniolo, relatore principale – insieme a vari esponenti dell’associazionismo locale – il professor Ulderico Bernardi. E anche don Giovanni Dan, già direttore del settimanale diocesano “L’Azione”, ha proposto Pieve come sede di un Centro culturale della diocesi ispirato a Toniolo e orientato al dibattito di temi sociali e politici. Certo, dopo l’oblio durato per alcuni decenni e fino a tempi recenti, sul grande economista trevigiano riappare ora nuova luce, come hanno testimoniato anche nella Sinistra Piave trevigiana le celebrazioni per gli anniversari tonioliani, le veglie di preghiera e gli incontri dell’Azione Cattolica vittoriese e della pastorale sociale, la diffusione di testi e biografie, I’opera avviata dall’ex vice postulatore della causa di beatificazione, il compianto monsignor Luigi Martin, e il continuo incoraggiamento del Vescovo, monsignor Magarotto.

«Esistono alcuni meravigliosi aspetti della vita spirituale – tradotti in quel libro Voglio farmi santo – e della pratica feriale, quotidiana, nel suo ruolo “secolare”, del Servo di Dio, quelli tra l’altro più vicini alla sensibilità dei cristiani laici d’oggi, veramente ancora poco conosciuti ed apprezzati», aggiunge monsignor Pagotto, che già per il passato aveva lanciato l’idea di un comitato stabile di persone dedicato al Toniolo e di un foglio periodico sul Venerabile rivolto a tutti. Un “santo” da conoscere e pregare di più, dunque, coordinando energie e presenze sul territorio ed educando i giovani, perché diventi volto amato e familiare e invocato modello di virtù per il popolo di Dio che cammina nel nuovo millennio.

Marco Zabotti   

 

RITORNA ALLA PAGINA PRECEDENTE