Istituto Giuseppe Toniolo. Istituto di Diritto internazionale della pace

Toniolo e Pisa. Un segno per la città

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Gli anni vissuti a Pisa (1879-1918) sono per Giuseppe Toniolo il tempo della maturità umana, professionale e cristiana, un tempo di grande impegno civile ed ecclesiale.
Per Toniolo, come per ogni uomo, è nella quotidianità, nella normalità della vita, che dobbiamo trovare lo specifico della sua personalità. L’intimità della casa racchiude spesso i segreti più preziosi dell’interiorità dell’uomo. Proprio la casa del venerabile professore è il segno più tangibile dei suoi affetti, del suo stile di vita, del suo lavoro ed impegno, ed è tutt’oggi il luogo più caro della sua memoria per la Chiesa e la città di Pisa.

La “Casa Toniolo”, per il pisano più distratto come per quello più sensibile alla vita della Chiesa e alle problematiche sociali e politiche, è lì nella piazza omonima, quasi sacrario della sua vita familiare, del suo lavoro intellettuale, segno visibile per tutti coloro che come lui vogliono dare il meglio di se stessi per far progredire la società.

Due pontefici, Paolo VI e Giovanni Paolo II, durante il secolo che si è appena concluso, sono stati pellegrini in questa “Casa”. Papa Montini, che fin dalla sua fanciullezza si trovò coinvolto nella storia del movimento cattolico italiano ed europeo tramite la figura di suo padre, ed ebbe modo di seguire e di accompagnare – da prete, da arcivescovo di Milano e da papa – la sua complessa e travagliata storia; il cardinale polacco, l’uomo venuto da lontano, che dalla sede di Pietro, con le sue tre importanti encicliche sociali, con i suoi continui viaggi in tutte le parti del mondo ha globalizzato i valori della dignità umana, della solidarietà, della sussidiarietà prima della globalizzazione dei mercati.
Proprio questi due grandi pontefici, testimoni delle enormi potenzialità che l’epoca moderna offre all’uomo, ma anche delle immani tragedie vissute dall’umanità nel Novecento, con la loro visita a Pisa, alla “Casa Toniolo”, hanno voluto rendere onore alle virtù umane e cristiane di questo laico cristiano, ma anche all’uomo di pensiero e di azione che ha aperto grandi prospettive al dialogo fra la Chiesa e il mondo.
Sono queste due visite che hanno risvegliato l’attenzione, prima della Chiesa pisana e poi della città intera, verso la figura e l’opera di Giuseppe Toniolo.
Dopo la visita di Paolo VI, in occasione del Congresso Eucaristico Nazionale del 1965, fu acquistata dall’arcidiocesi, su espresso consiglio del Papa, quella che oggi è da tutti chiamata la “Casa Toniolo”. Suo desiderio, infatti, era che l’intero complesso, che ospitava al suo interno l’appartamento abitato dal venerabile professor Toniolo durante la sua più che trentennale permanenza a Pisa, divenisse sede delle Settimane sociali dei cattolici italiani.

La Fondazione Toniolo nata pochi anni prima, con decreto dell’arcivescovo di Pisa del 29 novembre 1961 e riconosciuta come persona giuridica con D.P.R. il 6 maggio 1962, divenne proprietaria della “Casa Toniolo”.
Lo Statuto della Fondazione così recita: «L’Opera Giuseppe Toniolo ha il fine di promuovere fra gli uomini di cultura che si ispirano al Vangelo l’annuncio e la crescita di fede, la pratica dei sacramenti, attraverso tutte le iniziative di Chiesa che le testimoniano, ad imitazione del Servo di Dio Giuseppe Toniolo: lo studio dei rapporti tra Fede, Scienza e Cultura; lo studio della dottrina sociale della Chiesa e la formazione dei cattolici che intendano impegnarsi nel campo sociale e politico, nella tradizione delle Settimane Sociali ed in fedeltà ai costanti ed aggiornati richiami del Magistero».
I progetti di Paolo VI relativi alla sede delle Settimane Sociali non furono mai realizzati, riteniamo più per motivi di carattere nazionale che locale. In ogni caso, l’arcidiocesi di Pisa e la Fondazione non hanno permesso che la gestione della “Casa” perdesse la sua finalità: in questi anni la “Casa Toniolo” è stata sede – e lo è tutt’oggi – della presidenza provinciale delle ACLI, del consultorio familiare della diocesi e dell’emittente della radio cattolica diocesana.
In seguito alla visita di Giovanni Paolo II del 1989, nel nome del Toniolo, nacquero e si istaurarono dentro la “Casa” ulteriori iniziative e attività: dagli anni ’90 ha sede in essa la Pastorale Sociale e del Lavoro, che quotidianamente tesse legami con tutto l’associazionismo d’ispirazione cristiana e con le diverse istituzioni politiche della città e della provincia di Pisa, dalla quale prende vita la Scuola diocesana all’impegno sociale e politico.

In questi anni, la Fondazione ha dato inizio alla pubblicazione di una collana di studi, in cui sono già apparsi quattro volumi, da tutti apprezzati, riguardanti l’ambito sociale e politico, sia di interesse locale che nazionale. Nel 1995 è sorta un’omonima cooperativa che ha come scopo primario la realizzazione di qualificati corsi di formazione, in collaborazione con la provincia, per lo sviluppo e il sostegno del lavoro, nonché quello di qualificare l’offerta di turismo in ambito culturale e religioso.
Più recentemente, la Fondazione, anche per volontà dell’arcivescovo di Pisa mons. Alessandro Plotti, ha riallacciato contatti significativi ed operativi sul piano della formazione permanente con l’Università Cattolica del S. Cuore di Milano. Quest’ultima iniziativa tende ad aprire contatti di elevato valore scientifico e didattico con l’Università di Pisa e con gli altri atenei toscani, oltre a coronare il lavoro di molti cristiani, più o meno noti, che in questi anni si sono spesi generosamente perché la memoria di Giuseppe Toniolo fosse mantenuta viva, e sempre più efficace la sua certa intercessione per la Chiesa e la città di adozione, entrambe da lui amate e servite per lunghi anni.

Don Enrico Giovacchini    

 

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