Istituto Giuseppe Toniolo. Istituto di Diritto internazionale della pace

Un modello di santità per tutta l’Ac

Versione stampabileVersione stampabile

«La straordinarietà di Giuseppe Toniolo si gioca tutta sull’ordinarietà della sua vita e delle sue opere. Direi senz’altro: una santità ordinaria. Ciò è di grande importanza per tutta l’Azione cattolica italiana». Il presidente nazionale di Ac Franco Miano ci tiene a sottolineare uno dei punti salienti di una storia di santità laicale che forse i giovani, e anche molti aderenti dell’associazione, non conoscono pienamente. «Toniolo, in un’epoca storica difficile e lontana dall’oggi, fu prima marito e padre esemplare, con i suoi sette figli. Poi educatore, docente. Infine, fine economista e impegnatissimo nella rinascita sociale del movimento cattolico italiano. Lavorò agli “Statuti di Firenze” (1905) e fu Presidente dell’Unione Popolare, che insieme con l’Unione economico-sociale e l’Unione elettorale, rappresentava la nuova configurazione del laicato organizzato. Così come sollecitò l’enciclica sociale leonina Rerum Novarum. Insomma, un laico, diremmo oggi, impegnato in politica così come nella professione. Un uomo integerrimo che ha messo al primo posto delle sue battaglie l’etica ancor prima dell’economia e, quindi, un “beato” da far conoscere alle nostre associazioni e ai nostri giovani. Oggi potremmo dire: un uomo che ha combattuto per la realizzazione del bene comune. Un modello di santità laicale “ordinaria” che si è distinto per coraggio profetico, senza l’aiuto di tv, internet o altro». «Ma se volessimo ridurlo a una definizione sintetica – continua Miano – forse dovremmo senz’altro definirlo “un uomo di speranza”. Amava dire che, in forza della Risurrezione di Cristo, la storia ha una legge intima, appunto una legge di “Risurrezione”, che la apre a nuove albe dopo tutte le notti a cui può andare incontro. E poi c’è un aspetto non secondario nella vita del prossimo beato Toniolo: la vita di preghiera. Una preghiera che affonda le sue radici in un dialogo sempre sereno con il Dio della vita e dalla quale trae linfa necessaria per argomentare con intelligenza le sue idee sull’economia e la società italiana. Spesso siamo abituati a conoscere figure di santità legate a miracoli particolari o a segni di misticismo puro: qui siamo di fronte al miracolo del “giorno per giorno”. Giuseppe Toniolo dà del “tu” al Signore con gli umili arnesi dell’intelligenza e cuore umani. Un credente che non ha avuto paura a dire, in un periodo storico difficile, che anche i cattolici c’erano, per il bene dell’Italia».

Al presidente Miano si aggiunge la voce dell’assistente generale dell’Ac, mons. Domenico Sigalini. «Ho maturato – ci dice mons. Sigalini – sin da quando ero assistente diocesano di Ac a Brescia quanto sia  importante il Toniolo proprio perché ha realizzato pienamente quella che è la vocazione di un socio di Azione cattolica. Che è sicuramente una religiosità profonda e personale, una condivisione di questa fede a livello di rapporti interpersonali con le persone, e un amore per la Chiesa perché ha collaborato anche con i sommi pontefici in tempi in cui questo compito non era così facile a vedersi. Ma soprattutto per l’impegno politico a partire da una scelta religiosa».

«Non è stato un uomo di partito – continua mons. Sigalini – un uomo di affari, di interessi, ma uno che ha saputo vivere la sua vocazione da cristiano dentro la realtà pubblica e le istituzioni. Regalando alle istituzioni quel “di più” che può avvenire da un’ispirazione credente. C’è un’altra cosa, inoltre, che vorrei sottolineare: la sua vita di famiglia, il suo essere uomo e padre che educa con l’esempio della sua vita e anche con un’attenzione alla cura della spiritualità che lo rendono una personalità sobria e piena di misericordia. Infine, se guardiamo all’attualità, ci interessa mettere in risalto ancora di più la sua figura per la congiuntura politica ed economica che stiamo attraversando, essendosi lui impegnato per il bene comune. Penso che il suo esempio possa essere davvero presentato al nostro mondo politico come una via necessaria e lecita alla buona politica,  senza che ciò vada a confondersi o scagliarsi contro nessun partito».

Intervista di Gianni di Santo a Franco Miano e a S. E. Mons. Sigalini sulla figura di Giuseppe Toniolo, pubblicata sulla rivista Segno di aprile 2012

 

L'ACI e un santo "conciliare"

La storia più grande e più significativa dell’Azione Cattolica è una storia di santità: via via che passano gli anni, si scoprono testimonianze sempre più numerose e significative dei capolavori che lo Spirito ha costruito nella coscienza e nella vita di tante persone che hanno imparato in AC la bellezza di vivere da discepoli del Signore e hanno trovato nella proposta formativa e spirituale dell’associazione, la traccia, quasi il suggerimento discreto, per vivere nella fedeltà creativa allo Spirito.
Giuseppe Toniolo è caro all’Azione Cattolica perché, al di là di ciò che ha realizzato nella sua vita e che lo fa ricordare al di là dei confini della comunità cristiana, è stato un cristiano serio. La sua santità è quella possibile ad ogni laico cristiano. Questo è un tempo in cui si parla di santità laicale, ma spesso con la proposta per essa di modelli che non corrispondono alla vocazione laicale né alle ordinarie condizioni di vita di un laico; eppure abbiamo avuto il dono di un Concilio che tra i suoi messaggi più forti ha proposto quello del valore della vocazione laicale e della universale chiamata di tutti i battezzati alla santità, nelle concrete condizioni della loro vita. Toniolo ha “inventato” un modello di santità che si potrebbe dire “conciliare”, ben prima della celebrazione del Concilio: ha vissuto una totale fedeltà al Vangelo come sposo, come padre, come politico, come professionista. La molteplicità degli impegni di una vita laicale non gli ha impedito di essere uomo di preghiera e di carità: di una preghiera che si è intrecciata con le responsabilità laiche della famiglia e del lavoro; che si è fatta strada tra questi impegni e all’interno di essi; di una carità che non ha cercato opere straordinarie, ma è passata dentro lo stile della vita quotidiana. L’Azione Cattolica è impegnata a far conoscere la vita e la spiritualità di Giuseppe Toniolo; non è per desiderio di esibire una storia importante, ma per la consapevolezza che in questo tempo difficile ciò di cui abbiamo bisogno, come laici cristiani e come comunità cristiana, è soprattutto la santità. L’Azione Cattolica ha un tesoro molto ricco nella sua storia: un tesoro di santità che ha saputo tenere insieme l’amore al Signore e l’amore all’uomo; la stima per la storia e la chiarezza del riferimento oltre essa; che ha saputo cercare Dio senza smettere di servire la storia umana, amata e salvata da Dio.
L’Azione Cattolica di oggi ha il compito di custodire questo tesoro, di farlo conoscere, di renderlo scuola alla quale continuare a imparare che la vita quotidiana ha un grande valore perché è abitata da Dio: i santi hanno saputo riconoscerne la presenza e vivere fedeli ad essa.
Noi ne riproponiamo l’esempio per imparare alla loro scuola.

Paola Bignardi, già Presidente nazionale di Azione cattolica italiana  

 

RITORNA ALLA PAGINA PRECEDENTE