Laici

Il laicato italiano e la contemporaneità

Noi tutti, cattolici inquieti o smarriti

di Ferruccio De Bortoli* - «Non vorrei che, diversamente da quanto è accaduto in molti tornanti storici, il freno all’apertura, direi conciliare, alla modernità venisse dalla base anziché dal vertice della Chiesa. E secondo me l’Azione cattolica può svolgere in questa direzione un ruolo ancora più prezioso. I credenti smarriti vanno recuperati dimostrando la forza del messaggio evangelico, la sua straordinaria modernità ma senza nascondere i problemi e le piaghe della presenza cattolica nel nostro Paese», cosi l’attuale presidente della casa editrice Longanesi, per molti anni direttore del Corriere della Sera, presentando a Milano il libro Credenti inquieti di Matteo Truffelli. E parlando dell’Ac quale «testimonianza evangelica d’amore nei confronti degli altri», e «presidio insostituibile di cittadinanza».

I sedici incontri regionali Ac/Toscana

Laici capaci di leggere i segni dei tempi

di Giovanni Pieroni* - Il rapporto con sacerdoti e assistenti, identità associativa e formazione, adesione e struttura associativa : tanti i temi che hanno caratterizzato l’incontro tra l’Ac della Toscana e la Presidenza nazionale. Ricche di umanità e impegno le iniziative, i progetti e le storie di Ac condivise durante la due giorni. Segno tangibile di un’Associazione che abita con vitalità e speranza i luoghi e il tempo che gli sono stati donati. Immersi in un legame profondo e significativo, quello di chi sente spontaneo e naturale voler bene alle persone che il Signore gli ha fatto incontrare sulla propria strada, con le quali si sono intessuti nel tempo legami profondi e di grande spessore.

Da Segno. Primato della vita e laicità

Abitare il nostro tempo da laici

di Matteo Truffelli* - «Un esistenza intensa per scoprire, ogni giorno, che Dio è all’opera»: titola così Segno (n.1-2 del 2016) l’articolo del presidente dell’Ac Matteo Truffelli che inaugura la nuova rubrica del mensile dell’associazione dedicata al “Primato della vita”. La “ferialità” è il tempo, prezioso e opportuno, per l’incontro tra l’umanità e il Signore. Ciò richiede di accogliere «la vita delle persone, prestare ascolto a ciò che esse hanno da dire». E, per chi vive la vocazione laicale, vuol dire rispondere alla chiamata alla santità popolare, che ci indica il Concilio, attraverso l’impegno nelle realtà quotidiane, dalla famiglia al lavoro, dal volontariato alla politica.