pace

La Turchia dopo il fallito golpe

Quel che resta del sogno di Ataturk

di Michele D’Avino* - Se soltanto ieri l’ingresso della Turchia nell’UE sembrava solo questione di tempo, quel cammino risulta oggi drammaticamente interrotto. L’Europa dovrà prendere una posizione comune di condanna della svolta totalitaria attuata da Erdogan dopo il fallito colpo di Stato. Ma, al contempo, dovrà vincolare il suo interlocutore al rispetto degli impegni presi nella gestione dei flussi migratori e nella comune lotta al terrorismo islamico. Siamo alla prova della verità: Bruxelles dovrà decidere, ancora una volta quanto pesano, nelle sue politiche, il rispetto dei valori fondamentali sui quali si fonda l’Unione.

Il filo di Arianna che lega la cieca violenza nel mondo

La notte della Bastiglia

di Sandro Calvani (da Parigi)* - Dal labirinto della violenza e della vendetta senza limiti, spesso perpetrata da persone malate di mente, si esce accorgendosi del filo che unisce la demenza della violenza e scegliendo di sostituirlo con un altro filo di Arianna, quello dell’umanitarismo che cerca di curare ogni oppresso, ogni malato mentale, fermare ogni stupido armamento e guerra civile o fatta con i droni, e ridurre al silenzio i fomentatori di odio.

Save the date. 8 giugno 2016 alle ore 13. Con Papa Francesco

Un minuto per la pace

«Non stancatevi di pregare per la pace», ripete papa Francesco. Due anni dopo l’incontro voluto da Bergoglio in Vaticano insieme al presidente israeliano Shimon Peres e quello palestinese Mahmoud Abbas (Abu Mazen), il Forum internazionale di Azione Cattolica (Fiac) - in collaborazione con l’Unione mondiale Organizzazioni Femminili Cattoliche (Umofc) e le Ac di Italia e Argentina - rinnova l’iniziativa “Un minuto per la pace” chiedendo agli aderenti dell’associazione di tutto il mondo e a quanti vogliono unirsi alla preghiera per la pace di fermarsi per un minuto di raccoglimento alle ore 13 di mercoledì 8 giugno. A Roma, appuntamento all'udienza generale in Piazza San Pietro e poi alle ore 13 nella Chiesa di Santo Spirito in Sassia per il momento di preghiera presieduto da mons. Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la promozione della Nuova evangelizzazione e coordinatore del Giubileo della Misericordia.

Le ragioni della pace: intelligenza e lungimiranza

Si chiamava Libia

di Nadia Matarazzo* - Chiusa la vicenda dei quattro tecnici della Bonatti, con due lieto fine e due tragedie, restano le domande sul futuro della Libia e la possibilità di un intervento militare dell’Italia alla guida di una coalizione internazionali per combattere l’Isis. È possibile che fare la guerra a un Paese già in guerra sia l’unica opzione che abbiamo davanti? Perché non cominciare con il bloccare i flussi finanziari che arrivano ai gruppi armati? Chi guiderà il Paese, spazzato via l’estremismo islamico? Sono domande che meritano una risposta, prima dell’armiamoci e partiamo.

Religioni e conflitti

Il Dio che muove la guerra

Isis

Michele D'Avino* - Occorre sfatare il mito delle guerre di religione. Nessun Dio chiede di uccidere in suo nome. A muovere gli eserciti, ad attentare alla vita di uomini e donne inermi è il dio-denaro, la sete di potere che sempre riesce a corrompere gli uomini di ogni etnia, cultura e credo religioso. È quanto ha voluto ribadire lo stesso Francesco nel recente discorso al corpo diplomatico, richiamando la centralità dell’uomo.

Intervento dell’Azione cattolica alla Marcia nazionale della Pace

Se parlasse la città...

Molfetta - Marcia della Pace 2016

La Presidenza diocesana Ac di Molfetta, Ruvo, Giovinazzo, Terlizzi - La 48esima edizione della Marcia della Pace si è svolta a Molfetta, come ventitré anni fa, quando don Tonino Bello tornò da una Sarajevo martoriata dalla guerra. I semi di quella stagione continuano a portare frutto. Da diversi anni, l’Ac diocesana si spende per la promozione del bene comune con una serie di campagne unitarie portate anche nelle scuole. L’iniziativa di quest’anno si chiama “Se parlasse la città…”. Una “favola” ne racconta l’obiettivo: riappropriarci del senso di appartenenza alle nostre città e viverle come occasioni di crescita in umanità.

Mese della Pace

La Pace è di casa

La Pace è di casa

Il sussidio del Mese della Pace 2016 permetterà a bambini, giovani e adulti della nostra associazione di riflettere ancora di più sul valore fondamentale dell’accoglienza, soprattutto in questo tempo straordinario di grazia, che è l’Anno Santo della Misericordia. Lo slogan di quest’anno “La pace è di casa” vuole, infatti, ricordare a tutti che solo aprendo il nostro cuore, le nostre menti, le nostre case e le nostre comunità potremo accogliere chi ha bisogno e fare cultura di pace.

In allegato trovate anche la scheda per prenotare il gadget del Mese della Pace, una tazza che cambia colore. I soldi che ricaveremo andranno a finanziare dei progetti di accoglienza da realizzare nel territorio di Agrigento, particolarmente interessato dall’arrivo dei migranti in questi ultimi anni. Una casa diffusa abitata da persone, famiglie, in cui ci si accoglie, si accompagna, si sostiene, si educa alla vita ed alla sua complessità, si dona speranza.

La Pace è di CASA - 2016

Il progetto di pace 2016, La Pace è di CASA, nasce dall'attenzione di tutta l'Azione Cattolica Italiana al fenomeno della migrazione di bambini, u