Italia

Il primo «Bilancio di Sostenibilità» dell’Azione Cattolica Italiana

Il nostro impegno a servizio della Chiesa e del Paese

primo Bilancio di Sostenibilità

di Paolo Seghedoni* - 283.002 soci, suddivisi in 174.742 donne e 108.260 uomini. Oltre un milione di persone coinvolte nella vita associativa a diversi livelli. E ancora: circa 50mila educatori che donano oltre 7 milioni e mezzo di ore con il loro servizio; 37.700 responsabili associativi per 4 milioni e mezzo di ore messe a disposizione; sino a 7.000 assistenti, che insieme ai soci e alle persone coinvolte nella vita di Ac offrono quotidianamente il loro servizio alla Chiesa e al Paese. Sono solo alcuni dei dati della prima rendicontazione sociale dell’Azione Cattolica (anno 2018). Uno strumento di trasparenza per chi scommette sull’Ac, un atto di consapevolezza dell’impegno dell’associazione per la comunità ecclesiale e civile.

Settant’anni fa, l’inizio dei lavori dell’Assemblea costituente

La “concordia nazionale” ritrovata

di Andrea Michieli* - Siamo abituati a vedere oggi quel miracolo di unità che è il patto costituente come una conseguenza ineluttabile della fase storica del secondo dopoguerra. Eppure l’obiettivo della concordia nazionale non era per niente pacifico nell’Italia del 1945. Ripercorre questa pagina della nostra storia repubblicana non ha solo una valenza celebrativa. Ci spinge a prendere sul serio la nostra Costituzione e a rilanciare l’idea originaria di una democrazia sostanziale in un contesto mutato come quello attuale. Inoltre, in vista del referendum sulla revisione costituzionale del prossimo ottobre, è auspicabile ripartire da qui: dai fini che i padri costituenti avevano pensato allora per discernere quale struttura istituzionale oggi sia più efficace nell’assecondarli.

Italia. Processi di mancato sviluppo

Una società in terre incognite

di Mario Brutti* - Il ritratto di una società italiana incapace di riprendere in modo vitale il processo di sviluppo interrotto da quasi un decennio, e quanto sia difficile di fronte a ciò pensare di poter ripartire facendo a meno della risorsa di una buona politica e demandando le soluzioni a improbabili tecnocrazie. Secondo i dati Censis, mancando una reale incisività della politica la cultura collettiva finisce per restare prigioniera della cronaca, tanto più se con forti componenti distruttive, un fattore capace di condizionare “dal basso” anche quel po’ di politica e di dialettica socio-politica che esiste.

Referendum sulle trivellazioni/1

Di che cosa si tratta e qual è la posta in gioco

di Chiara Tintori - In vista del referendum del 17 aprile, che propone l’abrogazione della norma relativa all’estrazione di idrocarburi entro 12 miglia dalla costa italiana, vi proponiamo l’editoriale di «Aggiornamenti Sociali», in uscita sul numero di aprile. L’auspicio è che nei giorni che ci separano dal referendum si apra un dibattito pubblico serio e approfondito, che consenta a noi cittadini di scegliere consapevolmente come partecipare. Anche un referendum può essere l’occasione per chiederci verso quale futuro energetico ci stiamo incamminando.

Riforma costituzionale (e referendum)

L’importanza di conoscere e partecipare

di Andrea Michieli* - Il 2016 è un anno importante per la nostra Repubblica. Si celebra il 70° anniversario della scelta repubblicana compiuta il 2 giugno 1946 e l’inizio dei lavori dell’Assemblea Costituente. In autunno (probabile), il referendum di revisione costituzionale. Su quest’ultimo e sulla riforma della nostra Costituzione, l’Istituto «Vittorio Bachelet» e la Presidenza nazionale di Azione Cattolica, nel solco di una lunga tradizione di attenzione ai problemi della partecipazione democratica, sono impegnati a proporre occasioni di confronto e approfondimento. Come nel recente seminario I chiaroscuri della riforma costituzionale. Non per fornire risposte, ma dare strumenti per un voto informato.

XXI Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie

Ponti di memoria, luoghi di impegno

Il 21 marzo si svolgerà a Messina e in contemporanea in tanti luoghi d’Italia la XXI Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie. Nel primo giorno di primavera, simbolo di rinascita, la rete di Libera - di cui fa parte l’Azione Cattolica -, gli enti locali, le realtà del terzo settore, le scuole e tanti cittadini, assieme alle centinaia di familiari delle vittime, si ritroveranno per ricordare nome per nome tutti gli innocenti morti per mano delle mafie, creando in tutto il Paese un ideale filo di memoria, quella memoria responsabile che dal ricordo può generare impegno e giustizia nel presente. Vi proponiamo la bella testimonianza di Francesca Vannini Parenti del Comitato Addiopizzo.

I dati del “World Happiness 2016”

La misura della felicità

di Antonio Martino - La felicità non è solo uno stato dell’anima ma un parametro socioeconomico da misurare empiricamente. È, soprattutto, un indice di sviluppo umano più attendibile del tradizionale Prodotto interno lordo (Pil). Lo sostiene il Rapporto mondiale sulla Felicità, giunto alla quarta edizione, redatto dagli economisti John Helliwell, Richard Layard e Jeffrey Sachs, che propongono un metodo scientifico d’analisi il cui scopo è di modificare positivamente gli assetti politici e sociali di quanti più possibili paesi al mondo, basandosi sul livello di benessere soggettivo e felicità delle 156 nazioni prese in esame.

Luci e ombre circa la riforma del Credito Cooperativo

Bcc. Riforma sì, ma non così

di Alberto Ratti* - Il decreto contenente la riforma delle Banche di Credito Cooperativo, approdato negli scorsi giorni in Parlamento, così come predisposto, mina, in particolare attraverso una specifica clausola (il cosiddetto way out), uno dei più importanti principi regolativi delle Bcc: quello della mutualità e della solidarietà intergenerazionale. Dunque: no al progetto di holding unica e alla possibilità di sfilarsi per le Bcc che raggiungo i 200 milioni di patrimonio; no al trasformare le Bcc in Spa dando ai soci il possesso delle riserve.

I chiaroscuri della Riforma costituzionale

Il seminario dell'Istituto Bachelet sulla Riforma costituzionale

di Ilaria Vellani* - Venerdì 11 marzo alle 16.30 presso la sala Barelli della Domus Mariae (a Roma, in via Aurelia 481) si svolgerà il seminario dal titolo I chiaroscuri della riforma costituzionale. Uno strumento di sostegno nella riflessione in cui ciascuno sarà coinvolto in vista del voto referendario del prossimo autunno. Dopo il saluto di M. Truffelli, Presidente naz. dell’Ac, gli interventi dei costituzionalisti M. Olivetti e R. Balduzzi, dei Presidenti emeriti della Corte costituzionale U. De Siervo e C. Mirabelli. Modera e conclude G. C. De Martin emerito di Diritto pubblico e Presidente del Consiglio scientifico dell’Istituto V. Bachelet.

Bibliografia ed Emerografia sul progetto di Riforma costituzionale

Le ragioni della pace: intelligenza e lungimiranza

Si chiamava Libia

di Nadia Matarazzo* - Chiusa la vicenda dei quattro tecnici della Bonatti, con due lieto fine e due tragedie, restano le domande sul futuro della Libia e la possibilità di un intervento militare dell’Italia alla guida di una coalizione internazionali per combattere l’Isis. È possibile che fare la guerra a un Paese già in guerra sia l’unica opzione che abbiamo davanti? Perché non cominciare con il bloccare i flussi finanziari che arrivano ai gruppi armati? Chi guiderà il Paese, spazzato via l’estremismo islamico? Sono domande che meritano una risposta, prima dell’armiamoci e partiamo.

Un nuovo grido di allarme dell’Istat

Italia. Crescita demografica sotto zero

di Sara Martini* - Con il più basso numero di nascite in oltre 150 anni di unità nazionale, urge un cambio di rotta per ritrovare fiducia nel futuro. Un Paese che perde in natalità perde anche in produttività e sviluppo. La mancanza di lavoro, la difficoltà (soprattutto per le donne) di conciliare vita familiare e lavorativa, la “sconvenienza” dei figli non aiutano certo a guardare con fiducia al domani. Non ancora indagati a sufficienza sono poi i temi cruciali del rapporto tra generazioni e dell’equità intergenerazionale, delle ricadute sul sistema di welfare e sulla coesione sociale del Paese.

Crisi bancaria e regole di “sopravvivenza”

A proposito di biodiversità bancaria...

di Leonardo Becchetti* - La storia degli ultimi dieci anni ci insegna che non esistono modelli bancari vincenti a prescindere e che non è conveniente ridurne la biodiversità. La crisi ci insegna molto anche in termini di quello che possiamo fare noi per ridurre l’esposizione al rischio: non dobbiamo mettere tutte le uova nello stesso canestro; in finanza non esistono pasti gratis; non dobbiamo pensare che l’operatore di sportello sia un padre spirituale; non esiste un modello di banca sicura; ogni nuova crisi è differente e ci insegna qualcosa di nuovo.

Il Rapporto BES 2015

Un nuovo indice, per scelte giuste

di Lorenzo Semplici* - Il terzo Rapporto BES 2015, sul benessere equo e sostenibile in Italia, presentato lo scorso 2 dicembre, offre un contributo innovativo al dibattito pubblico sulle prospettive della società italiana. La sfida che si apre è quella di rendere concreta l’aspirazione del BES di diventare un punto di riferimento per tutti anche sul piano pedagogico. Infatti solo l’educazione può aumentare la partecipazione, ridurre le iniquità e dare ragione della complessità.