giovani

Modulo di formazione per gli educatori

Bella sfida, l’Ac e la cura dei giovani

Dal 4 al 6 novembre a Matigge di Trevi (PG) duecento giovani di Azione Cattolica si ritroveranno per il modulo di formazione per gli educatori “Bella sfida”. Appuntamento che si inserisce nel cammino di approfondimento del magistero di Francesco e dei tre verbi (“rimanere, andare e gioire”) indicati dal papa come traccia del cammino di un’Ac “in uscita”. Durante il week end, gli educatori avranno modo di riflettere e approfondire i temi della progettualità, dell’accompagnamento personale e di gruppo e della spiritualità laicale. Con loro mons. P. Giulietti vescovo ausiliare di Perugia-Città della Pieve, don A. Mastantuono vice assistente generale dell’Ac, L. Bortoli giornalista, L. Alici docente di Filosofia della Politica all’Università di Perugia, L. Colombo, M. Tridente e don T. Drazza vicepresidenti e assistente nazionale dell’Ac per il SG.

Caritas Italiana. Rapporto 2016 su povertà ed esclusione sociale

I giovani sono i nuovi poveri

Il vecchio modello italiano di povertà, che vedeva gli anziani più indigenti, non è più valido. Lo rivela “Vasi Comunicanti” il Rapporto 2016 della Caritas su povertà ed esclusione sociale in Italia (e alle porte dell’Europa), presentato oggi 17 ottobre, Giornata mondiale contro la povertà. In Italia vivono in uno stato di povertà 1 milione 582 mila famiglie, un totale di quasi 4,6 milioni di individui. Si tratta del numero più alto dal 2005 ad oggi; e si tratta, parlando di povertà assoluta, della forma più grave di indigenza, quella di chi non riesce ad accedere a quel paniere di beni e servizi necessari per una vita dignitosa. Le situazioni più difficili sono quelle vissute dalle famiglie del Mezzogiorno, dalle famiglie con due o più figli minori, dalle famiglie di stranieri, dai nuclei il cui capofamiglia è in cerca di un’occupazione o operaio e dalle nuove generazioni. Un elemento inedito messo in luce nel rapporto e che stravolge il vecchio modello di povertà italiano è che oggi la povertà assoluta risulta inversamente proporzionale all’età, diminuisce all’aumentare di quest’ultima. La persistente crisi del lavoro ha infatti penalizzato (o meglio, sta ancora penalizzando) soprattutto giovani e giovanissimi in cerca “di una prima/nuova occupazione” e gli adulti rimasti senza un impiego.

Sinodo dei giovani 2018. Una grande occasione da mettere a frutto

«Cari adulti è ora di darci retta»

di Gioele Anni - «Io vi domando, voi rispondete: le cose si possono cambiare?». Nel parco di Blonia zuppo di pioggia, tante lingue formavano una sola voce: «Sì! Yes! Oui! Tak!». Era il primo incontro tra Francesco e i giovani, a Cracovia. E il Papa, felice, confidava: «La Chiesa oggi vi guarda – direi di più: il mondo oggi vi guarda – e vuole imparare da voi». Chissà se Francesco aveva già in mente di dedicare ai giovani il Sinodo del 2018. Di certo, in quel dialogo, ne ha tracciato il percorso. Oggi la Chiesa guarda a noi giovani, a chi come me ha tra i 20 e i 30 anni, per intercettare la voglia di cambiamento della nostra generazione. E crede che in questo mondo, più abituato a darci etichette (“sdraiati”, “bamboccioni”, “generazione what?”) che ad ascoltarci, abbiamo persino qualcosa da insegnare. (continua)

La religiosità giovanile in Italia

Quelle domande che attendono risposte

Lorenzo Caselli* - Una lettura di due recenti ricerche sulla religiosità giovanile in Italia: Dio a modo mio (di Rita Bichi e Paola Bignardi, Vita e Pensiero) e Piccoli atei crescono (di Franco Garelli, il Mulino). Una nota di fondo: le domande dei giovani ci coinvolgono tutti e ci spingono a ripensare il nostro essere Chiesa, popolo di Dio in cammino nella storia e nelle sue contraddizioni. L’insegnamento e la testimonianza di Papa Francesco – nei cui confronti i giovani dimostrano un indice di fiducia elevatissimo – ci è di guida. Ricerca, dialogo, accoglienza, servizio devono improntare nuovi stili di vita, tesi a dimostrare nella concretezza delle situazioni l’umana partecipabilità delle cose in cui crediamo. La proposta: dopo Firenze, un Convegno ecclesiale di giovani.

La condizione giovanile in Italia - Rapporto Giovani 2016

C’era una volta il progetto di vita

di Andrea Dessardo* -Si procrastina l’ingresso nella vita adulta, che sempre più s’allontana dai ritmi della biologia: “desertificazione” chiama la conseguenza di questo fenomeno il Rapporto Giovani 2016 promosso dalla Fondazione Toniolo in collaborazione con l’Università Cattolica, Cariplo e Intesa San Paolo (pubblicato da il Mulino). I giovani italiani non si sono ancora arresi al presente, ma cresce in loro il disincanto e la sfiducia nei confronti di un paese le cui istituzioni, ad iniziare da quelle preposte alla formazione, non sembrano in grado di metterli in condizione di realizzare ciò che è più in sintonia con le loro sensibilità e potenzialità.

Riviste Ac digitali

GRAFFITI 2.0 - SCARICA L’APP

di Antonio Iannaccone* - La rivoluzione sta arrivando, cantano i Negramaro. La rivoluzione, finalmente, è arrivata. Nasce l’app di Graffiti digitale, con la rivista bimestrale per giovanissimi che, d’ora in poi, sarà consultabile solo online. La rivoluzione è a portata di mano, anzi di click. All’interno i dati per entrare a farne parte. Come ricordava Umberto Eco, il funzionamento di un testo non può prescindere dalla partecipazione del polo ricettore. Ebbene, cari lettori 2.0, Graffiti vi aspetta nel cyberspazio: per vincere questa sfida abbiamo bisogno, innanzitutto, di voi.

Modulo tematico “Avvitati” per il Settore Giovani

Cartolina da Assisi: tra cuore e pancia

di Antonio Iannaccone* - No, non è un caso. Il fatto che Avvitati – Modulo di formazione per il Settore Giovani di Azione Cattolica – abbia accompagnato il weekend di San Valentino, proprio non è un caso. Da venerdì 12 a domenica 14 febbraio, infatti, l’hotel “Le Grazie” di Assisi ha spalancato le proprie porte a più di ottanta persone (fra vicepresidenti, incaricati, assistenti e membri d’équipe) dal cuore sinceramente innamorato: di Dio, di sé, degli altri, del servizio e della responsabilità in associazione. (continua)

Seminario di Studio Acr. Conoscere, Abitare, Evangelizzare

#CRESCERE DIGITALI

Ragazzi

di Claudia D’Antoni* - La fiducia riposta nella comunicazione e nell’ampliamento delle possibilità offerte dai media, ci ha portati a pensare ad una possibile crescita parallela delle capacità critiche e relazionali. Tali promesse sono state realmente mantenute dalla comunicazione? In che modo i bambini e i ragazzi si muovono all’interno di questo scenario? Come si riposiziona l’educazione? Come pensare, vivere e annunciare la fede nello scenario della comunicazione digitale? Se ne discuterà a #CRESCERE DIGITALI il seminario di studio organizzato dall’Azione Cattolica dei Ragazzi in programma a Firenze il 13 e 14 Febbraio nella cornice di Palazzo Medici Riccardi.

Il Concorso d’idee “Lavoro e pastorale” del Mlac compie dieci anni

Continuiamo a realizzare sogni

concorso Mlac manifesto

di Costantino Coros* - Non perdere la capacità di sognare, sviluppare la cultura della progettualità, sostare con le persone e tra le persone: i tre punti chiave che caratterizzano l’agire del Movimento Lavoratori di Azione Cattolica, posti in evidenza durante l’annuale seminario dedicato alla Progettazione sociale dal titolo “Frutto del lavoro”. In occasione del simposio premiati i quattro progetti vincitori della decima edizione del Concorso di idee “Lavoro e pastorale”: “Red-reciprocità efficacia design” (Martina Franca), “Costruttori di comunità verso il socio distretto rurale” (Ascoli Piceno), “Officine persona nuova” (Pozzuoli), “RiamMagliamo la speranza” (Maglie).

Giornata della memoria

Non basta solo un giorno

Giornata della Memoria

di don Tony Drazza* - Fare memoria del passato, delle atrocità vissute dagli uomini e dalle donne, deve servire per avere il coraggio di scrivere una storia che abbia come filo conduttore la bontà del cuore dell’uomo. Ricordare, conoscere, leggere e informarsi servono perché il ricordo non duri solo un giorno e non sia solo un appuntamento da celebrare. La Shoah testimonia che l’uomo è stato capace di elevare il male a sistema organizzato. A noi il compito di essere quotidianamente “organizzatori di bene”.