Paradisi fiscali, evasione/elusione e azioni specifiche su cui cominciare ad attivarsi come campagna 005

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L’attenzione è stata rivolta a tre direttive in discussione e per ciascuna di esse sono stati analizzati i contenuti e gli elementi di maggiore interesse che potrebbero scaturire dalla loro adozione.

  • La direttiva sul riciclaggio (anti-money laundering directive): contiene provvedimenti per prevenire l’uso del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attività criminose e di finanziamento del terrorismo, nonché misure riguardanti i dati informativi che devono accompagnare i trasferimenti di fondi, al fine di garantirne la tracciabilità.  Questa direttiva sarebbe cruciale per agire ad esempio sulla trasparenza delle informazioni che riguardano la compo­sizione societaria delle varie imprese (la cosiddetta beneficial ownership), ossia sapere chi sono i veri proprietari delle imprese tramite la creazione di registri pubblici delle imprese.  L’Italia su questo fronte ha una posizione particolarmente avanzata, ed è sicuramente da annoverare tra gli Stati Membri che supportano con determinazione questa direttiva.
  • La direttiva sul risparmio (savings directive): copre un ventaglio più  ampio rispetto al solo riciclaggio. L’adozione di questa direttiva permetterebbe lo scambio automatico di informazioni in materia fiscale tra le autorità competenti (fiscali e giudiziarie) dei Paesi dell’UE, una misura che era stata auspicata anche dal G20 come standard globale.
  • La direttiva sulla rendicontazione Paese per Paese da parte delle multinazionali (accounting directive): Le multinazionali devono oggi riportare nei propri bilanci unicamente dati aggregati per macro-regioni. In questo modo è impossibile sapere cosa avviene in ogni Paese, e in par­ticolare se le imprese pagano in ogni giurisdizione le tasse dovute per le attività di produ­zione e commercio e per i profitti realizzati. L’obbligo di pubblicazione dei bilanci e dei dati relativi a vendite, acquisti, costi del personale, numero della forza lavoro, profitti lordi, beni e tasse pagate in ogni Stato consentirebbe un decisivo salto di qualità nella lotta contro l’evasione fiscale, la corruzione, il riciclaggio e la criminalità organizzata. Inoltre sarebbe uno strumento utile per arginare il fenomeno del cosiddetto abuso del trasferimento di prezzo (“trade mi­spricing”), ossia su quella pratica usata dalle multinazionali per alterare in maniera legale la base imponibile in alcuni paesi spostando i profitti all’interno dello stesso gruppo verso paradisi fiscali o paesi a più bassa tassazione al fine di pagare meno tasse.

Lo stato negoziale di queste tre direttive a livello UE entrerà probabilmente in stand-by in vista delle ormai prossime elezioni del PE e dal cambiamento ai vertici della Commissione. È quindi improbabile che entro maggio 2014 vi siano progressi importanti su questi negoziati, ma è importante che su questi testi legislativi il Consiglio Europeo possa compiere progressi e adottare queste misure non appena il nuovo assetto istituzionale UE lo permetterà (ovvero con l’insediamento del nuovo PE e della nuova Commissione).

Aggiornamenti sul dibattito nazionale ed europeo sulla TTF

Livello nazionale

Nelle prime settimane di dicembre il dibattito sulla TTF italiana è stato molto acceso alla luce del tentativo condotto alla Camera da alcuni deputati della Commissione Bilancio di introdurre nella Legge di Stabilità emendamenti che andassero a modificare l’attuale normativa italiana introdotta dal Governo Monti e che in questo primo anno di implementazione si è dimostrata essere una normativa del tutto inefficace, di cui è stato messo in luce soprattutto l’esiguo ammontare di gettito riscosso di gran lunga inferiore alle aspettative che erano state messe a bilancio dal precedente Governo.  

Il principale emendamento su cui si è concentrato il dibattito in Commissione Bilancio è stato l’emendamento 1.866 a prima firma dell’On. Bobba e co-firmato da rappresentanti di quasi tutti gli schieramenti politici. Come Campagna abbiamo fortemente sostenuto l’adozione di questo emendamento ma alla fine, come è noto, l’emendamento su pressioni del Governo è stato ritirato.

L’On. Bobba dopo il ritiro dell’emendamento ha comunque presentato in aula un ordine del giorno che è stato approvato e che rappresenta ora per noi un atto formale su cui incentrare la nostra pressione nelle prossime settimane in quanto l’odg impegna il Governo a presentare, entro gennaio 2014, una relazione alle Commissioni Bilancio e Finanze della Camera circa i risultati dell’applicazione della TTF vigente  relativa all’anno 2013, con particolare attenzione alle ragioni dello scarto tra il gettito atteso e il gettito conseguito e ad assicurare nel semestre di presidenza italiano del Consiglio Europeo il completamento e l’avvio dell’attuazione della direttiva comunitaria.

Livello UE

In questi ultimi mesi non vi sono stati grandi progressi sul fronte della cooperazione rafforzata in UE. Vi erano grandi attese sul post elezioni della Germania ed effettivamente un risultato rilevante è stata la conferma di interesse per la TTF da parte del nuovo Governo tedesco tanto che la TTF è stata inserita tra i punti del patto di coalizione che è stato a fine novembre definito dalle forze governative. Riconfermato anche Schauble, favorevole alla TTF, come Ministro delle Finanze.

Il 12 dicembre vi è stata una riunione dell’ECOFIN in cui il tema della TTF era in agenda. Non vi sono state importanti novità, la discussione è stata prevalentemente incentrata sul “non-paper” che la Commissione Europea ha presentato in risposta agli attacchi del Servizio Legale del Consiglio che aveva avanzato l’ipotesi che la TTF non fosse legalmente possibile. Da indiscrezioni che devono ancora essere confermate sembra che anche l’Italia, in quella sede, abbia presentato una propria posizione sul tema allineandosi a quelle che sono state le argomentazioni presentate dalla Commissione, ovvero che la TTF è perfettamente legale.

Ora con la nuova Presidenza greca è la prima volta che uno dei Paesi membri della cooperazione rafforzata ha la presidenza, sarà quindi da vedere se la Grecia intende durante la sua Presidenza dare un’accelerata ai negoziati sulla TTF A seguire vi sarà la Presidenza italiana di cui sembra che la TTF possa essere un punto importante in agenda.

Aggiornamento e promozione della 1MillionPetition: azione di raccolta firme in sinergia con le altre campagne europee

La 1MillionPetition sarà attiva fino a maggio. Ad oggi alcuni dei promotori italiani si sono adoperati per la diffusione della petizione. Essendo la raccolta firme centralizzata ricevuto non c’è ad oggi un dettaglio dell’incremento delle firme italiane. È comunque evidente che è necessario adoperarsi con più energie per raggiungere entro maggio l’obiettivo di 1 milione di firme (ne mancano ancora circa 370.000). Ovviamente si tratta di una responsabilità condivisa con le altre campagne internazionali, ma è necessario che ciascun promotore possa valutare al proprio interno in che termini può contribuire ad un’efficace promozione di questa petizione.