Sinodo sulla famiglia/9

Fare Vangelo in famiglia

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Vangelo

di Tony Drazza* - Mi capita spesso di guardare con curiosità le case appena arredate dei nuovi sposi e, sempre con molta gioia e piacere, ho fatto visita per la benedizione della casa che avrebbe accolto una nuova famiglia.

Ho avuto modo di costatare che pur nella confusione assoluta dei giorni che precedono il matrimonio, l’appuntamento per “aprire casa” e pregare dentro di essa non si salta per nessun motivo: la sposa e lo sposo riescono a mettere da parte ogni impegno o urgenza organizzativa, dal parrucchiere alla prova dei vestiti, dall’allaccio dell’ultima spina che serve per l’ultimo decoder alla sistemazione perfetta della loro casa.

Spesso in queste case ho visto un luogo sistemato con molta cura, su cui c’erano la Bibbia aperta e una lampada accesa. Mi sono emozionato al vederla. Allora ho immaginato, sognato e sperato che le parole e le frasi della Bibbia potessero essere prese in considerazione nella vita ordinaria di casa. Ho sognato che le pagine della Bibbia prendessero il profumo della cucina, s’impregnassero di profumo del sugo della domenica mattina, che potessero avere diritto di cittadinanza nelle cose più ordinarie della vita della loro nuova casa. Ho sognato e sperato che le parole del Vangelo potessero entrare nelle preoccupazioni di ogni moglie, mentre è occupata a “mandare avanti” la famiglia ed entrare nella mentalità del marito. Questo per me significa fare Vangelo in casa: metterlo dentro la nostra vita, quella vera, ordinaria, semplice, incasinata...

Fare Vangelo nella famiglia significa dare senso a ogni cosa della vita partendo dalle parole del Vangelo e, a fine giornata, trovare in quelle frasi le risposte a tutto quello che si è vissuto.

Bisogna rendersi conto che nelle famiglie, in questa vera convivialità di differenze, si sperimenta il dono dell’accoglienza, della gratuita, del perdono, dell’accompagnamento e della cura.

Fare Vangelo significa metterci dentro le mani e il cuore, perché le cose buone si fanno con le mani, con la fatica, con il sudore e con il cuore. In tutti i discorsi che si fanno sulla famiglia bisogna metterci le mani e il cuore.

Penso allora che le parole del Vangelo siano dentro la vita di ciascuno di noi. Penso alla gioia e alla paura di Giusy e Antonio che attendono un bambino, e, ne sono certo, i loro pensieri e i sogni rientrano nella sfera e nei sogni che avevano Maria e Giuseppe.

Penso ancora che ogni famiglia possa fare Vangelo quando è impegnata con i figli che crescono, soprattutto quando, per motivi di lavoro, si vive lontani dai propri cari e ci si sente soli e, da soli, bisogna portare tutto avanti. Mi vengono in mente Danilo e Alessia che provano a far quadrare tutto, con fantasia e genialità organizzativa: il lavoro e lo studio dei bambini, lo sport e il catechismo, e mi viene in mente che anche Maria e Giuseppe hanno faticato a organizzare la loro vita familiare e a mettere insieme i loro desideri su Gesù.

Penso ancora che fare Vangelo è vivere lo spazio del dolore, come l’hanno vissuto le donne e gli uomini della Bibbia. Il pensiero va a Cosimo e Lucrezia che ora vivono l’esperienza della croce e stanno sotto la croce del figlio, per un incidente costretto sulla sedia a rotelle; accompagnati e aiutati da tante persone a loro vicine e confortati dalla loro fede. Mi viene in mente che Gesù, nel grande momento del dolore non resta solo; non ci sono tutti ma non resta solo e addirittura chiede di abbracciare altre persone: “donna ecco tuo figlio ...”,  nel momento del dolore più grande ci chiede di diventare accoglienza.

Spero che dopo il Sinodo dedicato alla famiglia, ognuno di noi, con il suo vivere umano, sappia impastare le parole della Bibbia con le parole importanti della vita e profumare le pagine bibliche con la sacralità dei profumi della cucina di casa.

Così faremo il Vangelo in famiglia: un Vangelo che profuma di casa, impastato con il cuore, vissuto ogni giorno. Un profumo che si spande per le case vicine, proprio come il sugo della domenica.

*Assistente ecclesiastico centrale dell’Ac per il Settore Giovani