I sedici incontri regionali Ac/Abruzzo e Molise

Come in un cantiere aperto

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La Presidenza nazionale incontra l'Ac di Abruzzo e Molise

di Davide De Amicis* - «Oggi è la festa dei presidenti parrocchiali e la cosa che più ci sta a cuore è quella di raccontare e raccogliere le vostre belle esperienze parrocchiali». Nelle parole introduttive del delegato regionale Abruzzo-Molise dell’Azione cattolica italiana Enrico Michetti, si coglie tutto il senso e l’atmosfera che la scorsa domenica ha permeato l’incontro della Presidenza nazionale con i 140 presidenti parrocchiali abruzzesi e molisani, accompagnati dalle rispettive Presidenze diocesane, ospitato a Silvi Marina dalla diocesi di Teramo-Atri.

Un incontro, questo, preparato da mesi, attraverso il dialogo costante della Delegazione regionale con le undici Presidenze diocesane della regione ecclesiale, che hanno raccolto e inviato 40 contributi relativi ad esperienze e progetti vissuti dalle varie parrocchie. Fra questi, sono stati tre i progetti parrocchiali selezionati e presentati alla Presidenza nazionale, giunta in Abruzzo con una delegazione composta dal presidente nazionale Matteo Truffelli, dall’assistente ecclesiastico generale monsignor Mansueto Bianchi, dalla vice presidente per il Settore adulti Maria Grazia Vergari, dal vice presidente per il Settore giovani Michele Tridente, dal segretario del Movimento studenti Gioele Anni, dalla responsabile nazionale Acr Anna Teresa Borelli e dall’assistente nazionale Acr don Marco Ghiazza, che si è messa in ascolto di associazioni parrocchiali le quali spesso si distinguono nel costituire e rappresentare l’identità stessa della rispettiva località di appartenenza.

A tal punto che il Comune di Pollutri (Chieti), nell’arcidiocesi di Chieti-Vasto, il prossimo 19 dicembre intitolerà all’Azione cattolica uno spazio pubblico, “Largo dell’Azione cattolica”, ubicato davanti la sede associativa della parrocchia di San Salvatore. In questa comunità, tra l’altro, l’associazione celebra proprio quest’anno il suo ottantesimo anniversario dalla fondazione: «Una realtà la nostra – esordisce Maria Concetta D’Ippolito, presidente parrocchiale - che non si è mai chiusa in sacrestia, cercando di aprirsi al territorio». Poche parole, che lasciano già ampiamente intuire il dinamismo di quest’associazione parrocchiale: «Che nei suoi ottant’anni di vita – continua la presidente parrocchiale D’Ippolito -, è stata uno dei principali fautori della crescita culturale, sociale e morale della nostra parrocchia e della nostra comunità cittadina». L’associazione parrocchiale è nata nel 1935 per volontà dell’allora parroco don Nicola Mummolo il quale, dopo la sua scomparsa, la lasciò in eredità al successore don Domenico Ferrari che l’ha vista crescere, prima di affidarla all’attuale parroco don Giuliano Manzi: «Lui – sottolinea Maria Concetta D’Ippolito – ci ha insegnato la corresponsabilità e ora, in parrocchia, l’Ac è operante a sostegno dei ragazzi, dei giovani e degli adulti. Difficoltà ci sono, ma la forza è l’unità che c’è tra i soci, tra i componenti del Consiglio parrocchiale e il parroco». La particolarità che, inoltre, contraddistingue l’Ac di Pollutri sta nel fatto che tutte le generazioni hanno varcato la soglia dei locali associativi intitolati alla compianta Marcella Martini: «Locali – aggiunge la presidente parrocchiale – che rappresentano un cantiere sempre aperto per incontri di formazione e catechesi, iniziative culturali e quant’altro lo Spirito Santo possa ispirare».

Fra le parrocchie del vicino Molise, nella diocesi di Termoli-Larino, spicca poi la parrocchia di Santa Maria del Carmine a Casacalenda (Campobasso): «L’Azione cattolica - premette Antonio Della Ventura, presidente parrocchiale – ha un secolo di storia nel mio paese e dopo esserci un po’ persi di vista, a causa degli eventi sismici che hanno colpito Casacalenda nel 2002, con sacrificio e a piccoli passi siamo riusciti il cammino interrotto qualche anno prima». Nell’associazione parrocchiale di Santa Maria del Carmine, sono presenti i ragazzi dell’Acr, i giovani e gli adulti, i soci hanno dato vita ad un interessante progetto di animazione culturale: «Un cineforum – spiega Dalla Ventura – che attraverso il cinema ci consente di riunire tanta gente, tra cui anche non credenti, e dopo il film traiamo spunto per annunciare quelli che sono gli insegnamenti di Gesù mediante il Vangelo».

L’associazione parrocchiale dell’Assunzione della Vergine Maria a Isernia, nella diocesi di Isernia-Venafro, sta invece compiendo con i ragazzi dell’Acr un percorso alla riscoperta dei giochi popolari di una volta: «Andando spesso in visita in un centro anziani - racconta Marina Lucarino, vice presidente parrocchiale per il Settore giovani – abbiamo notato come queste persone siano un po’ abbandonate a loro stesse e allietando le loro giornate, era più quello che loro lasciavano a noi che viceversa». Da qui, un giorno, è nata l’idea di intervistare gli anziani facendo loro raccontare i giochi che facevano da ragazzi: «Abbiamo voluto coniugare – osserva la Lucarino – la realtà dei grandi e quella dei piccini, stimolando i ragazzi a rivedere e valorizzare la figura dei nonni facendosi raccontare i loro giochi da giovani, con lo scintillio negli occhi». Alla fine sono stati cinque giochi di squadra, quelli selezionati e riscoperti dai ragazzi: il cavalluccio, le 5 pietre, lancia i tappi, la ruota e il tiro alla fune.

Un racconto, quello delle tre parrocchie abruzzesi e molisane, apprezzato dalla Presidenza nazionale che ne ha colto i punti di forza: «Quando abbiamo deciso di partire per questo giro della regioni – replica Matteo Truffelli, presidente dell’Azione cattolica italiana -, la prima cosa che ci ha spinto a partire è stata il desiderio forte di dirvi grazie per quello che state fate per l’Associazione e, attraverso essa, alla Chiesa. Come presidenti parrocchiali, siete uno snodo fondamentale, attraverso cui le persone incontrano la concretezza quotidiana dell’Azione cattolica, la quale dà corpo a un modo di concepire e vivere la Chiesa che è popolo di Dio e cammina insieme».

Al termine di questo primo momento, sono stati altri tre presidenti parrocchiali a porre tre domande alla Presidenza nazionale: «Cosa fare – chiede Loris Di Pasquale, presidente parrocchiale di San Domenico a Penne (Pescara) – per rafforzare e consolidare l’identità associativa?». Una domanda, questa, che si coniuga a quella di Franca, presidente parrocchiale di San Francesco di Paola a Sulmona la quale rilevava la mancanza di adulti: «A volte – risponde Truffelli - siamo timidi nel proporre l’Associazione, ma il fatto che gli adulti non aderiscano riguarda chi non aderisce. Quando l’8 dicembre rinnoviamo l’adesione in parrocchia, non possiamo farlo in segreto perché riguarda l’intera vita della comunità parrocchiale. Del resto, in questo tempo caratterizzato dall’individualismo e dallo sfilacciamento delle relazioni sociali è il momento di offrire l’anticorpo sano dell’associazione».

Infine Valentina, della parrocchia di San Miche Arcangelo di Roccavivara nella diocesi di Trivento, ha chiesto come affrontare il tema della presenza dei migranti, ospitati in un vicino centro di accoglienza, dal punto di vista delle differenze di cultura e religione: «Quello che ci viene chiesto – conclude il presidente nazionale dell’Azione cattolica – è leggere le persone che ci sono e, insieme, valutare concretamente la risposta da dare a quello che è il tempo in cui viviamo. Il tutto, partendo dal presupposto che la differenza non è un problema, ma una possibilità di arricchimento reciproco». Al termine dell’incontro, scandito dalla musica degli inni Acr e dei canti popolari abruzzesi e molisani, si è tenuto il pranzo conclusivo, seguito dalla Santa messa presieduta dal vescovo di Teramo-Atri monsignor Michele Seccia e concelebrata dall’assistente ecclesiastico generale dell’Azione cattolica italiana, monsignor Mansueto Bianchi.

*Incaricato regionale Acr Abruzzo-Molise