Domenica 26 maggio, gli italiani al voto per il nuovo Parlamento europeo

Appunti per il seggio elettorale

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A breve tocca agli italiani (domenica 26 maggio, dalle ore 7 alle ore 23): saremo chiamati ad eleggere il nuovo Parlamento europeo nell’ambito di una vasta “prova di democrazia” che coinvolge i cittadini di tutti gli Stati membri dell’Unione. Agli elettori che si recheranno ai seggi - e speriamo siano in tanti - il consiglio di portare con sé - oltre alla tessera elettorale e un documento valido - un piccolo promemoria di ciò che era e di ciò che è l’Europa, nel senso di Ue, che tanti, troppi, oggi dipingono come foriera d’ogni sventura, sia essa sociale o economica, che affliggerebbe i destini degli Stati membri. 

Non dimenticare. Il cammino dell’integrazione mosse i primi passi all’indomani della seconda guerra mondiale con lo scopo di portare pace, democrazia e sviluppo in un’Europa dilaniata da ideologie nazionaliste, meglio: nazifasciste. Da allora le realizzazioni concrete a livello comunitario sono state molteplici, consentendo di creare vantaggi diretti per la vita dei cittadini e delle Nazioni europee; in particolare, dopo la caduta del Muro di Berlino, l’Ue è divenuta un fattore di stabilità, uno strumento di avvicinamento tra i popoli e gli Stati europei, ricoprendo anche un ruolo positivo in relazione alla politica internazionale. Oggi l’Ue non è solamente un “mercato unico”: i legami tra i Paesi membri ruotano attorno a crescenti relazioni politiche e si fondano sui principi di solidarietà, sussidiarietà e “unità nella diversità”: si tratta, dunque, di un processo di progressiva coesione con reciproci vantaggi, pur nel rispetto delle specificità nazionali sul piano della storia, della cultura, delle tradizioni di ciascun aderente.

Non dimenticare. Naturalmente non mancano i “punti deboli” in una costruzione tanto complessa: occorrerebbero infatti alcuni rafforzamenti sul piano istituzionale, ulteriori collaborazioni in ambito economico e sociale nonché maggiori risultati concreti per quanto attiene la sicurezza, la protezione dei consumatori, il sostegno alle regioni meno sviluppate, la lotta ai cambiamenti climatici... E, soprattutto, la “casa comune” deve ancora dimostrare di reggere alle tante sfide poste dalla “globalizzazione” dei mercati, dalle novità in campo demografico (invecchiamento della popolazione, fenomeni migratori), dalla necessità di più coraggiose forme di cooperazione allo sviluppo con le regioni povere del mondo. In ogni caso, la casa comune va rafforzata, migliorata, certo non demolita.

Non dimenticare. Per i cristiani, le parole di papa Francesco (in occasione dell’incontro Ripensare l’Europa: contributo cristiano al futuro della Ue): «Il primo, e forse più grande, contributo che i cristiani possono portare all’Europa di oggi  è ricordarle che essa non è una raccolta di numeri o di istituzioni, ma è fatta di persone. Purtroppo, si nota come spesso qualunque dibattito si riduca facilmente ad una discussione di cifre. Non ci sono i cittadini, ci sono i voti. Non ci sono i migranti, ci sono le quote. Non ci sono lavoratori, ci sono gli indicatori economici. Non ci sono i poveri, ci sono le soglie di povertà. Il concreto della persona umana è così ridotto ad un principio astratto, più comodo e tranquillizzante... Le cifre ci offrono l’alibi di un disimpegno, perché non ci toccano mai nella carne».
«Riconoscere che l’altro è anzitutto una persona, significa valorizzare ciò che mi unisce a lui. L’essere persone ci lega agli altri, ci fa essere comunità. Dunque il secondo contributo che i cristiani possono apportare al futuro dell’Europa è la riscoperta del senso di appartenenza ad una comunità. Non a caso i Padri fondatori del progetto europeo scelsero proprio tale parola per identificare il nuovo soggetto politico che andava costituendosi. La comunità è il più grande antidoto agli individualismi che caratterizzano il nostro tempo, a quella tendenza diffusa oggi in Occidente a concepirsi e a vivere in solitudine. Si fraintende il concetto di libertà, interpretandolo quasi fosse il dovere di essere soli, sciolti da qualunque legame, e di conseguenza si è costruita una società sradicata priva di senso di appartenenza e di eredità».

Non dimenticare. Le elezioni del prossimo Parlamento europeo si collocano in tale contesto: l’assemblea di Strasburgo riveste oggi un ruolo ben definito all’interno dell’Ue, assegnatogli dai Trattati, soprattutto per quanto riguarda la formazione delle leggi, la definizione del bilancio comunitario e il “controllo politico” sulla Commissione. Il Parlamento, eletto a suffragio universale, si è conquistato un posto di primo piano nel processo di integrazione, benché esso - proprio in quanto unica istituzione Ue eletta dai cittadini - abbia ancora poteri limitati.
L’imminente appuntamento elettorale può segnare un’occasione favorevole per far risuonare la voce dei cittadini in sede comunitaria. Il valore della partecipazione al voto va intesa nel senso di un’“Europa più democratica”, mentre il peso delle proprie scelte politico-elettorali andrà a influire sulla composizione dell’assemblea stessa e quindi sulle decisioni che in futuro verranno assunte nell’emiciclo.

Non dimenticare. Per tali motivi, l’Azione Cattolica Italiana sollecita i suoi associati e tutti i cittadini a votare per il rinnovo del Parlamento europeo. Il diritto di voto va inteso nel senso della piena valorizzazione della libertà di scelta, della democrazia partecipativa (che peraltro non può limitarsi al momento elettorale) e del “peso” che tale scelta potrà avere sul futuro dell’edificio comunitario. L’Ac ha sostenuto fin dall’inizio il progetto d’integrazione europea e continua a sostenerlo ancora oggi e ricorda che tutti i cristiani hanno non solamente il diritto ma anche la responsabilità d’impegnarsi attivamente in questo progetto. Inoltre, la partecipazione dei cristiani è essenziale per riscoprire l’anima dell’Europa, che è cruciale per rispondere ai bisogni fondamentali della persona umana e per il servizio del bene comune, contribuendo in particolare alla difesa e promozione della vita umana, al sostegno della famiglia, alla tutela dei diritti individuali e sociali, a promuovere la giustizia nelle relazioni tra l’Ue e i Paesi in via di sviluppo, a proteggere il Creato e a promuovere la pace in ogni angolo del mondo.

Per quanti non l'avessero ancora fatto, il consiglio a "navigare" i contenuti del sito iovoto.eu che l'Azione cattolica ha dedicato a coloro che desiderano informarsi, riflettere, discutere, scegliere, partecipare in vista del voto.