Sulle orme di Francesco

Guardare il mondo con gli occhi dei più poveri, non dimenticarci del lavoro e dei lavoratori, tradurre i valori e gli ideali in opere concrete. Da Economy of Francesco il grido dei giovani

Dal 22 al 24 settembre scorso si è svolto ad Assisi l’evento principale di Economy of Francesco. Finalmente, dopo due anni di incontri online, è arrivata l’occasione per rispondere in presenza alla chiamata di papa Francesco a dare un’anima all’economia. Per rinnovare questo impegno, eravamo in più di mille giovani, economisti e change-makers provenienti da più di 100 paesi. Tra questi, non potevamo mancare noi di Azione cattolica, da sempre concentrati sul bene comune e sensibili agli stimoli provenienti dalla Chiesa. Sulle orme di Francesco (per approfondire, leggi l’articolo Economy of Francesco: è l’ora dei giovani).

Seguendo l’esempio del Poverello

È stata davvero un’esperienza suggestiva ritrovarsi nella città del Poverello, uno dei change-maker più importanti nella storia della Chiesa e non solo. È stato fondamentale essere messi a confronto con realtà che stanno vivendo le conseguenze più tragiche di un modello economico ormai non più funzionante. Ecco che, allora, siamo stati sollecitati ad approfondire nuovi progetti e nuove idee di business realizzabili. Molto interessanti sono stati i workshop, il format degli hogar e le conferenze, da cui è emerso come dare un’anima all’economia non è uno slogan vuoto. Si tratta, invece, di una prospettiva paradigmatica possibile, a cui noi e tutte le persone di buona volontà possiamo e dobbiamo credere e per cui siamo chiamati a spenderci. A tal proposito, per noi è stato motivo di vanto e orgoglio poter presentare con gli amici del Fiac e, in particolare Carlo e Leanne della Zak (Malta) e Maria Luz dell’Aca (Argentina), la figura del beato Giuseppe Toniolo. Spronati da mons. Sorrentino, speriamo di aver contribuito a svecchiare la sua figura, il cui pensiero è più che mai attuale.

Occasioni di sinodalità

Come sappiamo, la Chiesa italiana e quella universale stanno vivendo un percorso sinodale: proprio i dibattiti maturati, soprattutto nei villaggi, sono state proficue occasioni di sinodalità. Non sono mancate le incomprensioni, ma il fine di lavorare per un bene superiore ha permesso di superare nella fraternità la diversità di opinioni. Durante una pausa è capitato anche che mi si avvicinasse un uomo anziano e che quasi mi canzonasse per la supposta ingenuità mia e di tutti gli altri partecipanti. Gli ho risposto che è necessario che almeno noi giovani crediamo in un possibile e diverso approccio all’economia. Non sono sicuro di averlo convinto, ma questo piccolo episodio mi ha permesso per un attimo di uscire dalla bolla, facendomi comprendere quanto lavoro ci sia ancora da fare affinché certi messaggi passino nella società in questo tempo.

«Sentinella, quanto resta della notte? La sentinella risponde: “Viene in mattino, poi anche la notte; se volete domandare, domandate, convertitevi, venite!”». (Is 21,11-12) Questo frammento ci è stato più volte riproposto, soprattutto durante le testimonianze più dure. Da parte nostra è necessario agire ora, senza attendere un fantomatico futuro.

Un processo che continua

Alla luce di tutto ciò, non si può certo dire che sia stato un evento conclusivo. Al contrario, il processo di Economy of Francesco continua e ricomincia. La strada è presto tracciata, dobbiamo seguire le tre indicazioni proposte dal Santo Padre: guardare il mondo con gli occhi dei più poveri, non dimenticarci del lavoro e dei lavoratori, tradurre i valori e gli ideali in opere concrete. Come aderenti di Azione cattolica, allora, torniamo a casa con diversi compiti. In primo luogo, dobbiamo sforzarci di inserire queste piste nei nostri cammini associativi, affinché questi siano caratterizzati dai tre linguaggi, del pensiero, del cuore e delle mani. Dobbiamo proseguire il nostro percorso di Economy of Francesco, lavorando attivamente nell’hub italiano, cooperando con le altre realtà presenti. Infine, dobbiamo sfruttare il dono prezioso del Fiac, mettendo in campo iniziative concrete nei prossimi anni.

Abbiamo tanto da fare, non possiamo nasconderci. Aderire all’Azione cattolica, però, ci rende partecipi di una storia bella, fatta da tante persone che non si sono mai tirate indietro davanti alle sfide del proprio tempo. Buon cammino a noi!

*Rappresentante di Azione cattolica italiana per l’evento Economy of Francesco