"Ho udito il grido del mio popolo…": l’idea di un Dio che libera

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Nelle giornate dal 2 al 4 marzo ci siamo travati presso Casa San Girolamo per leggere, meditare e pregare il libro dell'Esodo e poter contemplare un Dio che si prende cura del suo popolo e lo libera rendendolo responsabile di questa libertà donata.

 

Il nostro punto di partenza e' stato quello di comprendere che l'Esodo è un libro nel quale si presenta la situazione fondamentale del professare la fede di un popolo raccontando la sua storia.

 

L'Esodo, infatti, è stato letto e riletto continuamente nella tradizione del popolo ebraico e poi anche nella tradizione cristiana.

I segni di questa rilettura si trovano nella Bibbia stessa. Il Nuovo Testamento, in particolare, rilegge continuamente l'esperienza dell'esodo. Prendiamo ad esempio i racconti dell'infanzia nel vangelo di Matteo. Per sfuggire all'oppressione di Erode (non è il Faraone, ma gli assomiglia!) Gesù fugge in Egitto e vi resta fino alla morte del re, poi anche lui come il popolo viene chiamato
dall'Egitto e torna nella Terra promessa, nella Terra dei padri.

Ancora nel vangelo di Giovanni si descrive tutta la storia di Gesù come un grande esodo. Ad un certo punto, nel vangelo di Giovanni Gesù dice: "Sono uscito dal Padre e sono venuto nel mondo, ora lascio di nuovo il mondo e vado al Padre"  (Gv 16,28). Questo testo evidenzia un duplice movimento: c'è un entrare e un uscire. Come il popolo è uscito dall'Egitto per entrare nella Terra, così anche Gesù. Tutto nella sua vita è stato un entrare e un uscire: uscire dal seno del Padre per entrare nel mondo e uscire dal mondo per rientrare nel seno del Padre. Ma questa forse è la stessa vicenda di ogni uomo e di ogni donna che hanno fatto esperienza della cura amorevole di un Dio che libera. Anche noi viviamo questo esodo: veniamo nel mondo in attesa di entrare nella Terra che ci è stata promessa.

Nella continua rilettura a cui il libro dell'Esodo è stato sottoposto l'aspetto più importante è forse espresso in alcune parole proprie della tradizione ebraica. La letteratura giudaica propria della pasqua dice: "In ogni generazione ognuno deve considerarsi come se egli stesso fosse uscito dall'Egitto, come è detto: in quel giorno tu dichiarerai ai tuoi figli: questo si fa per ciò che il Signore fece a me quando uscii dall'Egitto, perché il Santo, benedetto Egli sia, non redense solo i nostri padri, ma liberò anche noi con loro, come è detto: ci fece uscire di là per farci entrare e darci il Paese che aveva giurato ai nostri padri" (dall'Haggadah di Pasqua). Perciò, quando si legge il libro dell'Esodo, e' importante leggerlo non come una storia del passato che riguarda alcuni uomini di tanti secoli fa, ma come una storia che riguarda e continua a riguardare ciascuno di noi. Ognuno di
noi è dentro questa storia. Infatti, il libro dell'Esodo che cosa racconta? Racconta la storia di un popolo. Meglio ancora, racconta la storia di un gruppo di schiavi oppressi in Egitto che, ad un certo punto, riescono a fuggire e dopo un lungo cammino entrano in una Terra che gli verrà donata, la Terra della libertà, la Terra promessa. Ma poi, rileggendo questa storia, riconoscono che non sono stati loro ad uscire dall'Egitto. È il Signore che gli ha fatto uscire!

Nella storia che hanno vissuto, che è una storia di liberazione comune a tanti altri popoli, riconoscono un intervento del Signore. Quindi, la rilettura di questa storia diventa per loro una professione di fede: il Signore ci ha fatto uscire dall'Egitto.

Nella Bibbia il libro dell'Esodo è quello che più di altri libri può essere considerato all'origine della fede di Israele proprio perché racconta quell'esperienza che ha permesso al popolo di riconoscere il Signore, il suo Dio, colui che lo ha liberato, che lo ha fatto uscire, che gli ha donato una Terra. Quindi, nel libro dell'Esodo abbiamo sì una storia, ma è una storia che è riletta nella fede. Raccontando questa storia, il popolo confessa: il Signore ha agito in mezzo a noi! Ma questo significa che l'Esodo, raccontandoci questa storia riletta nella fede, ci racconta anche la fede di questo popolo e in questo modo ci aiuta a capire quale deve essere la nostra stessa fede. Ci insegna a riconoscere nella nostra vita la presenza del Signore e a dire con fede: ecco, il Signore agisce nella mia vita e io lo riconosco presente come colui che interviene nella mia storia.

P. Michele Pischedda