L’Ac nel solco tracciato da Francesco

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Accompagnare ogni vita a scoprirsi abitata dal Signore di Antonio Martino

- Più 700 delegati da quasi 200 diocesi d’Italia, in rappresentanza di una associazione che attraverso i suoi oltre trecentomila iscritti è presente in più di 7.000 parrocchie italiane. Sono loro i protagonisti del Convegno delle Presidenze diocesane di Azione Cattolica La realtà “sorprende” l’idea. La missionarietà dell’Ac alla luce dall’Evangelii gaudium. L’obiettivo lo spiega bene il Presidente nazionale, Matteo Truffelli: «Vogliamo prendere sul serio l’invito che Francesco fa al n. 33 dell’Evangelii gaudium, quando esorta tutti ad “applicare con generosità e coraggio gli orientamenti di questo documento, senza divieti né paure”. Lo faremo a partire da alcune parole-chiave: Poveri, Misericordia, Popolo, Gioia, Dialogo capaci di farci leggere in profondità le indicazioni di questo papato, per declinarle ancora meglio e, come associazione, aiutare tutta la Chiesa a declinare al meglio tutto il magistero di Papa Francesco».

L’Azione Cattolica è dunque più che mai consapevole del fatto che, per continuare a camminare nel solco della storia che ci ha condotto fino a qui, sulle orme del Concilio, rigenerate da Francesco, «occorre avere il coraggio e la libertà di cercare strade nuove per arrivare a incrociare sempre di più il quotidiano delle persone», aggiunge Truffelli. È in fondo quello che chiede Papa Bergoglio a tutta la Chiesa: essere “in uscita” verso le periferie del mondo, dell’esistenza.

Al Convegno si lavorerà dunque per un’Azione Cattolica capace di “farsi prossima” alla vita concreta delle persone, facendosi carico delle loro attese e delle loro speranze, delle loro sofferenze e delle loro povertà, della loro ricerca di un’umanità piena e delle loro incertezze, per testimoniare a tutti la speranza che nasce dal Vangelo e la forza radicale di una fede che cambia la vita. Un cammino da compiere a partire dai più deboli. «Procedere con il passo di chi resta indietro, di chi fa più fatica o ha più pesi da portare deve essere sempre di più il criterio che scandisce il ritmo delle nostre associazioni e il metro su cui valutare le nostre proposte», sottolinea Truffelli.

Questo non significa affatto abbandonare la parrocchia e i gruppi di formazione che vivono in essa, preziose occasioni di crescita umana, spirituale, culturale e relazionale per tantissimi bambini, ragazzi, giovani e adulti del nostro Paese. Significa invece per l’Azione Cattolica «accentuare la dimensione missionaria, dell’ascolto nei confronti delle esigenze, delle fatiche e delle aspettative di coloro che intendiamo raggiungere dentro e fuori le mura delle nostre chiese, rimodulando la vita dell’associazione per renderla più aderente alla vita concreta delle persone, delle famiglie, delle comunità». Per il presidente Truffelli: «Se vogliamo essere un’Azione cattolica in uscita per una Chiesa in uscita, se vogliamo mettere sempre più la nostra associazione al servizio del progetto di Chiesa disegnato da Papa Francesco, non possiamo continuare semplicemente a fare tutto come facevamo cinquanta, dieci, cinque anni fa». Nessun sconvolgimento, ma la capacità nuova di accompagnare ogni vita a scoprirsi abitata dal Signore.