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I “superpoteri” degli acierrini riuniti a Silvi Marina (TE) per il loro Incontro nazionale

Soggetti attivi di evangelizzazione

La tre giorni Acr dedicata al protagonismo dei ragazzi. Una priorità che l’Acr promuove con il preciso scopo di formulare proposte concrete a misura dei più piccoli su temi come la cittadinanza, l’educazione, la Chiesa e l’Associazione
Fototeca Ac
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Chiassosi e festanti come sempre, ma anche attenti e partecipi com’è tipico degli acierrini. Sono arrivati a Silvi Marina da tutta Italia e in più di 900. Ad accompagnarli i loro educatori Acr, fratelli e sorelle maggiori di Azione cattolica, come sempre pronti nell’aiutarli a esprime e a condividere i loro desideri, sogni e progetti di ragazze e ragazzi under 14 – nati e cresciuti in questo nostro non facile squarcio di secolo – con uno stile attento e dialogante, unica via per rendere concreto e possibile il protagonismo dei piccoli.

Acr: scoprire il progetto di amore che Dio ha per ciascuno

Da venerdì 6 e sino a domenica 8 ottobre sono sulla costa abruzzese per il loro Incontro nazionale “SuPer – Piccoli capaci di grandi cose con Te”. Obiettivo dichiarato: dare man forte e accompagnare le ragazze e i ragazzi a scoprire i propri “superpoteri” e ad avere il coraggio di metterli in campo, generando “opere buone” per se stessi e per le proprie comunità. Per fare questo, prima dell’Incontro nazionale gli acierrini hanno vissuto un intenso percorso preparatorio di discernimento che li ha visti protagonisti, capaci di esplorare la propria interiorità per scoprire il progetto di amore che Dio ha per ciascuno.

Acr: nel solco dell’Evangelii Gaudium, come discepoli missionari

«A dieci anni dall’esortazione apostolica Evangelii Gaudium – spiega Annamaria Bongio, responsabile nazionale dell’Acr – l’Acr sente ancora più forte la necessità di percorrere i passi del discepolo-missionario, che in virtù del “superpotere” ricevuto con il battesimo diventa “un soggetto attivo di evangelizzazione”, impegnato ad annunciare ai fratelli e alle sorelle l’amore di Dio». In altri termini, per l’Acr, vocazione, comunità e missionarietà viaggiano a braccetto, l’una alimentata dall’altra. Così pure nel cammino di crescita umana e spirituale delle ragazze e dei ragazzi queste tre dimensioni si alimentano vicendevolmente, all’interno della storia di ciascuno.

Con l’aiuto dei più grandi

Ad aiutare la riflessione degli acierrini, alcune figure di rilievo che condivideranno la loro esperienza nell’ambito dei temi affrontati nel corso dell’Incontro: Damiano Tommasi, sindaco di Verona, Eugenia Carfora, dirigente scolastica dell’istituto superiore “Francesco Morano” a Caivano, Giuseppe Notarstefano, presidente nazionale di Azione Cattolica, e Cosetta Zanotti, scrittrice e poetessa, docente all’Università Cattolica del Sacro Cuore.

Cosetta Zanotti. Il potere delle parole

La professoressa Cosetta Zanotti è stata la prima a portare il suo contributo. Intervenendo venerdì pomeriggio ha guidato i ragazzi “alla scoperta delle parole”. «Le parole sono strumento, ma anche superpotere da amministrare con cura. Parole bianche, rotonde; parole che possono ferire e risollevare, raccontare e rallegrare. Lettere che gettate in aria inventano il significato, cantate dal vento inventano il suono, definiscono gli oggetti».
«Le parole – ha spiegato agli acierrini la Zanotti – in definitiva sono le cose, sono gli oggetti; per essere ascoltate hanno bisogno di navigare nel silenzio e non affogare nel rumore». Particolarmente importanti sono «le parole che vengono accompagnate da immagini», poiché assumono una diversa postura, hanno nuova vita, parlano più linguaggi, arrivano a più persone, consentono di comprendere significati altri». Consegnando idealmente all’Acr il superpotere delle parole, Cosetta Zanotti, pone l’attenzione su quanto queste possano fare tanto bene e tanto male, «quanto possano essere aliante o sasso»; sottolineando: «ragazzi con le parole avete un grande super potere, usatelo bene».

Oggi e domani gli interventi degli altri relatori, di cui vi daremo conto a fine lavori.

VIDEO racconto della prima giornata

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