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L'omelia del card. Farrell - La vostra vita cristiana quotidiana manifesta la santità battesimale e laicale

«Siete i continuatori di questa testimonianza degli apostoli»

Pubblichiamo l’omelia del card. Kevin Joseph Farrell (26 aprile 2024)

Cari fratelli e sorelle,

abbiamo ascoltato le parole che Gesù ha rivolto ai discepoli nei discorsi di addio e che la liturgia ci ripropone in questi giorni, nella luce nuova della Pasqua: «Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me!». Possiamo immaginare il turbamento che i discepoli devono aver provato nei terribili momenti dopo la crocifissione. Sembrava essere il completo fallimento. Ma dopo la risurrezione, siamo certi che i discepoli hanno ricordato queste parole del Maestro e hanno compreso, proprio alla luce della fede, che la passione era il mezzo voluto da Dio per donare la salvezza a tutta l’umanità e rinnovarla nel suo amore.

Il turbamento del cuore

Anche a noi capita spesso di provare “turbamento nel cuore” e ci accorgiamo che questo sentimento di sfiducia, di smarrimento e di impotenza aggiunge difficoltà ancor più grandi alle prove che ci troviamo a vivere. Quando il cuore vacilla, le prove diventano ancora più pesanti e sembra quasi che ci schiacceranno. Per questo le parole di Gesù sono così importanti: «abbiate fede in me!». La fede in Gesù, vivo e risorto, ci aiuta a non appoggiarci solo su noi stessi, ma a confidare nella sua potenza divina. Egli viene in nostro soccorso, infondendo in noi forze nuove ed energie inaspettate. Siamo poveri e deboli, ma le ricchezze di Gesù risorto vengono donate a noi, ne diventiamo partecipi. Lui è sempre con noi nella sua nuova vita di risorto. Il “turbamento del cuore”, perciò, può lasciare il posto all’abbandono in Dio e alla speranza.

Vado a prepararvi un posto

Un’altra parola del Vangelo è di grande incoraggiamento per noi: «Vado a prepararvi un posto». Certamente non dobbiamo intendere questa promessa in senso troppo materiale, come se ci fosse in cielo uno spazio delimitato preparato per ciascuno di noi. Gesù qui annuncia che il suo “andare” verso la morte trasformerà la vita degli uomini, sarà possibile essere vicini a Dio, abitare nella sua casa. Ricordiamo che durante il processo dinanzi alle autorità giudaiche, Gesù venne accusato di voler distruggere il tempio e di farne uno nuovo (cfr. Mt 25,61). Anche in questo caso le sue parole non avevano un senso materiale.

Gesù annunciava che alla “distruzione” della sua vita, cioè la passione, sarebbe seguita una “ricostruzione spirituale”, cioè la risurrezione. E la risurrezione è proprio l’inizio di un “nuovo tempio”: è la nuova relazione fra Dio e gli uomini salvati, è la nuova “casa” per tutti coloro che credono in Gesù, che ricevono da lui il perdono e iniziano una nuova esistenza.

Si comincia così a vivere “da risorti” insieme a Gesù risorto. Questo è il posto che Lui ci ha preparato. Come promesso, infatti, Gesù viene e ci prende con sé nella risurrezione: lo fa con i sacramenti, specialmente nella Messa, e lo farà un giorno definitivamente quando ci chiamerà a lui al di là della morte.

Comprendiamo allora che Gesù è davvero la via, la verità e la vita! Tutti noi, ora, attraverso di Lui, possiamo avvicinarci a Dio con piena fiducia, con amore e riconoscenza. Grazie a Lui, ora abbiamo un “posto” nella casa di Dio. Quando l’uomo vive nel peccato ha paura di Dio e fugge da Lui, come fa Adamo dopo la trasgressione. Ma l’uomo perdonato e riconciliato con Dio, non ha più paura, anzi ora “con Dio” si sente a casa. Chiunque riceve da Dio la pace nel cuore, sente di aver ritrovato il suo “posto” nel mondo. Non si sente più smarrito. Anche questo è il frutto meraviglioso della risurrezione. 

La Chiesa, nostra casa

Sono certo che tutti voi che appartenete all’Azione cattolica comprendete il senso spirituale delle parole di Gesù. Anche voi avete ricevuto il perdono e l’amore di Dio. Tante volte avete superato il turbamento del cuore grazie alla fede in Cristo risorto. Siete passati dalla paura all’amore filiale per Dio. Anche voi, col passare degli anni, avete cominciato a sentire la Chiesa come la vostra “casa” e avete ora la certezza che il Signore aveva preparato per voi una dimora sicura, felice, che vi aiutasse ad affrontare con speranza tutte le sfide dell’esistenza.

Aggiungo un breve pensiero sulla prima lettura. Il brano degli Atti degli Apostoli che abbiamo ascoltato, riflette bene il tema scelto per la vostra Assemblea nazionale: Testimoni di tutte le cose da Lui compiute. San Paolo, parlando nella sinagoga di Antiochia, annuncia la risurrezione di Gesù e le sue apparizioni a coloro che lo avevano seguito fin dall’inizio, dalla Galilea, e che ora «sono testimoni di lui davanti al popolo». Dopo l’ascensione di Gesù al cielo, la testimonianza degli Apostoli è indispensabile perché il popolo creda nella risurrezione.

«Siete i continuatori di questa testimonianza degli apostoli»

Tutti voi che fate parte dell’Azione cattolica, da molto o da poco tempo, siete i continuatori di questa testimonianza degli apostoli. È la testimonianza della vostra vita cristiana quotidiana, che manifesta la santità battesimale e laicale alla quale tutti siete chiamati. È la testimonianza che voi date, vivendo fedelmente la vocazione matrimoniale e alla famiglia. È la testimonianza che mostrate con la vostra appartenenza gioiosa alla Chiesa. È la testimonianza che appare nella solidarietà con chi è nel bisogno e con la vicinanza a chi soffre. È la testimonianza di amore per i fratelli più piccoli di Gesù, che si esprime nella cura e nella formazione dei bambini e dei giovani. È, infine, la testimonianza di amore personale e intenso a Gesù, nostra via, nostra verità, nostra vita.

Carissimi, preghiamo la Vergine Maria affinché renda tutti noi testimoni gioiosi della risurrezione di Cristo. Il Signore ci renda attenti alle necessità delle donne e degli uomini d’oggi e infonda in noi amore alla missione evangelizzatrice della Chiesa.

Amen.

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