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Siate educatori-profeti, innamorati di Dio e dei fratelli più piccoli

«Siate educatori-profeti che sanno leggere con il cuore l’universo dei ragazzi e delle ragazze, sanno cogliere risorse e possibilità, sanno offrire spazio affinché ognuno sia veramente se stesso». La trascrizione dell’omelia del cardinale Angelo De Donatis, Vicario generale di Papa Francesco per la diocesi di Roma, in occasione della Santa Messa celebrata nella Basilica papale di San Giovanni in Laterano, presenti i partecipanti al Convegno nazionale degli educatori Acr

Benvenuti a tutti! E a tutti porto il saluto affettuoso e la benedizione di Papa Francesco. È bello ritrovarsi questa mattina nella casa del Vescovo di Roma con gli educatori Acr giunti da ogni parte d’Italia. Saluto con affetto anche i sacerdoti presenti e anche i tanti “Don” che non sono qui perché impegnati nelle loro parrocchie.
È bello essere qui con l’Acr. Sentire la gioia di ritrovarci insieme intorno all’altare per spezzare il pane della vita. I vostri volti di ragazzi e ragazze sono il volto dell’Acr: il volto bello del nostro Paese. Con l’Acr, lo stare insieme diventa casa; la casa diventa realtà, si scalda, si impregna di gioia che inizia a circolare e tutti si sentono in famiglia. L’Acr ha nel suo Dna proprio questo: creare legami gioiosi, facendo dell’esperienza associativa uno spazio autentico e luminoso. L’Acr rende tutta l’Azione cattolica luminosa e gioiosa.

Voi state riflettendo in questi giorni su i passaggi che fanno crescere i vostri ragazzi. Ebbene, i passaggi della vita richiedono sempre una profezia. Ogni passaggio perché non sia sterile, perché non sia semplicemente uno spazio da programmare, richiede sempre che ogni ragazzo abbia accanto a sé un gruppo di educatori e una comunità con un forte carisma profetico.

Si compie un passaggio in un ragazzo e in una ragazza se si sa pronunciare su di esso una parola “impregnata di fuoco”, di fuoco profetico. Il passaggio deve far dire ad ogni ragazzo e ragazza io posso camminare, posso crescere perché posso realizzare la profezia che Dio padre per mezzo dello Spirito a pronunciato su di me.

Lo sapete meglio di me, i ragazzi hanno bisogno di percepire la forza di una voce che li chiama a fare passi certi e sicuri, a percorrere strade nuove, a divenire discepoli-missionari che sanno tradurre quella profezia.
Passiamo ai ragazzi una fiaccola luminosa: dovremmo sapere dire a ciascuno di loro ti consegno con mani sicure il dono dello Spirito che ti farà correre a dare sostanza alla tua vocazione.

Una comunità di educatori “impregnati di fuoco” non riduce tutto alla conoscenza sull’io, ho semplicemente alla coerenza di un comportamento, ma sa rimandare allo spazio di Dio in modo chiaro e trasparente.
A noi sta cuore che oggi crescita avvenga dentro uno “spazio sacro”, avvolto tenacemente dalla tenerezza di Dio, che vuole il nostro bene. Non si faranno passaggi di vita solo perché si è competenti; né se saremo incapaci di accompagnare i fratelli più piccoli a mettere i propri piedi, il proprio cuore nello spazio dove abita Dio, in uno spazio impregnato della sua presenza.

Dobbiamo agire come i profeti, come educatori-profeti che sanno leggere con il cuore l’universo dei ragazzi, sanno cogliere risorse e possibilità, sanno offrire spazio affinché ognuno sia veramente se stesso.

Gli educatori-profeti sanno trasfondere l’opera feconda di Dio su i ragazzi che vengono affidati alla loro cura. Sanno, come Mose, affidarli al fuoco che non si consuma; e loro per primi saranno amici di Dio in una stupenda e affascinante relazione.

Carissimi, solo se sarete innamorati della relazione con Dio e con gli altri allora sarete capaci di essere luce, sarete capaci di attivare passaggi di crescita sicuri, affidabili, passaggi profetici che permetteranno a i vostri ragazzi di allargare la presenza di Dio nel mondo, e farli veramente protagonisti del Regno di Dio come da sempre l’Acr sa insegnare.

E allora, per tutto questo, noi preghiamo questa mattina e chiediamo al Signore di continuare su questa strada. Se sarà così aiuteremo noi stessi e aiuteremo i piccoli a fare passaggi di vita che sapranno esprimere, disegnare, i tratti dell’umanità di Cristo in questo nostro mondo.

Il tempo dei nostri ragazzi diventa così il tempo di Dio, un tempo profetico, riempito della Parola e dell’Azione di Dio; e, soltanto dentro questo spazio, sapremo compiere passi che sono progetto di Dio Padre, passi che renderanno visibile la sua Verità.

I “passaggi di crescita” – bella questa immagine, anche se non credo che la capiremo tutti – sarà dunque un addormentarsi nell’amore di Dio. Saranno beati coloro che si consegnano, che si addormentano nell’amore di Dio. Per costoro, ogni passaggio di crescita in fondo non sarà una conquista, una perfezione raggiunta, ma sarà mettersi a disposizione dello Spirito, sarà consegnarsi alla fecondità dell’amore.

Addormentarsi nell’amore significa segnare crescite che siano scelte di gratuita; ogni passaggio sarà un addormentarsi, un perdersi perché il criterio di ogni passo non sarà realizzare se stessi ma sarà la gratuita. Solo il dono di se stessi sarà garanzia di crescita, solo la gratuita segnerà i passaggi, quelli sostanziosi.

Egoismi e passaggi che sanno di egoismo saranno sempre sterili, non saranno fecondi, saranno disumani. Addormentiamoci nelle braccia dello Spirito e facciamo della gratuita la garanzia della crescita d’amore fino alla fine. Un amore che sappia darsi come nella sala del Cenacolo, per lavare i piedi dei fratelli, e la sostanza che ha fatto fare passaggi molto significativi agli stessi discepoli, che hanno dovuto consegnare il proprio io e addormentarsi nelle braccia dell’amore dello Spirito, facendo della generosità e del dono il criterio di ogni passo, di ogni crescita autentica.

Io voglio molto bene all’Acr, quindi sento di partecipare anche in maniera molto attiva al vostro servizio e vi ringrazio per tutto quello che veramente donate ogni giorno con tanta generosità.

Chi vorrà salvare la propria vita la deve perdere. Invitiamo i ragazzi e le ragazze a salire sul “carro di fuoco del profeta”, a percepire la gioia di essere amati, a percepire la mano sicura del Signore che si fa loro compagno di viaggio.

Il regno di Dio è come un uomo che getta il seme nella terra. Non sappiamo come cresce, ma siamo certi che crescerà.

Siamo certi che solo se impregnata del fuoco che non si consuma ogni vita, ogni esistenza sarà il capolavoro di Dio, che è padre e fratello, amico di ogni passaggio, di ogni crescita, Signore della vita.
Preghiamo perché la gente continui con entusiasmo a credere nei passaggi che siano solo opera dello Spirito.