Sinodo dei giovani. Documento preparatorio e Lettera di Francesco

Non perfetti, ma vivi

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di Lucia, Michele e don Tony - Una delle cose belle e tenere della vita è ricevere un regalo. Questo diventa ancora più bello se arriva in un momento feriale, non nei giorni di festa “comandate”. Tutto diventa particolarmente bello e prezioso è ricevere un regalo accompagnato da una lettera. La lettera dice l’affetto, il bene e l’amore che l’autore nutre per te. Quel regalo è per te, pensato per te e per nessun altro. La lettera che accompagna il regalo è la cosa più intima del regalo stesso. Questa è la sensazione che abbiamo provato ieri quando abbiamo visto il Documento preparatorio per il Sinodo dei giovani dell’ottobre 2018 e la Lettera di Papa Francesco che lo accompagna.

di Lucia, Michele e don Tony* - Una delle cose belle e tenere della vita è ricevere un regalo. Questo diventa ancora più bello se arriva in un momento feriale, non nei giorni di festa “comandate”. Tutto diventa particolarmente bello e prezioso è ricevere un regalo accompagnato da una lettera. La lettera dice l’affetto, il bene e l’amore che l’autore nutre per te. Quel regalo è per te, pensato per te e per nessun altro. La lettera che accompagna il regalo è la cosa più intima del regalo stesso.
Questa è la sensazione che abbiamo provato ieri quando abbiamo visto il Documento preparatorio per il Sinodo dei giovani dell’ottobre 2018 e la Lettera di Papa Francesco che lo accompagna. Prendere carta e penna, scrivere qualcosa ai giovani, mentre si presenta un Documento come bussola del cammino, lo troviamo semplicemente fantastico. Tutti abbiamo bisogno di delicatezza per vivere. Abbiamo bisogno di qualcuno che ci prenda la vita tra le mani, e con attenzione e tenerezza ci sussurri che possiamo farcela, che il cammino è lungo, faticoso ma che si può fare. Abbiamo bisogno che ci venga detto che un mondo migliore è possibile non “per magia” ma “per amore”, per l’amore e il cuore di tanti giovani che hanno voglia di mettersi in cammino, di “sprecare” la loro vita per gli altri, di pensare e disegnare orizzonti di bellezza.  Così dice il papa nella sua lettera:

Un mondo migliore si costruisce anche grazie a voi, alla vostra voglia di cambiamento e alla vostra generosità. Non abbiate paura di ascoltare lo Spirito che vi suggerisce scelte audaci, non indugiate quando la coscienza vi chiede di rischiare per seguire il Maestro. Pure la Chiesa desidera mettersi in ascolto della vostra voce, della vostra sensibilità, della vostra fede; perfino dei vostri dubbi e delle vostre critiche. Fate sentire il vostro grido, lasciatelo risuonare nelle comunità e fatelo giungere ai pastori.

Vogliamo allora metterci in cammino con il Papa e la Chiesa. Siamo giovani che sentono nel cuore quell’impulso, che

sebbene il frastuono e lo stordimento sembrino regnare nel mondo, questa chiamata continua a risuonare nel vostro animo per aprirlo alla gioia piena. Ciò sarà possibile nella misura in cui, anche attraverso l’accompagnamento di guide esperte, saprete intraprendere un itinerario di discernimento per scoprire il progetto di Dio sulla vostra vita. Pure quando il vostro cammino è segnato dalla precarietà e dalla caduta, Dio ricco di misericordia tende la sua mano per rialzarvi.

Il nostro cammino, la nostra voglia di camminare e i nostri desideri di bene potranno essere realizzati solo se accompagnati dagli adulti, da chi può raccontarci la verità e la bellezza della vita, da chi sa farci trovare le cose buone che ogni pagina della storia può farci trovare. Abbiamo bisogno di gente che ci racconti che è davvero possibile un mondo migliore. Giovani e adulti insieme. Giovani e Chiesa insieme per rendere tutto profumato di Vangelo.
Comincia il cammino e noi ci sentiamo pronti. Vorremmo rendere questo tempo che ci separa dalla celebrazione del Sinodo un tempo di grazia, di discernimento, di passi fatti insieme perché, ne siamo certi, tutto questo darà al cuore di tutti un di più di bellezza e di fiato. Sentiamo perciò il bisogno di amare e di essere amati così come siamo. Non siamo perfetti, ci manca qualcosa, non facciamo tutte le cose in modo ordinato (come qualcuno ormai scrive in modo sistematico), ma siamo vivi e desiderosi di fare passi veri e belli per la nostra vita.
Vorremmo ora augurarci che davvero nessuno ci rubi l’entusiasmo.

*Lucia Colombo, Michele Tridente e don Tony Drazza - vicepresidenti e assistente nazionale per il Settore Giovani di Ac