Russia e Ucraina consacrate al Cuore Immacolato di Maria

Con Francesco, tutta l’Ac prega per il popolo ucraino e per il popolo russo e chiede a Maria di prendere sotto la sua protezione materna l’intera famiglia umana

Nel giorno in cui celebriamo la Festa dell’Annunciazione e l’Incarnazione di Gesù, i ragazzi, i giovani e gli adulti dell’Azione cattolica italiana si uniscono con i vescovi e i presbiteri di tutto il mondo a Papa Francesco che consacra la Russia e l’Ucraina al Cuore Immacolato di Maria. Nella decisione del Santo Padre, storia, devozione mariana e penitenza si intrecciano in un ulteriore segno della misericordia di Dio, cui tutti ci affidiamo in queste ore drammatiche per le sorti dell’intera umanità.

In questo giorno l’Azione cattolica fa suo l’appello del Concilio Vaticano II, di cui quest’anno ricordiamo il 60° anniversario dall’apertura, di recente richiamato dal cardinale Gualtiero Bassetti: «Condannata l’inumanità della guerra», rivolgiamo «un ardente appello ai cristiani, affinché con l’aiuto di Cristo, autore della pace, collaborino con tutti per stabilire tra gli uomini una pace fondata sulla giustizia e sull’amore e per apprestare i mezzi necessari per il suo raggiungimento» (Gaudium et Spes, 77).

In questi nove anni di pontificato, con il suo magistero Papa Francesco più volte ci ha indicato che la pace si costruisce attraverso azioni concrete di dialogo, riconciliazione, conversione ecologica. Soprattutto, la pace si ottiene quando si spera. Essa richiede un impegno in prima persona a chiunque, ricco o povero, ultimo tra gli ultimi o potente della terra, poiché nasce anzitutto nel cuore di ciascuno, dalla volontà di stringere relazioni fondate sulla fraternità e capaci, senza ipocrisie e vuote parole, di dare corpo al rispetto dei diritti umani e alla costruzione di comunità solidali.

A due anni dalla fine della Seconda guerra mondiale, nel 1947 un giovane Vittorio Bachelet scriveva: «Se nemico è colui che non si ama, allora è più vero ancora che i cattolici non hanno nemici. I cattolici combattono il male che è l’unica cosa che non possono amare, ma non possono combattere, essere nemici degli uomini, anche quando questi sono al servizio del male, anche quando combattono la verità, la giustizia, la carità, la Chiesa. I cattolici li devono amare: non basta che non li odino… Agire, bisogna, certamente. Parlare, anche, a voce alta e sicura, tutte le volte che sia necessario, e spesso, molto spesso, è necessario agire e parlare con coraggio. Ma soprattutto è necessario agire e parlare con amore» (Vittorio Bachelet. Pensieri per la politica, a cura di Ilaria Vellani, Editrice Ave, Roma 2020).

Mentre auspichiamo che la diplomazia trovi una soluzione al conflitto in atto arrivando quanto prima ad un cessate il fuoco, come Azione cattolica continuiamo nel solco tracciato da Bachelet a costruire la pace spendendoci in azioni di solidarietà e vicinanza concreta a quanti fuggono dalle atrocità della guerra, sostenendo l’impegno della Caritas italiana e il dialogo tra le Chiese di Ucraina e di Russia. Preghiamo per il popolo ucraino e per il popolo russo e chiediamo a Maria di prendere sotto la sua protezione materna l’intera famiglia umana, certi che con la sua intercessione si avvicini per tutti il tempo della pace e della libertà, il tempo della verità, della giustizia e della speranza.

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Redazione