Riflessioni e rilanci

Le norme e la presenza dell’altro nella nostra vita

A un metro di distanza

di Pina De Simone* - “Stai lontano da me almeno un metro”. Fino ad ora questa espressione esprimeva il fastidio nei confronti dell’altro. Ora stare a un metro di distanza esprime invece l’attenzione nei confronti dell’altro, il prendersi cura di lui, volere che lui stia bene». Così ha esordito il mio viceparroco nella sua prima omelia della fase due in una chiesa che aveva finalmente ritrovato la presenza dei fedeli. Potremmo partire da qui per interrogarci sul senso delle regole. Limitazione della libertà, disciplina imposta dall’esterno o risposta ad un’interiore esigenza di relazione?...

La scossa, la grinta e la concretezza

Tre parole per l’estate

di Sandro Calvani*- Un amico, parroco in un paese di montagna, mi ha chiesto un suggerimento su tre parole chiave per l’estate durante e dopo la grave crisi causata dalla pandemia, da proporre a diversi gruppi di giovani che si troveranno nel suo paese per i campi estivi di vacanza e formazione. Ho risposto proponendogli di rilanciare forte su tre parole di montagna coraggiose ed efficaci, quelle che servono se ci si trova in un sentiero in salita nella roccia durante una tempesta: la scossa che ci dà la tempesta, la grinta per affrontarla e la concretezza di ogni passo da soli e insieme.

Riflettere sulla ripresa in una prospettiva di genere

La pandemia e il lavoro delle donne

di Katia Furlotti*- Le donne, soprattutto le più giovani, rischiano di essere penalizzate sia nel breve che nel medio e lungo periodo dall’attuale crisi legata all’epidemia da coronavirus. Mettendo ulteriormente in risalto un vulnus preesistente della nostra società: le disuguaglianze di genere, in particolare nel mondo del lavoro. Inoltre, nelle fasi successive di ripresa complessiva delle attività, in ipotesi di convivenza, almeno temporanea, con le misure restrittive e di distanziamento, si renderà probabilmente necessario, in molte famiglie con entrambi i genitori lavoratori, dividere i compiti e, in alcuni casi, decidere chi dei due continuerà a lavorare e chi si occuperà della cura di figli, anziani e malati. In questo senso variabili economiche e organizzative inducono a pensare che molte donne non rientreranno o rientreranno a fatica, o con alcune rinunce, nel mondo del lavoro. Qui, alcune proposte per cambiare lo stato delle cose e puntare a un corretto bilanciamento di genere in ambito lavorativo.

Il cigno nero del coronavirus e i cigni bianchi della ricostruzione

La fine di un mondo?

di Alberto Ratti* - Il caso e l’imprevedibilità sono due variabili che possono avere un forte impatto sulla vita delle persone, dei popoli, delle nazioni, spesso cieche e vulnerabili rispetto ad eventi totalmente inaspettati. È indubbio che il “cigno nero del coronavirus” ci abbia trovati del tutto impreparati. Ora però è il tempo dei “cigni bianchi”. Ma quali? Come ripartire? Coinvolgere i “corpi intermedi” e le “formazioni sociali” (sindacati, associazioni di cittadini, associazioni professionali, cooperative, autonomie funzionali, organizzazioni non governative, fondazioni, etc…) è il compito che spetta a breve alla politica, affinché le soluzioni ai problemi siano trovate insieme e non ciascuno per conto suo. Occorre guardare al futuro, sebbene appaia molto incerto, con la speranza che la situazione possa migliorare e che questa sia un’occasione unica per il nostro Paese.

Fase 3. Le proposte per il rilancio dell’Italia presentate dalla task force Colao

Per un’Italia più forte, resiliente ed equa

Sei macro-settori e sei corrispondenti obiettivi: è lo schema di base del piano per la fase 3 presentato dalla task force guidata da Vittorio Colao alla Presidenza del Consiglio e riassunto nel titolo di copertina Un’Italia più forte, resiliente ed equa, che è l’obiettivo complessivo del documento di 121 pagine Iniziative per il rilancio – “Italia 2020-2022” che proviamo a riassumere. Imprese e lavoro come «motore dell’economia». Infrastrutture e ambiente come «volano del rilancio». Turismo arte e cultura come «brand del Paese». Una Pubblica amministrazione «alleata dei cittadini e imprese». Istruzione, ricerca e competenze «fattori chiave per lo sviluppo». Individui e famiglie «in una società più inclusiva e equa». Un elenco di grandi idee più che di progetti di cambiamento, che oggi ci appaiono più prossimi alla sfera del sogno che a quella del reale, e, ad un tempo, un elenco dei grandi ritardi del nostro Paese.

Nel tempo della pandemia, come cambia il vivere e il credere

La fede e il contagio

È disponibile gratuitamente La fede e il contagio (a cura di Luigi Alici, Giuseppina De Simone e Piergiorgio Grassi), un numero speciale dei Quaderni di «Dialoghi», il trimestrale culturale dell’Azione cattolica italiana, in un momento segnato da un drammatico contagio epidemico che è anche tempo di altri “contagi”: di relazioni e connessioni ritrovate nel distanziamento forzato e accompagnate da una speranza che affiora. Una sfida che ci interpella, spingendoci a guardare avanti, a pensare a un futuro in cui ripartire dalle priorità che abbiamo scoperto e a non smarrire il senso di comunità che abbiamo maturato. Una riflessione a più voci che restituisce la situazione che stiamo vivendo, vista con occhi e mente pensosi ma carichi di prospettive.
Cosa sta realmente cambiando, nel tempo della pandemia, nel modo di vivere e di credere? È la domanda da cui sono partiti anche i due webinar proposti dalla rivista e che è possibile rivedere: Dialoghi sulla fede, di sabato 2 maggio, con Giacomo Canobbio, Pina De Simone, Fulvio Ferrario, Pietro Pisarra e Matteo Truffelli; Dialoghi sulla città, di venerdì 8 maggio, con Luigi Alici, Gabriele Gabrielli, Adelaide Iacobelli, Giuseppe Notarstefano, Valentina Soncini e Matteo Truffelli.

I possibili effetti della pandemia sull’Università italiana

Il futuro non può essere on line

di Andrea Dessardo* - La crisi economica, che inevitabilmente seguirà questi mesi, rischia di riflettersi in un calo delle immatricolazioni e dunque sull’occupazione in un settore tutt’altro che marginale per il futuro del nostro Paese. Meno studenti uguale meno laureati e, dunque, meno sviluppo. Senza contare che tre mesi di lockdown hanno comportato il forzato divorzio tra ricerca e didattica, la cui interdipendenza è invece il fondamento dell’Università contemporanea. E a proposito dell’attività didattica on line: essa non può sostituire perfettamente le lezioni in presenza, sia perché ogni vera educazione richiede che docenti e studenti possano interagire direttamente, sia perché non tutte le discipline possono essere spiegate solo a parole.

Perché la crisi diventi opportunità

Riabitare l’Italia

di Nadia Matarazzo* - La pandemia sembra aver cambiato brutalmente la nostra socialità, le nostre abitudini, il nostro modo di pensare l’altro. Ma, oltre gli interrogativi circa le conseguenze che essa comporterà per la vita delle comunità umane, è doveroso impegnarsi a leggere questa contingenza come una eccezionale opportunità affinché tutto ciò che sarà abbia il volto di un mondo che non si è lasciato schiacciare dalle macerie, ma che ha, invece, saputo ricostruirsi mettendo in campo le sue energie migliori.

Ripensare la distanza nelle relazioni di prossimità

Sulle orme di Agostino

di Donatella Pagliacci* - Rilanciamo l’idea della giusta distanza come la forma calda dell’essere insieme, il modo di abitare lo spazio che separa me da te, evitando la riduzione dell’uno all’altro, lo sconfinamento e l’impossessamento. Riscopriamo la ricchezza e la bellezza di un io che non teme l’altro e che anzi si misura con lo sguardo del prossimo, un io che tiene l’altro a distanza ma solo per potergli manifestare più rispetto, più accoglienza, più condivisione, più amore. Saper stare alla giusta distanza dall’altro significa saper accogliere senza fagocitare, amare senza invadere lo spazio vitale dell’altro, donargli un sorriso, sapersi accorgere di dove abitano i suoi sogni ed incoraggiarlo, senza sostituirsi a lui, a realizzare il suo bene nei modi e nelle forme del suo e non del nostro desiderio.

Disuguaglianze. La campagna «Chiudiamo la forbice»

Un impegno comune contro le iniquità

di Andrea Michieli* - Cinque anni fa, con la pubblicazione dell’enciclica Laudato si’, Papa Francesco, rivolse un invito a ripensare i fondamenti del modello dominante di economia di mercato, invitando a ripensare i rapporti economici a partire dalle persone e dall’ambiente in cui esse vivono. Da questo appello è nata la campagna «Chiudiamo la forbice». Alcune associazioni e realtà di ispirazione cristiana - tra queste l’Azione Cattolica - hanno voluto fare squadra dinnanzi alle crisi socio-ambientali e ai segnali sempre più preoccupanti che la nostra Terra manifesta e che la forsennata corsa alla produzione ha per molto tempo sottovalutato. Il cuore dell’impegno è la riduzione della forbice delle disuguaglianze che, insita nell’attuale modello globale di sviluppo economico, si è sempre più allargata e che la rapida crisi legata alla diffusione del Covid-19 rischia di far nuovamente esplodere.

Cosa abbiamo imparato e quali nodi restano da sciogliere

Covid-19 tra Costituzione e sussidiarietà

di Paolo Rametta* - La sfida del Covid-19 ha certamente messo alla prova il funzionamento del nostro sistema costituzionale nel suo complesso, uno stress-test unico per intensità e repentinità, oltre che per la assoluta originalità del pericolo da affrontare. Due le lezioni probabilmente già emerse e di cui fare tesoro: la necessità di un confronto politico improntato a un dialogo reale sul futuro del Paese, senza contrapposizioni strumentali, e la necessità di un’ottica lungimirante nella gestione delle risorse dedicate ai diritti sociali. Meno semplice risulta orientarsi su altri aspetti, cioè i nodi del reciproco rapportarsi delle varie articolazioni della Repubblica, tra Stato, regioni ed enti locali, ma anche la questione del rapporto tra Governo e Parlamento e tra Repubblica ed enti non pubblici, come il Terzo settore.

La Giornata di digiuno e di preghiera per l’umanità colpita dalla pandemia

Attraversare l’imprevisto

di Gianluca Zurra* - Il 14 maggio i cristiani si uniranno alla giornata di digiuno e di preghiera a Dio Creatore per l’umanità colpita dalla pandemia. L’iniziativa, alla quale ha aderito papa Francesco, è stata promossa dall’Alto Comitato per la Fratellanza Umana. Può essere un’occasione per riscoprire il digiuno e la preghiera come due esperienze umane fondamentali, in grado di riconsegnare all’uomo la sua originaria apertura fiduciosa sulla realtà, soprattutto in tempi di smarrimento e di sofferenza. La vita, infatti, porta con sé una promessa, che sostiene il nostro desiderio buono di stare al mondo, di affrontare il giorno che verrà, di cercare verità e giustizia negli affetti quotidiani. Ma è anche sempre drammatica, faticosa, messa alla prova dai fallimenti, dalla sofferenza, da un male che spesso ci sovrasta e ci devasta.

Anticipazioni della società del rischio globale?

#Distantimauniti

di Andrea Casavecchia* - La rapida diffusione del coronavirus in tutto il mondo ci ha permesso di constatare con mano le conseguenze della società del rischio globale. La novità non è nella catastrofe che si è abbattuta. L’umanità ne ha vissute molte, noi occidentali ce ne eravamo dimenticati. Viviamo, però, in un mondo connesso tecnologicamente ed economicamente, che vive una “metamorfosi” ma privo di strutture politiche e sociali; privo di preparazione culturale a livello planetario per gestire quei rischi che tutti corrono e che – senza precauzioni – finiscono (e finiranno in futuro) per colpire in modo più forte i più deboli. Questa pandemia ci immerge nella nuova realtà. Ora ne siamo tutti più consapevoli. E già si scorgono all’orizzonte i primi segnali di un possibile futuro da costruire.

Più misure alternative, differimento pena, investimenti in personale e tecnologie

Carceri e Covid-19

di Sara Martini* - La vulnerabilità è una condizione strutturale del detenuto. Figuriamoci in tempo di pandemia. Impossibile anche solo immaginare e mettere in atto in questo contesto le uniche vere contromisure al contagio: distanze, igiene personale, sanificazione degli ambienti. Il decreto Cura Italia contiene i primi provvedimenti per alleggerire la pressione nei nostri istituti di pena, già sovraffollati, ma sono insufficienti e inattuati. Sarebbero opportuni provvedimenti per accelerare l’accesso alle misure alternative, limitare il flusso in ingresso nelle carceri magari differendo almeno fino a fine emergenza l’emissione degli ordini di esecuzione delle condanne fino a quattro anni, investire in nuovo personale medico socio-sanitario e penitenziario e potenziare l’utilizzo di strumenti telematici per una maggiore comunicazione a distanza tra detenuti e familiari.

Aiutiamo le persone in difficoltà e in condizioni sempre più precarie

Dona anche tu. Sosteniamo il Fondo Caritas “Emergenza coronavirus”

L’Azione cattolica italiana sostiene e invita a sostenere il fondo “Emergenza coronavirus” attivato dalla Caritas Italiana e aperto alla generosità di tutti gli italiani. Sull'esempio di Francesco e dei nostri vescovi, e dei tanti uomini e donne di buona volonta, diamo un aiuto concreto alle persone in difficoltà e in condizioni sempre più precarie a causa dell’emergenza sanitaria.
Conto corrente postale n. 347013 di Caritas Italiana (Via Aurelia 796-00165 Roma)
Donazione online tramite il sito www.caritas.it
Bonifico bancario (causale “Emergenza Coronavirus):
-Banca Popolare Etica, via Parigi 17, Roma –Iban: IT24 C050 1803 2000 0001 3331 111
-Banca Intesa Sanpaolo, Fil. Accentrata Ter S, Roma – Iban: IT66 W030 6909 6061 0000 0012 474
-Banco Posta, viale Europa 175, Roma – Iban: IT91 P076 0103 2000 0000 0347 013
-UniCredit, via Taranto 49, Roma – Iban: IT 88 U 02008 05206 000011063119

Per la Festa dei lavoratori, ri-progettiamo il futuro

L’uomo, il lavoro e la sua dignità

di Tommaso Marino* - Nulla sarà come prima, ma sicuramente sarà importante ciò che in questi mesi saremo capaci di mettere in campo per uscire dalla pandemia più forti, più consapevoli dell’esigenza di vivere con quello che abbiamo, rispettando la natura e coinvolgendo tutti in un percorso di crescita spirituale e sociale, mettendo al centro l’uomo, il lavoro e la sua dignità. Una delle cose vissute in questi tempi è l’esperienza del limite: un piccolo virus con dimensioni 600 volte più piccole di un capello ha determinato una profonda modifica delle abitudini di ciascuno e del pianeta intero. Occorre farne tesoro, riflettere sulla dimensione del limite umano e la parte economica verrà di conseguenza.

Primo maggio all’epoca del Covid-19

Un tempo per ripensare il lavoro e l’economia

di Fabio Cucculelli* - Siamo alla vigilia di un primo maggio insolito: non si scenderà in piazza per rivendicare i diritti dei lavoratori o per festeggiare. I motivi di preoccupazione sono moltissimi. Per effetto del Covid-19, secondo l’Onu più di 25 milioni di persone potrebbe perdere il lavoro. In Europa già un milione di persone ha visto ridursi il proprio reddito per effetto della pandemia. A soffrire, in particolare, sono i liberi professionisti, gli artigiani, gli addetti delle piccole industrie costrette a fermarsi per il lockdown, ma gli effetti si stanno sentendo anche nel settore dei servizi. Tutte persone che rischiano di finire in povertà. L’economia mondiale subirà un calo del 3%, con punte in Europa tra il 7 e il 9%.

Festa della Liberazione. Intervista al Presidente nazionale dell’Ac, Matteo Truffelli

Le sfide di questo 25 aprile

Il 25 aprile 2020 sarà una festa particolare e diversa da quella degli scorsi anni: non sono state organizzate, infatti, manifestazioni e parate nelle strade e nelle piazze del nostro Paese a causa dell’epidemia di Covid-19; tuttavia, forse sarà possibile vivere questa occasione in maniera più intima e sentita e con un nuovo senso di identità nazionale. Chiara Santomiero ne ha parlato con Matteo Truffelli, intervistato per “Radiopiù.eu Roma”, la web radio della diocesi di Roma, nella rubrica di attualità InformAC curata dall’Ac diocesana. Per il Presidente nazionale dell’Ac, come nel secondo dopo guerra «anche oggi abbiamo davanti a noi la sfida della ricostruzione materiale e morale» del Paese, e altre « come ad esempio affrontare la crisi economica e la disoccupazione che ne deriva». Ma a differenza di allora, «noi non ripartiamo da zero: ci sono tante risorse su cui contare, nonché i valori che si festeggiano il 25 aprile, cioè la solidarietà vissuta anche in questi ultimi due mesi, che dovrà essere più forte rispetto al rischio di scadere nell’egoismo; oppure le idee di giustizia, di custodia e cura della democrazia e il tema della pace come alternativa alla violenza».

Le misure economiche della UE per contrastare la crisi da Covid-19

Che sia la volta buona?

di Alberto Ratti* - Il Consiglio Europeo di ieri pomeriggio ha finalmente dato il via libera al cosiddetto Recovery Fund, un vero e proprio fondo comune attraverso cui la Commissione Europea potrà andare sui mercati finanziari e raccogliere fino a 1000 miliardi di euro, garantiti da un bilancio europeo 2021-2027 ingigantito e rafforzato da nuove contribuzioni e garanzie da parte degli Stati membri. I fondi così sommati potranno poi essere destinati da parte della Commissione ai Paesi maggiormente colpiti dall’epidemia di Covid-19. Entro il 6 maggio la Commissione dovrà esporre il suo piano e dare gambe a provvedimenti quanto mai necessari. Le Istituzioni europee più importanti (Consiglio Europeo, Commissione, Parlamento) hanno finalmente lavorato di squadra e indicato la direzione da seguire.

1° maggio, nella basilica di Santa Maria del Fonte a Caravaggio

Atto di Affidamento dell’Italia a Maria

L’Azione Cattolica accoglie con gratitudine la decisione della Conferenza episcopale italiana di affidare l’intero Paese alla protezione della Madre di Dio come segno di salvezza e di speranza, raccogliendo così la proposta e la sollecitazione di tanti fedeli. Lo farà venerdì 1° Maggio, alle ore 21, con un momento di preghiera, nella basilica di Santa Maria del Fonte a Caravaggio. La scelta della data e del luogo è estremamente simbolica. Maggio è, infatti, il mese tradizionalmente dedicato alla Madonna, tempo scandito dalla preghiera del Rosario, dai pellegrinaggi ai santuari, dal bisogno di rivolgersi con preghiere speciali all’intercessione della Vergine. Iniziare questo mese con l’Atto di Affidamento a Maria, nella situazione attuale, acquista dunque un significato molto particolare per tutta l’Italia. Il luogo, Caravaggio, situato nella diocesi di Cremona e provincia di Bergamo, racchiude in sé la sofferenza e il dolore vissuti in una terra duramente provata dall'emergenza sanitaria. Alla Madonna la Chiesa affida i malati, gli operatori sanitari e i medici, le famiglie, i defunti. Con un pensiero particolare, nel giorno della festa di San Giuseppe lavoratore, sposo di Maria, a tutti i lavoratori, consapevole delle preoccupazioni e dei timori con cui tanti guardano al futuro.

Lessico dell’emergenza, tra fake news e post-truth

Comunicare al tempo del Covid-19

di Antonio Iannaccone* - Gli studiosi e i professionisti della comunicazione sono consapevoli di avere un compito difficile: trattare un argomento che già tutti conoscono o credono di conoscere. Infatti, mentre il fisico e il chimico si occupano di oggetti misteriosi come le molecole e le particelle elementari – di fronte ai quali la gente mostra un senso di rispettosa soggezione – i comunicatori devono faticosamente (provare a) guadagnare una certa autorevolezza. Quell’autorevolezza che, a volte e in maniera paradossale, può beneficiare di una situazione di emergenza, proprio come il momento storico che stiamo attraversando. Ecco, allora, alcuni dei basilari princìpi ed elementi comunicativi.

Appello della società civile alla politica - Tra i firmatari, Matteo Truffelli

Per la ricostruzione di un welfare a misura di persone e territori

È indirizzato al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, al presidente della task force governativa per la “Fase 2”, Vittorio Colao, e per conoscenza al presidente dell’Anci, il sindaco di Bari Antonio De Caro, l’“Appello della società civile per la ricostruzione di un welfare a misura di tutte le persone e dei territori” sottoscritto dal presidente nazionale dell’Ac, Matteo Truffelli, insieme ad altri responsabili di associazioni ed enti soggetti impegnati nella realtà sociale italiana. Tra le richieste: il coinvolgimento dei corpi intermedi, che costituiscono il capitale sociale italiano in un grande lavoro di caring, di presa in carico delle famiglie e dei lavoratori colpiti dalla crisi; un maggiore impegno nella costruzione di un’economia a misura d’uomo, un’economia civile, che abbia a cuore la centralità della persona, dei territori ed un’attenzione costante all'ambiente e alla crisi climatica.

Vivere questo momento storico da giovanissimi e giovani

Il tempo della fedeltà

Vivere questo momento storico, allo stesso tempo faticoso e surreale, con lo stesso spirito delle prime comunità cristiane, chiamate a vivere la fedeltà a una parola e a una testimonianza rivoluzionarie, anche se il Signore non era più fisicamente tra loro. Questi giorni siano - dunque - un tempo della fedeltà: al Signore, attraverso la cura della vita spirituale; alla vita, non cedendo alla “messa in pausa” impostaci dalla pandemia; ai fratelli, trovando occasioni concrete per renderci utili nelle nostre comunità; alla vita associativa, che continua in forma diverse. Affinché nessuno sia lasciato da solo.

In pericolo il futuro della democrazia e la dissipazione dell’interiorità

Scuciti fuori, scuciti dentro

di Luigi Alici* - All’ombra di una rete che allo stesso tempo ci avvicina e ci allontana, due i pericoli all’orizzonte. Il primo, il futuro della democrazia: fioriscono nuovi “poteri invisibili”, che fanno capo ad anonime società di capitale, che posseggono i nostri dati, ci coccolano e ci manipolano, lasciandoci intravedere un futuro telematico che potrebbe spazzare via il modello tradizionale di comunicazione e di formazione, di scuola e di università. Il secondo, la dissipazione dell’interiorità: di cui forse abbiamo fatto esperienza in questi giorni di reclusione forzata. Oggi, quando arriva il tempo dello scoramento la nostra vita spirituale continua ad essere bombardata aggredita distratta abusata svuotata. Il nostro tempo ci viene rubato proprio quando ne avremmo di più. Un furto incredibile, che si consuma come la cosa più normale di questo mondo! Potremmo ritrovare noi stessi, piangere i morti e occuparci dei vivi, curare la memoria ed elaborare progetti… E invece finiamo appesi ad attimi sconnessi e senza valore.

Il messaggio urbi et orbi di Francesco. Non è tempo di indifferenza, egoismi, divisioni e dimenticanza

Che sia la nostra Pasqua

di Andrea Michieli* - Il messaggio che Papa Francesco ha voluto lanciare “alla città e al mondo” per la Pasqua è stato “irrituale”. Insolito, perché preceduto dal vuoto lasciato dall’assenza dell’omelia durante la messa di Pasqua. Inconsueto, perché carico, più che di auguri, di proposte concrete per il futuro dell’umanità. Inusuale, perché è stato un augurio pronunciato con un velo di tristezza e di grave preoccupazione per il tempo che viviamo e per l’avvenire in cui stiamo entrando. Papa Francesco ha chiesto: l’abolizione delle sanzioni internazionali e del debito dei Paesi più poveri per garantire la vita e la salute delle persone; «soluzioni innovative» di solidarietà – particolarmente in Europa – per sostenere il lavoro e rapporti economici più equi; la cessazione di ogni conflitto e la memoria delle piaghe provocate dalla guerra per salvare la vita a coloro che sono esposti al doppio fuoco delle armi e del virus.

Decreto scuola: il parere del Movimento Studenti di Azione Cattolica

Ora impegno per non lasciare indietro nessuno

Gli studenti di Azione Cattolica esprimono parere favorevole in merito alle modalità pensate per la conclusione del corrente anno scolastico e per l’Esame di Stato, emanate con il decreto legge n. 22 dell’8 aprile 2020, che accoglie in larga parte le proposte del Forum delle associazioni studentesche in merito ai requisiti di ammissione e alla struttura delle prove d’esame. Per ciò che riguarda il recupero e l’inizio delle lezioni per il nuovo anno scolastico, gli studenti di Ac considerano appropriata la scelta di tornare il primo settembre tra i banchi di scuola, se le condizioni sanitarie lo consentiranno. Nell’immediato, due le questioni sulle quali il Msac chiede di porre l’attenzione: come considerare le assenze e come valutare gli studenti.

Leggere la storia e coltivare la speranza

Costruire nuove alleanze

di Matteo Truffelli - articolo pubblicato su «L’Osservatore Romano» del 6-7 aprile 2020 - La generazione che il virus si sta portando via dentro il silenzio straziante delle nostre città è fatta, in larga parte, di coloro che hanno visto la guerra e vissuto la difficile fase della ricostruzione. Gli ultrasettantacinquenni, quelli nati prima del 1945. Ci hanno parlato a lungo, nei loro ricordi, della povertà e semplicità della loro infanzia, della normalità del coraggio che occorreva per attendere la fine del conflitto, dell’angoscia con cui si partiva mettendo tutte le proprie cose dentro una valigia per andare a cercare fortuna al Nord, oppure all’estero. Della passione con cui ci si schierava politicamente di qua o di là, per tutta la vita, con un mondo diviso in due e con l’incubo della bomba atomica. (continua)

La scuola e l’università al tempo del coronavirus

Oltre l’e-learning, una riflessione pedagogica

di Andrea Dessardo* - L’emergenza coronavirus, oltre che per i suoi aspetti sanitari ed epidemiologici e per le sue pesanti conseguenze economiche, sarà probabilmente ricordata anche come il più grande esperimento di e-learning della storia, un caso che sarà certamente studiato dai pedagogisti e dagli storici dell’educazione. Alcune considerazioni, che possono essere fatte fin da ora sulla base dell’esperienza diretta di questi giorni, saranno senz’altro riprese quando l’emergenza sarà cessata e con esse dovrà necessariamente confrontarsi il mondo dell’istruzione anche quando le scuole finalmente riapriranno. Quando torneremo fra i banchi o dietro le nostre cattedre non potremo fingere che questo periodo non ci sia mai stato, ma su di esso dovremo fondare una più ampia riflessione pedagogica.

Definire nuove priorità e scegliere la direzione in cui dirigerci

Ricominciare, con un altro sguardo

di Giacomo Costa* - L’Italia vive un tempo di sospensione, che indica come sia necessario cambiare sguardo: rinunciare all’illusione di controllare tutto e rinforzare il senso di affidamento alla base di ogni scelta di impegno. In dialogo con i concittadini, i cristiani hanno un contributo specifico da offrire. Sarebbe contraddittorio se non fossimo i primi a nutrire quella fiducia, a riconoscerne i segni, interpretarli e approfondirli, mettendo a disposizione della società di cui facciamo parte il nostro patrimonio: la tradizione della Chiesa, a partire dalle Scritture, e l’esperienza di formare una comunità che è tanto locale quanto globale.

L’emergenza come possibilità di cambiamento, di rinunce, di riformulazione

Oltre il Covid-19. Verso “uno straripamento interno”

di Rocco Gumina* - Qualche mese prima del crollo del muro di Berlino, Jorge Mario Bergoglio – da arcivescovo di Buenos Aires – affermava che per affrontare la crisi internazionale non occorreva un riferimento al passato bensì: «uno straripamento interno» cioè assumere totalmente le difficoltà, senza restare intrappolati in queste, e trascendere tutto «verso l’interiorità». Un’opera del genere è possibile soltanto attraverso uno sguardo contemplativo – cioè spirituale – sul mondo piegato dall’emergenza in atto. Uno sguardo capace sia di accogliere integralmente la difficoltà – con tutti i dolori e le limitazioni connesse – sia di rilanciare verso il futuro poiché questa crisi passerà e l’umanità sarà chiamata a trarne una lezione.

Le radici, la memoria, la fratellanza e la speranza

I pilastri della ricostruzione

di Alberto Ratti* - Qualche giorno fa, in un’intervista al quotidiano La Stampa, papa Francesco indicava quattro pilastri portanti su cui ricostruire il futuro dopo questa emergenza sanitaria: le radici, la memoria, la fratellanza e la speranza. Le radici sono i nostri “nonni”, le persone più anziane e più fragili. Senza radici si inaridisce e si muore. La memoria è il dovere di non dimenticare queste settimane e di questi mesi per non ripetere gli errori compiuti. Setacciare e tenere ciò che è umano e gettare via quello che umano non è. La fratellanza è riscoprire come siano belle e uniche le relazioni umane. Chiede e promuove solidarietà, che cambia il mondo e il cuore delle persone. La speranza è una delle tre virtù teologali. Anche nei frangenti più bui e oscuri della storia, chi ha speranza sa che tutto ha un senso indipendentemente da come andrà a finire.

Alleanza contro la povertà in Italia - Cosa chiedono l’Ac e gli altri soggetti fondatori

Intervenire ora pensando al poi

«Le deroghe al sistema di ammortizzatori sociali introdotte a favore dei lavoratori sono un elemento importante ma non ancora sufficiente a coprire tutta la popolazione che sta perdendo reddito. È dunque necessario continuare a individuare strumenti idonei a sostenere la fascia di popolazione che è ancora esclusa dalle misure esistenti, e adottare i necessari provvedimenti connaturati alla situazione di emergenza che il Paese sta affrontando»: è quanto chiedono l’Ac e gli altri soggetti fondatori dell’Alleanza contro la povertà in Italia. Mentre si assiste ai primi timidi provvedimenti verso la creazione di un Piano sociale per l’Italia, con la recente decisione del governo di destinare 4,3 miliardi di euro ai comuni per aiutare le famiglie e 400 milioni di euro per buoni spesa; mentre si profila all’orizzonte l’attuazione di un Reddito di emergenza (Rem): 6 miliardi di euro per aumentare i 600 euro destinati ai lavoratori autonomi ed estenderli ai lavoratori del sommerso.

La Preghiera di Francesco: Signore, non lasciarci in balia della tempesta

«Tutti chiamati a remare insieme. Su questa barca… ci siamo tutti».

VIDEO - #PreghiamoInsieme - Dal Sagrato della Basilica di San Pietro Momento di Preghiera e Benedizione Urbi et Orbi presieduti da Papa Francesco
La Preghiera di supplica (pdf)

Dopo una grande tempesta, Cristo è svegliato dai discepoli che temono di essere perduti. Nonostante il trambusto, Gesù dorme sereno, fiducioso nel Padre. Poi il vento cessa e le acque si calmano. Gesù rivolge quindi queste parole ai discepoli: “Perché avete paura? Non avete ancora fede?”. Anche oggi, ha detto papa Francesco, viviamo un tempo sferzato dalla tempesta. Le parole pronunciate da Francesco, dopo la lettura del passo del Vangelo secondo Marco scelto per questa giornata, accompagnate dalla pioggia, si sono legate alle ombre ma anche alle luci di questi giorni segnati da sofferenze, timori e testimonianze di autentica umanità che si diffondono tra nazioni e Continenti.
Il Papa ha esortato a volgere lo sguardo verso il Padre che ci ama sempre e soprattutto verso la croce. “Il Signore - ha spiegato il Santo Padre - ci interpella dalla sua croce a ritrovare la vita che ci attende, a guardare verso coloro che ci reclamano, a rafforzare, riconoscere e incentivare la grazia che ci abita. Non spegniamo la fiammella smorta, che mai si ammala, e lasciamo che riaccenda la speranza”.

Mattarella, Draghi e l’immobilismo dell’Unione

Europa se ci sei (ancora) batti un colpo

Quindici giorni è il tempo che si è preso il Consiglio dei capi di Stato e di governo dell’Unione europea, dopo il quasi nulla di fatto dell’ultima riunione, quella di giovedì 26 marzo. Appuntamento telematico il loro, come il virus impone. La posta in gioco era altissima, almeno quanto le attese dei tutti che, con buona ragione, insieme all’emergenza sanitaria vedono quella economica e finanziaria, in Europa e nel resto del mondo.
C’era da augurarsi qualcosa di importante e invece gli egoismi di parte l’hanno avuta vinta ancora una volta. Alla fine, in corner, sono arrivati i quindici giorni per pensare a una soluzione condivisa, ma in verità sembra più per vedere chi l’avrà vinta tra i due schieramenti in campo.

Buoni motivi per vivere da “alzati” al tempo del Coronavirus

“Giovane, dico a te, alzati!”

di Luisa Alfarano, Michele Tridente e don Tony Drazza* - Abbiamo fatto tardi (come al solito)! Volevamo scrivere qualcosa per commentare il Messaggio di papa Francesco per la XXXV Giornata mondiale della Gioventù “Giovane, dico a te, alzati!” (Lc 7,24) ma, come qualche volta succede, tra l’idea di scrivere e la decisione di sedersi e farlo per davvero è passato del tempo. E mentre scriviamo ci troviamo in un momento di assoluta lentezza. Una lentezza che non abbiamo scelto volontariamente ma che un virus minuscolo ha scelto per noi. Per vivere devi stare lontano da tutti ed evitare di uscire: chi l’avrebbe mai detto che saremmo arrivati fino a questo punto. E allora nella lentezza e nella solitudine delle nostre stanze abbiamo avuto modo di leggere e rileggere il Messaggio del papa con negli occhi il “deserto” delle nostre città...

Coronavirus: la digitalizzazione a supporto di cittadini e imprese

Solidarietà digitale

È l’iniziativa del Ministro per l’Innovazione tecnologica e la Digitalizzazione, con supporto tecnico dell’Agenzia per l’Italia Digitale, per ridurre l’impatto sociale ed economico del Coronavirus. Le iniziative, i servizi e le soluzioni disponibili hanno il comune obiettivo di migliorare la vita delle persone permettendo GRATUITAMENTE di: lavorare da remoto, attraverso connettività rapida e l’utilizzo di piattaforme di smart working avanzate; leggere un giornale anche senza andare in edicola o un libro senza andare in libreria sul proprio smartphone o tablet; oppure, restare al passo con i percorsi scolastici e di formazione, grazie a piattaforme di e-learning. E ancora: guardare un film senza andare al cinema, ordinare del cibo da farsi portare a casa, test universitari e corsi di lingua, senza dimenticare giochi per i bambini e i ragazzi. E molto ancora. Imprese e associazioni hanno messo e continuano a mettere a disposizione servizi gratuiti. Chi volesse aderire fornendo servizi gratuiti compili l’apposito form Per le aziende (Attenzione: Il form è per le sole aziende. Gli utenti non devono compilare il form ma seguire le indicazioni specificate per ogni singolo servizio alla voce “Come aderire”).

Non sarà il tempo della fine solo se sapremo trasformarlo nel tempo di un nuovo inizio

Verranno tempi migliori…

di Luigi Alici* - … e un sole d’estate - non quello luminosamente inquietante di questo finto inverno - tornerà a scaldarci il viso. 
Verranno tempi migliori, e le colline torneranno a dondolare nel giallo sfrontato dei girasoli. 
Verrà il tempo delle rondini con i loro girotondi impazziti, degli orti accesi dal rosso dei pomodori, della frutta che piega i rami degli alberi.
Gli ombrelloni torneranno a regalare un orlo colorato alle nostre spiagge, rianimate da voci bambine dopo un lungo silenzio.
La gente tornerà a stringersi la mano, ad abbracciarsi, a scambiarsi parole buone, persino a ridere per barzellette mediocri. (continua)

L’iniziativa #restiamoaccanto

“PFP, a distanza, ma non distanti”

di Angelo Moretti* e Angelo Righetti** - L’epidemia del Covid-19 ha bloccato tantissime attività e ha bloccato le attività ora finalmente emergenti nell’ambito dei PFP (i Progetti formativi personalizzati con Budget educativi). Ma non bisogna arrendersi alle difficoltà del momento. I nodi territoriali sono chiamati a uno sforzo di creatività per stare accanto all’interno della propria dimensione progettuale per attualizzarla alla realtà che stiamo vivendo. È possibile attivare servizi a distanza attraverso i cogestori. All’interno alcune proposte che possono essere attivate coinvolgendo i gruppi di Azione cattolica presenti sul territorio, e chi contattare per qualsiasi approfondimento su l’iniziativa che ha nome PFP, a distanza, ma non distanti. #restiamoaccanto”, e chi coordinerà i comunicatori perché queste attività siano conosciute.

A proposito dei coronabond e del futuro dell’Unione

Europei e Italiani

Europei e Italiani. Lo ha detto la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen l’11 marzo scorso: “in Europa siamo tutti italiani”, così esprimendo la solidarietà e la vicinanza dell’Unione al nostro Paese. Nel frattempo, cioè nel corso delle ultime due settimane, il Coronavirus ha infettato praticamente tutto il vecchio continente. Europei e Italiani.
L’Unione in questo momento, tragico dirlo, la fa più il virus che la moneta. Le linee telefoniche che erano parse freddine all’inizio di questa storia (si leggano le dichiarazioni di Christine Lagarde, presidente della Banca centrale europea) si sono d’un tratto scaldate. Ciò che pareva impossibile è diventato più che possibile: la messa da parte del Patto di stabilità, dei vincoli ai bilanci degli Stati membri, via il famigerato tetto del 3% di deficit.

Uno sguardo su di noi, attraverso la lente della pandemia

Lezioni di “virologia” e note di vita

In queste giornate di Coronavirus anche le persone più sprovvedute stanno seguendo lezioni di virologia grazie alla valanga di informazioni - non sempre chiare, in verità - che vengono divulgate dai mezzi di comunicazione tradizionale e da quelli di nuova generazione. Basta un click per passare dagli aspetti scientifici a quelli epidemiologici, a quelli sociali. Nel mezzo, anche l’auspicio che l’isolamento forzato si trasformi in un “tempo della coscienza” per raggiungere a marce forzate - perché è urgente - quella coesione sociale che davvero può unirci in un futuro più sereno per tutti. Gigi Borgiani, biologo e specialista in virologia, già segretario generale dell’Ac, attuale direttore della Fondazione Auxilium di Genova, ci aiuta a fare discernimento regalandoci le sue particolarissime lezioni di “virologia” : I La strategia della resilienza, II Terapie e prevenzioni (sociali), III “Nulla sarà più come prima”. Speriamo. IV Il vocabolario delle buone parole.

Dal Vaticano - Decreto e Nota della Penitenzeria

Coronavirus. Indulgenza plenaria e indicazioni per la confessione

Indulgenza plenaria ai fedeli malati di Coronavirus, agli operatori sanitari, ai familiari e a tutti coloro che, anche con la preghiera, si prendono cura di essi. Lo stabilisce un Decreto della Penitenzieria apostolica firmato dal cardinale penitenziere maggiore Mauro Piacenza e dal reggente, monsignor Krzysztof Nykiel. Con una Nota, la Penitenzieria apostolica fornisce, inoltre, alcuni chiarimenti sulla Confessione, sottolineando che “nella presente emergenza pandemica” spetta “al Vescovo diocesano indicare a sacerdoti e penitenti le prudenti attenzioni da adottare nella celebrazione individuale della riconciliazione sacramentale, quali la celebrazione in luogo areato esterno al confessionale, l’adozione di una distanza conveniente, il ricorso a mascherine protettive, ferma restando l’assoluta attenzione alla salvaguardia del sigillo sacramentale ed alla necessaria discrezione”.

In preghiera con Francesco: mercoledì 25 marzo alle ore 12 - venerdì 27 marzo alle ore 18

«Rimaniamo uniti» contro la pandemia

Una preghiera universale perché la pandemia si fermi. Papa Francesco chiama i cristiani delle varie confessioni a «recitare il Padre Nostro mercoledì prossimo 25 marzo a mezzogiorno, tutti insieme». Un’esortazione arrivata alla fine della recita dell’Angelus della quarta domenica di Quaresima. E seguita dall’annuncio che venerdì 27 marzo alle ore 18 presiederà - sul sagrato di San Pietro, e con la piazza ovviamente vuota - un momento di preghiera «a cui sarà annessa la possibilità di ricevere l’indulgenza plenaria» e che si concluderà con la speciale benedizione Urbi et Orbi. «Fin d’ora invito tutti a partecipare spiritualmente attraverso i mezzi di comunicazione». Invito alla preghiera che i ragazzi, i giovani e gli adulti di Azione cattolica accolgono con gioia e gratitudine, Santo Padre.

Il Coronavirus l’ha portato via dopo una lunga battaglia

Ciao don Paolo! Il tuo sorriso resterà sempre con noi

La Presidenza e il Consiglio nazionale Ac sono vicini con l’affetto e la preghiera a Elena e a tutta l’Azione cattolica della diocesi di Piacenza-Bobbio per la scomparsa del carissimo don Paolo Camminati. 53 anni, parroco a Nostra Signora di Lourdes a Piacenza e assistente diocesano dell’Azione Cattolica, è morto all’alba di sabato 21 marzo in ospedale, dove era ricoverato da settimane per complicanze respiratorie dovute all’infezione da coronavirus. La vocazione nata nell’Ac e segnata dalla “comunità obiettori” alla Caritas, don Paolo – per tutti “il Camo” – era uomo dal pensiero ragionato, mai scontato nella scelta dei libri che riempivano il suo studio e le omelie. Ma anche uomo del sorriso e della simpatia, la chitarra sempre pronta a intonare una canzone, capace di parlare ai piccoli della scuola materna parrocchiale come agli adulti.

Venerdì 27 marzo i Vescovi italiani in un Cimitero della propria Diocesi

Un segno di suffragio e di consolazione

L’immagine dei mezzi militari, che trasportano le bare verso i forni crematori, rende in maniera plastica la drammaticità di quello che il Paese vive. Per il rispetto delle misure sanitarie, tanti di questi defunti sono morti isolati, senza alcun conforto, né quello degli affetti più cari, né quello assicurato dai sacramenti.
Le comunità cristiane, pur impossibilitate alla vicinanza fisica, non fanno mancare la loro prossimità di preghiera e di carità. Tutti i giorni i sacerdoti celebrano la S. Messa per l’intero popolo di Dio, vivi e defunti. L’attesa è per la fine dell’emergenza, quando si potrà tornare a celebrare l’Eucaristia insieme, in suffragio di questi fratelli.
Nel frattempo, la Chiesa italiana pone un segno eloquente: venerdì 27 marzo i Pastori, che ne avranno la possibilità, si recheranno da soli a un Cimitero della propria Diocesi per un momento di raccoglimento, veglia di preghiera e benedizione. L’intenzione è quella di affidare alla misericordia del Padre tutti i defunti di questa pandemia, nonché di esprimere anche in questo modo la vicinanza della Chiesa a quanti sono nel pianto e nel dolore. Sarà questo “il Venerdì della Misericordia” della Chiesa italiana; un Venerdì di Quaresima, nel quale lo sguardo al Crocifisso invoca la speranza consolante della Risurrezione.

Chiesa Italiana e Coronavirus – Sussidi pastorali e iniziative dei vescovi

Il sito “Chi ci separerà?” per pregare insieme

Pensato come un vero e proprio «ambiente digitale che raccoglie e rilancia le buone prassi messe in atto dalle nostre diocesi, offre contributi di riflessione e approfondimento, condivide notizie e materiale pastorale»: è online il sito “Chi ci separerà?”, lanciato dalla Segreteria della Cei per essere vicina a tutti i fedeli, specie a chi in queste settimane dell’emergenza Coronavirus non può andare in Chiesa per la Santa Messa. Ispirata a un verso delle Lettere di San Paolo ai Romani, l’iniziativa del sito serve, scrivono i vescovi, «per testimoniare ancora e sempre l’impegno della Chiesa che vive in Italia nel continuare a tessere i fili delle nostre comunità. La convinzione che ci guida è che le criticità, lo smarrimento, la paura non possano spezzare il filo della fede, ma annodarlo ancora di più in speranza e carità».

Governo e Ministero della Salute - Emergenza Coronavirus

Decreto “Cura Italia” - Numeri verdi e raccomandazioni per la prevenzione

Nuovo Modulo Autocertificazione
Il Testo integrale del DECRETO LEGGE “recante misure di potenziamento del servizio sanitario nazionale edi sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesseall’emergenza epidemiologica da COVID-19”
Decreto #CuraItalia, conferenza stampa di Conte, Gualtieri e Catalfo (video)
Covid-19, siglato il Protocollo per la sicurezza nelle aziende
Donare il sangue: perché è importante farlo

Ricordiamo a tutti che è in vigore il DPCM 9 marzo 2020 recante nuove misure per il contenimento e il contrasto del diffondersi del virus Covid-19 sull'intero territorio nazionale.
Uscire di casa solo per motivi "essenziali e realmente indifferibili". Non mettete a rischio voi stessi e gli altri.
Tali disposizioni sono efficaci fino al 3 aprile 2020.
Numeri utili:
Per ricevere informazioni chiamare il 1500.
Il 112 solo per coloro che pensano di avere già dei sintomi.
 Numeri verdi regionali attivati e utili a decongestionare le linee di emergenza e garantire rapida risposta a chi ha bisogno immediato di aiuto.
Basilicata: 800 99 66 88; Calabria: 800 76 76 76; Campania: 800 90 96 99; Emilia-Romagna: 800 033 033; Friuli Venezia Giulia: 800 500 300; Lazio: 800 11 88 00; Lombardia: 800 89 45 45; Marche: 800 93 66 77; Piemonte: 800 19 20 20; Provincia autonoma di Trento: 800 867 388; Provincia autonoma di Bolzano: 800 751 751; Puglia: 800 713 931; Sardegna: 800 311 377; Sicilia: 800 45 87 87; Toscana: 800 55 60 60; Umbria: 800 63 63 63; Val d’Aosta: 800 122 121; Veneto: 800 462 340.
Le raccomandazioni per la prevenzione
Domande e Risposte sul Coronavirus e i Sintomi

Al tempo del coronavirus, una testimonianza

La vita sospesa tra Milano e la “zona rossa”

di Gioele Anni* - Sono giorni sospesi a mezz’aria, surreali, in cui sentiamo la mancanza delle piccole cose che danno senso al nostro vivere. Incontrarsi, stringersi la mano o abbracciarsi, guardare una partita di calcio in compagnia, fare visita a un parente anziano o a una persona cara.
Nelle ultime due settimane, l’emergenza coronavirus ha ridisegnato le vite di chi vive in Lombardia. Una nuova quotidianità comincia a prendere forma. Non sappiamo quanto a lungo durerà l’emergenza e questo alimenta il senso di stallo...
DICHIARAZIONE DEL PRESIDENTE MATTARELLA:
"SERVONO CONDIVISIONE, CONCORDIA E UNITA' DI INTENTI"

CORONAVIRUS: LA POSIZIONE DELLA CEI

L’opinione del biologo - L’efficacia della quarantena

Su quel puntino blu: COVID 19 senza false frontiere

di Sandro Calvani* - Un forte senso di vulnerabilità personale e collettiva è quello che vivo al leggere ed ascoltare le notizie di questi giorni sul nuovo coronavirus influenzale, che l’OMS ha chiamato COVID 19. La stessa percezione di insicurezza e incertezza la esprimono tanti amici e colleghi con i quali nei passati decenni abbiamo affrontato guerre, epidemie e disastri immensi in ogni parte del mondo. Molti mi chiedono un’opinione da biologo quale ero prima di occuparmi di politica internazionale, sociologia e risoluzione di crisi. Il cuore della questione sono i provvedimenti presi dalle autorità per il contenimento dell’epidemia COVID 19 all’interno di una famiglia, di una scuola, di una città, di molte nazioni che vogliono limitare o eliminare le probabilità che il virus arrivi nel corpo di ognuno di noi.

Sandro Calvani per Agensir - E poi come ci chiameremo? “Festina lente”, perché saremo cambiati

Il repertorio delle reazioni (inadeguate) dinanzi al Coronavirus

Quando la fragilità diventa globale

di Luigi Alici* - «Ciò che è comune alla massima quantità di individui riceve la minima cura»: quando il buon vecchio Aristotele affidava al II° libro della sua Politica questo pensiero, non avrebbe mai immaginato che, dopo circa 23 secoli, saremmo stati ancora lì: la minima cura per ciò che è comune. Quanto sta accadendo in questi giorni è un’occasione per tornare a meditare quelle parole: alla cura della comune fragilità si preferisce il possesso del proprio immediato tornaconto. E non è vero che le criticità ci rendono in automatico più buoni e collaborativi: il più delle volte sono semplicemente il detonatore di attitudini e atteggiamenti profondi.