Riflessioni e rilanci

Le norme e la presenza dell’altro nella nostra vita

A un metro di distanza

di Pina De Simone* - “Stai lontano da me almeno un metro”. Fino ad ora questa espressione esprimeva il fastidio nei confronti dell’altro. Ora stare a un metro di distanza esprime invece l’attenzione nei confronti dell’altro, il prendersi cura di lui, volere che lui stia bene». Così ha esordito il mio viceparroco nella sua prima omelia della fase due in una chiesa che aveva finalmente ritrovato la presenza dei fedeli. Potremmo partire da qui per interrogarci sul senso delle regole. Limitazione della libertà, disciplina imposta dall’esterno o risposta ad un’interiore esigenza di relazione?...

La scossa, la grinta e la concretezza

Tre parole per l’estate

di Sandro Calvani*- Un amico, parroco in un paese di montagna, mi ha chiesto un suggerimento su tre parole chiave per l’estate durante e dopo la grave crisi causata dalla pandemia, da proporre a diversi gruppi di giovani che si troveranno nel suo paese per i campi estivi di vacanza e formazione. Ho risposto proponendogli di rilanciare forte su tre parole di montagna coraggiose ed efficaci, quelle che servono se ci si trova in un sentiero in salita nella roccia durante una tempesta: la scossa che ci dà la tempesta, la grinta per affrontarla e la concretezza di ogni passo da soli e insieme.

Riflettere sulla ripresa in una prospettiva di genere

La pandemia e il lavoro delle donne

di Katia Furlotti*- Le donne, soprattutto le più giovani, rischiano di essere penalizzate sia nel breve che nel medio e lungo periodo dall’attuale crisi legata all’epidemia da coronavirus. Mettendo ulteriormente in risalto un vulnus preesistente della nostra società: le disuguaglianze di genere, in particolare nel mondo del lavoro. Inoltre, nelle fasi successive di ripresa complessiva delle attività, in ipotesi di convivenza, almeno temporanea, con le misure restrittive e di distanziamento, si renderà probabilmente necessario, in molte famiglie con entrambi i genitori lavoratori, dividere i compiti e, in alcuni casi, decidere chi dei due continuerà a lavorare e chi si occuperà della cura di figli, anziani e malati. In questo senso variabili economiche e organizzative inducono a pensare che molte donne non rientreranno o rientreranno a fatica, o con alcune rinunce, nel mondo del lavoro. Qui, alcune proposte per cambiare lo stato delle cose e puntare a un corretto bilanciamento di genere in ambito lavorativo.

Il cigno nero del coronavirus e i cigni bianchi della ricostruzione

La fine di un mondo?

di Alberto Ratti* - Il caso e l’imprevedibilità sono due variabili che possono avere un forte impatto sulla vita delle persone, dei popoli, delle nazioni, spesso cieche e vulnerabili rispetto ad eventi totalmente inaspettati. È indubbio che il “cigno nero del coronavirus” ci abbia trovati del tutto impreparati. Ora però è il tempo dei “cigni bianchi”. Ma quali? Come ripartire? Coinvolgere i “corpi intermedi” e le “formazioni sociali” (sindacati, associazioni di cittadini, associazioni professionali, cooperative, autonomie funzionali, organizzazioni non governative, fondazioni, etc…) è il compito che spetta a breve alla politica, affinché le soluzioni ai problemi siano trovate insieme e non ciascuno per conto suo. Occorre guardare al futuro, sebbene appaia molto incerto, con la speranza che la situazione possa migliorare e che questa sia un’occasione unica per il nostro Paese.

Fase 3. Le proposte per il rilancio dell’Italia presentate dalla task force Colao

Per un’Italia più forte, resiliente ed equa

Sei macro-settori e sei corrispondenti obiettivi: è lo schema di base del piano per la fase 3 presentato dalla task force guidata da Vittorio Colao alla Presidenza del Consiglio e riassunto nel titolo di copertina Un’Italia più forte, resiliente ed equa, che è l’obiettivo complessivo del documento di 121 pagine Iniziative per il rilancio – “Italia 2020-2022” che proviamo a riassumere. Imprese e lavoro come «motore dell’economia». Infrastrutture e ambiente come «volano del rilancio». Turismo arte e cultura come «brand del Paese». Una Pubblica amministrazione «alleata dei cittadini e imprese». Istruzione, ricerca e competenze «fattori chiave per lo sviluppo». Individui e famiglie «in una società più inclusiva e equa». Un elenco di grandi idee più che di progetti di cambiamento, che oggi ci appaiono più prossimi alla sfera del sogno che a quella del reale, e, ad un tempo, un elenco dei grandi ritardi del nostro Paese.

Nel tempo della pandemia, come cambia il vivere e il credere

La fede e il contagio

È disponibile gratuitamente La fede e il contagio (a cura di Luigi Alici, Giuseppina De Simone e Piergiorgio Grassi), un numero speciale dei Quaderni di «Dialoghi», il trimestrale culturale dell’Azione cattolica italiana, in un momento segnato da un drammatico contagio epidemico che è anche tempo di altri “contagi”: di relazioni e connessioni ritrovate nel distanziamento forzato e accompagnate da una speranza che affiora. Una sfida che ci interpella, spingendoci a guardare avanti, a pensare a un futuro in cui ripartire dalle priorità che abbiamo scoperto e a non smarrire il senso di comunità che abbiamo maturato. Una riflessione a più voci che restituisce la situazione che stiamo vivendo, vista con occhi e mente pensosi ma carichi di prospettive.
Cosa sta realmente cambiando, nel tempo della pandemia, nel modo di vivere e di credere? È la domanda da cui sono partiti anche i due webinar proposti dalla rivista e che è possibile rivedere: Dialoghi sulla fede, di sabato 2 maggio, con Giacomo Canobbio, Pina De Simone, Fulvio Ferrario, Pietro Pisarra e Matteo Truffelli; Dialoghi sulla città, di venerdì 8 maggio, con Luigi Alici, Gabriele Gabrielli, Adelaide Iacobelli, Giuseppe Notarstefano, Valentina Soncini e Matteo Truffelli.

I possibili effetti della pandemia sull’Università italiana

Il futuro non può essere on line

di Andrea Dessardo* - La crisi economica, che inevitabilmente seguirà questi mesi, rischia di riflettersi in un calo delle immatricolazioni e dunque sull’occupazione in un settore tutt’altro che marginale per il futuro del nostro Paese. Meno studenti uguale meno laureati e, dunque, meno sviluppo. Senza contare che tre mesi di lockdown hanno comportato il forzato divorzio tra ricerca e didattica, la cui interdipendenza è invece il fondamento dell’Università contemporanea. E a proposito dell’attività didattica on line: essa non può sostituire perfettamente le lezioni in presenza, sia perché ogni vera educazione richiede che docenti e studenti possano interagire direttamente, sia perché non tutte le discipline possono essere spiegate solo a parole.

Perché la crisi diventi opportunità

Riabitare l’Italia

di Nadia Matarazzo* - La pandemia sembra aver cambiato brutalmente la nostra socialità, le nostre abitudini, il nostro modo di pensare l’altro. Ma, oltre gli interrogativi circa le conseguenze che essa comporterà per la vita delle comunità umane, è doveroso impegnarsi a leggere questa contingenza come una eccezionale opportunità affinché tutto ciò che sarà abbia il volto di un mondo che non si è lasciato schiacciare dalle macerie, ma che ha, invece, saputo ricostruirsi mettendo in campo le sue energie migliori.

Ripensare la distanza nelle relazioni di prossimità

Sulle orme di Agostino

di Donatella Pagliacci* - Rilanciamo l’idea della giusta distanza come la forma calda dell’essere insieme, il modo di abitare lo spazio che separa me da te, evitando la riduzione dell’uno all’altro, lo sconfinamento e l’impossessamento. Riscopriamo la ricchezza e la bellezza di un io che non teme l’altro e che anzi si misura con lo sguardo del prossimo, un io che tiene l’altro a distanza ma solo per potergli manifestare più rispetto, più accoglienza, più condivisione, più amore. Saper stare alla giusta distanza dall’altro significa saper accogliere senza fagocitare, amare senza invadere lo spazio vitale dell’altro, donargli un sorriso, sapersi accorgere di dove abitano i suoi sogni ed incoraggiarlo, senza sostituirsi a lui, a realizzare il suo bene nei modi e nelle forme del suo e non del nostro desiderio.

Disuguaglianze. La campagna «Chiudiamo la forbice»

Un impegno comune contro le iniquità

di Andrea Michieli* - Cinque anni fa, con la pubblicazione dell’enciclica Laudato si’, Papa Francesco, rivolse un invito a ripensare i fondamenti del modello dominante di economia di mercato, invitando a ripensare i rapporti economici a partire dalle persone e dall’ambiente in cui esse vivono. Da questo appello è nata la campagna «Chiudiamo la forbice». Alcune associazioni e realtà di ispirazione cristiana - tra queste l’Azione Cattolica - hanno voluto fare squadra dinnanzi alle crisi socio-ambientali e ai segnali sempre più preoccupanti che la nostra Terra manifesta e che la forsennata corsa alla produzione ha per molto tempo sottovalutato. Il cuore dell’impegno è la riduzione della forbice delle disuguaglianze che, insita nell’attuale modello globale di sviluppo economico, si è sempre più allargata e che la rapida crisi legata alla diffusione del Covid-19 rischia di far nuovamente esplodere.

Cosa abbiamo imparato e quali nodi restano da sciogliere

Covid-19 tra Costituzione e sussidiarietà

di Paolo Rametta* - La sfida del Covid-19 ha certamente messo alla prova il funzionamento del nostro sistema costituzionale nel suo complesso, uno stress-test unico per intensità e repentinità, oltre che per la assoluta originalità del pericolo da affrontare. Due le lezioni probabilmente già emerse e di cui fare tesoro: la necessità di un confronto politico improntato a un dialogo reale sul futuro del Paese, senza contrapposizioni strumentali, e la necessità di un’ottica lungimirante nella gestione delle risorse dedicate ai diritti sociali. Meno semplice risulta orientarsi su altri aspetti, cioè i nodi del reciproco rapportarsi delle varie articolazioni della Repubblica, tra Stato, regioni ed enti locali, ma anche la questione del rapporto tra Governo e Parlamento e tra Repubblica ed enti non pubblici, come il Terzo settore.

La Giornata di digiuno e di preghiera per l’umanità colpita dalla pandemia

Attraversare l’imprevisto

di Gianluca Zurra* - Il 14 maggio i cristiani si uniranno alla giornata di digiuno e di preghiera a Dio Creatore per l’umanità colpita dalla pandemia. L’iniziativa, alla quale ha aderito papa Francesco, è stata promossa dall’Alto Comitato per la Fratellanza Umana. Può essere un’occasione per riscoprire il digiuno e la preghiera come due esperienze umane fondamentali, in grado di riconsegnare all’uomo la sua originaria apertura fiduciosa sulla realtà, soprattutto in tempi di smarrimento e di sofferenza. La vita, infatti, porta con sé una promessa, che sostiene il nostro desiderio buono di stare al mondo, di affrontare il giorno che verrà, di cercare verità e giustizia negli affetti quotidiani. Ma è anche sempre drammatica, faticosa, messa alla prova dai fallimenti, dalla sofferenza, da un male che spesso ci sovrasta e ci devasta.

Anticipazioni della società del rischio globale?

#Distantimauniti

di Andrea Casavecchia* - La rapida diffusione del coronavirus in tutto il mondo ci ha permesso di constatare con mano le conseguenze della società del rischio globale. La novità non è nella catastrofe che si è abbattuta. L’umanità ne ha vissute molte, noi occidentali ce ne eravamo dimenticati. Viviamo, però, in un mondo connesso tecnologicamente ed economicamente, che vive una “metamorfosi” ma privo di strutture politiche e sociali; privo di preparazione culturale a livello planetario per gestire quei rischi che tutti corrono e che – senza precauzioni – finiscono (e finiranno in futuro) per colpire in modo più forte i più deboli. Questa pandemia ci immerge nella nuova realtà. Ora ne siamo tutti più consapevoli. E già si scorgono all’orizzonte i primi segnali di un possibile futuro da costruire.

Più misure alternative, differimento pena, investimenti in personale e tecnologie

Carceri e Covid-19

di Sara Martini* - La vulnerabilità è una condizione strutturale del detenuto. Figuriamoci in tempo di pandemia. Impossibile anche solo immaginare e mettere in atto in questo contesto le uniche vere contromisure al contagio: distanze, igiene personale, sanificazione degli ambienti. Il decreto Cura Italia contiene i primi provvedimenti per alleggerire la pressione nei nostri istituti di pena, già sovraffollati, ma sono insufficienti e inattuati. Sarebbero opportuni provvedimenti per accelerare l’accesso alle misure alternative, limitare il flusso in ingresso nelle carceri magari differendo almeno fino a fine emergenza l’emissione degli ordini di esecuzione delle condanne fino a quattro anni, investire in nuovo personale medico socio-sanitario e penitenziario e potenziare l’utilizzo di strumenti telematici per una maggiore comunicazione a distanza tra detenuti e familiari.

Aiutiamo le persone in difficoltà e in condizioni sempre più precarie

Dona anche tu. Sosteniamo il Fondo Caritas “Emergenza coronavirus”

L’Azione cattolica italiana sostiene e invita a sostenere il fondo “Emergenza coronavirus” attivato dalla Caritas Italiana e aperto alla generosità di tutti gli italiani. Sull'esempio di Francesco e dei nostri vescovi, e dei tanti uomini e donne di buona volonta, diamo un aiuto concreto alle persone in difficoltà e in condizioni sempre più precarie a causa dell’emergenza sanitaria.
Conto corrente postale n. 347013 di Caritas Italiana (Via Aurelia 796-00165 Roma)
Donazione online tramite il sito www.caritas.it
Bonifico bancario (causale “Emergenza Coronavirus):
-Banca Popolare Etica, via Parigi 17, Roma –Iban: IT24 C050 1803 2000 0001 3331 111
-Banca Intesa Sanpaolo, Fil. Accentrata Ter S, Roma – Iban: IT66 W030 6909 6061 0000 0012 474
-Banco Posta, viale Europa 175, Roma – Iban: IT91 P076 0103 2000 0000 0347 013
-UniCredit, via Taranto 49, Roma – Iban: IT 88 U 02008 05206 000011063119

Per la Festa dei lavoratori, ri-progettiamo il futuro

L’uomo, il lavoro e la sua dignità

di Tommaso Marino* - Nulla sarà come prima, ma sicuramente sarà importante ciò che in questi mesi saremo capaci di mettere in campo per uscire dalla pandemia più forti, più consapevoli dell’esigenza di vivere con quello che abbiamo, rispettando la natura e coinvolgendo tutti in un percorso di crescita spirituale e sociale, mettendo al centro l’uomo, il lavoro e la sua dignità. Una delle cose vissute in questi tempi è l’esperienza del limite: un piccolo virus con dimensioni 600 volte più piccole di un capello ha determinato una profonda modifica delle abitudini di ciascuno e del pianeta intero. Occorre farne tesoro, riflettere sulla dimensione del limite umano e la parte economica verrà di conseguenza.

Primo maggio all’epoca del Covid-19

Un tempo per ripensare il lavoro e l’economia

di Fabio Cucculelli* - Siamo alla vigilia di un primo maggio insolito: non si scenderà in piazza per rivendicare i diritti dei lavoratori o per festeggiare. I motivi di preoccupazione sono moltissimi. Per effetto del Covid-19, secondo l’Onu più di 25 milioni di persone potrebbe perdere il lavoro. In Europa già un milione di persone ha visto ridursi il proprio reddito per effetto della pandemia. A soffrire, in particolare, sono i liberi professionisti, gli artigiani, gli addetti delle piccole industrie costrette a fermarsi per il lockdown, ma gli effetti si stanno sentendo anche nel settore dei servizi. Tutte persone che rischiano di finire in povertà. L’economia mondiale subirà un calo del 3%, con punte in Europa tra il 7 e il 9%.

Festa della Liberazione. Intervista al Presidente nazionale dell’Ac, Matteo Truffelli

Le sfide di questo 25 aprile

Il 25 aprile 2020 sarà una festa particolare e diversa da quella degli scorsi anni: non sono state organizzate, infatti, manifestazioni e parate nelle strade e nelle piazze del nostro Paese a causa dell’epidemia di Covid-19; tuttavia, forse sarà possibile vivere questa occasione in maniera più intima e sentita e con un nuovo senso di identità nazionale. Chiara Santomiero ne ha parlato con Matteo Truffelli, intervistato per “Radiopiù.eu Roma”, la web radio della diocesi di Roma, nella rubrica di attualità InformAC curata dall’Ac diocesana. Per il Presidente nazionale dell’Ac, come nel secondo dopo guerra «anche oggi abbiamo davanti a noi la sfida della ricostruzione materiale e morale» del Paese, e altre « come ad esempio affrontare la crisi economica e la disoccupazione che ne deriva». Ma a differenza di allora, «noi non ripartiamo da zero: ci sono tante risorse su cui contare, nonché i valori che si festeggiano il 25 aprile, cioè la solidarietà vissuta anche in questi ultimi due mesi, che dovrà essere più forte rispetto al rischio di scadere nell’egoismo; oppure le idee di giustizia, di custodia e cura della democrazia e il tema della pace come alternativa alla violenza».

Le misure economiche della UE per contrastare la crisi da Covid-19

Che sia la volta buona?

di Alberto Ratti* - Il Consiglio Europeo di ieri pomeriggio ha finalmente dato il via libera al cosiddetto Recovery Fund, un vero e proprio fondo comune attraverso cui la Commissione Europea potrà andare sui mercati finanziari e raccogliere fino a 1000 miliardi di euro, garantiti da un bilancio europeo 2021-2027 ingigantito e rafforzato da nuove contribuzioni e garanzie da parte degli Stati membri. I fondi così sommati potranno poi essere destinati da parte della Commissione ai Paesi maggiormente colpiti dall’epidemia di Covid-19. Entro il 6 maggio la Commissione dovrà esporre il suo piano e dare gambe a provvedimenti quanto mai necessari. Le Istituzioni europee più importanti (Consiglio Europeo, Commissione, Parlamento) hanno finalmente lavorato di squadra e indicato la direzione da seguire.

1° maggio, nella basilica di Santa Maria del Fonte a Caravaggio

Atto di Affidamento dell’Italia a Maria

L’Azione Cattolica accoglie con gratitudine la decisione della Conferenza episcopale italiana di affidare l’intero Paese alla protezione della Madre di Dio come segno di salvezza e di speranza, raccogliendo così la proposta e la sollecitazione di tanti fedeli. Lo farà venerdì 1° Maggio, alle ore 21, con un momento di preghiera, nella basilica di Santa Maria del Fonte a Caravaggio. La scelta della data e del luogo è estremamente simbolica. Maggio è, infatti, il mese tradizionalmente dedicato alla Madonna, tempo scandito dalla preghiera del Rosario, dai pellegrinaggi ai santuari, dal bisogno di rivolgersi con preghiere speciali all’intercessione della Vergine. Iniziare questo mese con l’Atto di Affidamento a Maria, nella situazione attuale, acquista dunque un significato molto particolare per tutta l’Italia. Il luogo, Caravaggio, situato nella diocesi di Cremona e provincia di Bergamo, racchiude in sé la sofferenza e il dolore vissuti in una terra duramente provata dall'emergenza sanitaria. Alla Madonna la Chiesa affida i malati, gli operatori sanitari e i medici, le famiglie, i defunti. Con un pensiero particolare, nel giorno della festa di San Giuseppe lavoratore, sposo di Maria, a tutti i lavoratori, consapevole delle preoccupazioni e dei timori con cui tanti guardano al futuro.